Il senso di Zerocalcare per Amazon

“E’ arrivato il momento di presentare il nuovo Kindle Paperwhite. Quali libri mettiamo nell’assortimento di copertine (finto casuali) promozionali? Un Saviano, un Dan Brown, un Baricco, una Tamaro, un Piperno, un Manfredi, un saggio, uno youtuber, un tot di libri di varia e un tot di fumetti. Quali fumetti? Uno Sturmtruppen, un Diabolik, e TRE ZEROCALCARE!”

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[1001 Fumetti] Mämmilä

La nazione della Nokia (almeno fino a pochi giorni fa, diciamo), non è solo la terra di immaginari onirici come quelli dei Moomin o, più recentemente, di Amanda Vähämäki o Tommi Musturi. Nella storia del fumetto finalndese contemporaneo, una delle opere più celebrate è proprio il racconto preciso, naturalistico e quasi micro-etnografico dell’evoluzione di una piccola comunità locale, a nord di Helsinki.

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Mämmilä, 1976 (Tarmo Koivisto, Finlandia)

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Nella storia del fumetto – o anche in quella di altre forme d’arte – è difficile trovare opere paragonabili a Mämmilä di Tarmo Koivisto. Mämmilä descrive la storia contemporanea dell’omonima città nell’arco di trent’anni. Nel corso della serie, Koivisto descrisse l’accurato ritratto di una piccola città finlandese nell’evoluzione da comunità agricola a parte integrante dell’economia globale.

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Il modello su cui si basa Mämmilä è la città di Orivesi, un luogo pressoché anonimo della Finlandia centrale, città natale di Koivisto. Invece di un ristretto numero di protagonisti, la serie vanta un cast di decine di individui di ogni età e classe sociale che invecchiano, muoiono e nascono sotto gli occhi del lettore. Negli anni Mämmilä ha illustrato un’incredibile varietà di aspetti della società finlandese – politici, economici, sociologici e individuali. All’inizio, a molte delle case del paese manca l’elettricità; alla fine gli imprenditori locali arriveranno a fare affari nella capitale dell’Unione Europea. Il lettore vede case di legno lasciare il posto a edifici di cemento, politici e uomini d’affari tramare nell’oscurità, poi l’arrivo dei primi migranti africani e così via. Koivisto disegna in uno stile essenziale e realistico, e la sua narrazione è ispirata principalmente a Carl Barks.

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Mämmilä riscosse un discreto successo, e i finlandesi non mancarono di rispecchiarsi nei protagonisti. Più di un lettore tentò di denunciare Koivisto per violazione della privacy, sospettando che gli eventi narrati nel fumetto fossero frutto di osservazione della vita reale.

Harri Rompotti

Marcel Lafougue, rivoluzionario seduto

Ogni tanto è bene ricordarlo: Francis Masse (qui da Hara Kiri #165)

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A Mantova con Makkox

Comunicazione di servizio autunnale (straordinaria stagione: il brutto è che si lavora come ciuchi; il bello è che non si boccheggia, e si fanno splendide chiacchiere festivaliere): questo venerdì sarò al Festivaletteratura di Mantova, per una chiacchierata con Makkox.

L’ultima volta che ci ero stato – da fumettologo – avevo condotto, tra l’entusiasta e l’emozionato, una bella chiacchierata con Neil Gaiman. Risultato: anche con Makkox mi toccherà parlare di fantasy (spoilerino: c’entra con un suo prossimo libro. Giuro.).

PS: Di fumettisti, come sempre, anche quest’anno non ne mancano.

1001 Fumetti da leggere prima di morire: copertina

Eccola, la copertina. Con un’icona di fumetto & di morte, come si confà a cotanto titolo (e non si dica che non prendo sul serio un brief):

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Il libro è in arrivo, tra fine settembre e inizio ottobre. E a breve arriveranno i dettagli sulla versione italiana. Per il momento: appuntamento a giovedì, con un’altra anteprima.

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