Auto ibrida, fumetto ibrido

Sarà il destino. O, in alternativa, sarà che gli uffici marketing delle case automobilistiche sono leader naturali nell’effetto bandwagon. Sta di fatto che per l’ennesima volta, in questo 2012 (prima accadde a Lancia e poi a Nissan) un produttore di auto usa il fumetto tra gli strumenti di comunicazione per il lancio di un nuovo prodotto/modello.

Questa volta il marchio è Peugeot. Che per lanciare la tecnologia Hybrid4 per motori ibridi – e le 4 modalità di guida che essa consente – ha appena lanciato un fumetto online. Il disegnatore è Gerald Parel, e il team creativo l’agenzia BETC, che hanno sviluppato un fumetto – una sorta di mystery d’azione, dal posizionamento tamarropop (ehm) – leggibile qui.

Il progetto è chiaro e funzionale: la trama è una metafora esplicativa delle 4 modalità di guida consentite dalla tecnologia HYbrid4. La protagonista – metafora dell’auto stessa – per portare a termine la sua breve missione (il cui cuore è in una lunga fuga), utilizza abilmente le varie modalità. Niente di più, niente di meno.

La progettazione del fumetto ha essenzialmente quattro caratteristiche tecniche:

  • sfrutta la soluzione sempre più diffusa del parallax scrolling. Ovvero viene simulata una profondità – ‘effetto 3D’ – su disegni bidimensionali, creati su strati differenti fatti semplicemente muovere a velocità diverse.
  • lo scorrimento delle sequenze è, alternativamente, sia laterale che verticale.
  • il design è responsivo, ovvero si adatta automaticamente alle dimensioni di ogni schermo. Una scelta ancora poco sfruttata nei comics digitali, ma pressoché inevitabile in questo caso, per rendere fluida la lettura in parallax scrolling alternato.
  • la presenza di suono, dello scrolling alternato e della modalità ‘autoplay’ On/Off (tra lettura guidata e animazione) fanno di questo lavoro un fumetto propriamente enhanced.

Certo, parlare come fa Peugeot di graphic novel per una narrazione della durata (in modalità autoplay) di nemmeno 2 minuti, è francamente fuori misura. Ma al di là dell’impianto didascalico e di uno stile grafico un po’ povero, al progetto va riconosciuta una grande chiarezza: l’idea di tecnologia ibrida. Per l’auto, certo. Ma anche per il fumetto. Un fumetto pienamente enhanced; o una sorta di enhanced storyboard.

In questa campagna, insomma, la dimensione tecnologica è messa fuoco bene: nel prodotto, e nel linguaggio (fumettistico) per comunicarlo. Un risultato tutt’altro che scontato. Da nominare come Nonpremio alla “Migliore campagna adv fumettistica del 2012, settore automotive”?

PS. A differenza di altri marchi, a Peugeot va inoltre riconosciuto di avere sviluppato un’iniziativa che si inserisce nel solco di altre esperienze, come la sponsorizzazione del film Tintin, accompagnata da un concorso. Forse ancora poco per parlare di compiuta strategia, ma certamente la coerenza non manca.

Auto, marketing, disegno: Nissan e Lancia

Sarà un segno del destino, una tendenza stagionale – o semplicemente un caso. Sta di fatto che nell’arco di questo stesso mese di marzo, ben due campagne di comunicazione provenienti dal mondo dell’auto, in Italia, hanno chiamato in causa fumetto e illustrazione.

La prima è stata Lancia, che ha promosso la creazione di un vero e proprio character seriale, Maschera Gialla, protagonista di una action comedy supereroistica, realizzata da Dado. La meccanica della campagna non era niente male, articolata tra offline e online: albo stampato free press (anche scaricabile online), gallery Flickr, ‘performance’ di customizzazione dell’auto (disegno sulla carrozzeria) dal vivo, sito web dedicato, conferenza stampa istituzionale congiunta Lancia/giovanefumettista. Peccato per un dettaglio non irrilevante: la qualità mediocre del fumetto. Una strategia dotata forse di eccessiva prosopopea, quella di Lancia, che pare giocare sullo stesso terreno – promozione di giovani talenti creativi – delle recenti campagne Eni, ma senza raggiungere la stessa qualità. Ah: l’automobile oggetto della campagna era la Lancia Ypsilon.

La seconda è invece Nissan, che promuove proprio a partire da oggi la propria campagna. Anche qui la meccanica è interessante, sebbene diversa: invece che spingere sulla dimensione editoriale (la centralità del prodotto-fumetto), sollecita la dimensione decorativo-spettacolare e la partecipazione degli utenti. Il disegnatore chiamato in causa è l’emergente francese McBess, i cui disegni avevano già caratterizzato gli spot tv di Nissan dello scorso inverno. Il coinvolgimento del pubblico è nella forma di una (molto) limitata interazione con submission: tramite una App su Facebook, gli utenti potranno creare un poster selezionando alcune illustrazioni di McBess, e componendole per costruire lo ‘sfondo’ intorno alla vettura. La app produce un video di 30 secondi che verrà proiettato su una spettacolare maxi affissione in via De Amicis, nel centro di Milano, e il ‘puzzle’ apparirà con la firma dell’utente stesso. Ah: l’automobile oggetto della campagna è la Nissan Qashqai.

Nel panorama del rapporto tra fumetto e pubblicità, che in Italia pare vivere una fase non proprio entusiasmante (ritorneremo a parlarne) – queste due campagne mi sembrano:

  • un buon segnale, dal punto di vista dell’attenzione e degli investimenti
  • e al contempo una conferma della fatica, da parte di brand e agenzie creative, nell’offrire un uso efficace e compiuto del disegno/fumetto, che eviti il rischio di apparire superficiale (nella qualità) e capzioso (nell’opportunità), o persino distante dai valori stessi del brand (non starò qui a citare troppo l’esempio delle poste francesi, tra i più riusciti degli ultimi tempi)

Infine, una domanda a latere: d’accordo lavorare su aspetti collaterali – editoriali o decorativi/urbani – ma perché non lavorare anche sull’oggetto stesso della campagna? Perché non mettere le auto stesse al centro delle attività di disegno?

 

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