Voodoo Biennale

Non ho ancora visitato la 54a Biennale d’Arte di Venezia. Ma come sempre, noto che tra gli artisti selezionati non mancano quelli interessanti per l’uso del disegno: per dirne un paio che non conoscevo, si va dal notevole giapponese Tabaimo al discutibile venezuelano Heimo Aga.

Come sempre, inoltre, temo di dover constatare che la forma-fumetto, in sé, resta una forma piuttosto ‘invisibile’ in quel contesto: gli artisti noti (anche) come autori di fumetti sono scarsamente presenti.

Tra le eccezioni, nientepopodimeno che Robert Crumb, un cui disegno originale è esposto nel padiglione danese:

In realtà, dunque, questa eccezione è relativa: il lavoro esposto non è una tavola di fumetto, ma una singola illustrazione, in forma di pin-up. E che Crumb sia presente tra le opere danesi beh, a me pare un intervento ai confini della retorica: una decorazione nobilitante, più che un commento, per la collettiva “Speech Matters”.

Un’altra eccezione è presente in una delle sedi della “Biennale Diffusa”, ovvero Mantova – Palazzo Te. Si tratta del video ‘”Voodoo”, una performance musicale scritta, cantata e parzialmente animata da Massimo Giacon:

La vicenda della partecipazione di Giacon, raccontata sul suo blog, è peraltro una storia emblematica per capire le modalità della pasticciata ‘direzione Sgarbi’ del Padiglione Italia. Una storiaccia ricca anche di passaggi spassosi, come l’ipotesi di un intervento critico-ludico – poi non realizzato – come questo:

Insomma, in autunno, tappa a Venezia.

Certo che insomma, una Biennale senza William Kentridge, che Biennale è?

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