Once upon a LIFEtime: comics e fotogiornalismo anni 30

C’era una volta il fumetto, medium di massa per bambini e ragazzini. Erano gli anni Trenta, e negli Stati Uniti nasceva una nuova Age of enthusiasm intorno al nascente formato ‘compatto’ chiamato comic book, diffusosi a partire dal successo nel 1934 della testata Famous Funnies.

C’era una volta, inoltre, il rotocalco di fotogiornalismo, medium di massa per le famiglie delle classi medie. Negli Stati Uniti degli anni Trenta, grazie all’editore Henry Luce, fermamente convinto che le immagini potessero raccontare – e non solo illustrare – notizie e storie, la preesistente identità umoristica e illustrata di LIFE (tra i suoi artisti, talenti come Charles Dana Gibson, Palmer Cox, A.B. Frost, J.C. Leyendecker, Norman Rockwell) viene ri-fondata nel 1936, mettendo al centro il fotogiornalismo.

La storia di queste due innovative forme culturali, il comic book e il magazine di fotogiornalismo, prese a incrociarsi presto, proprio alla metà degli anni Trenta. In quel decennio, e in quello successivo, LIFE e i suoi fotoreporters si trovarono infatti, e a più riprese, a documentare la cosiddetta Golden Age del fumetto americano, testimoniando la pervasività dei comics nei contesti domestici e nella vita quotidiana dei giovani lettori.

Una selezione di questo lavoro fotografico e giornalistico è stata recentemente presentata in uno splendido servizio, dal titolo In praise of Classic Comics, proprio sulle pagine online di LIFE, il cui sito web continua a celebrare – dopo la chiusura della testata nel 2000 – la potenza narrativa ed emotiva della fotografia, antica compagna di strada del fumetto e della sua lunga parabola storica.

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