[1001 Fumetti] Doug Wright’s Family

Questa settimana, l’estratto da 1001 Fumetti, viene dal Canada. E se in quel paese c’è stato un autore più influente di altri, non si può evitare di parlare di Doug Wright, alla cui memoria è dedicato il principale premio fumettistico canadese. Un autore senza il quale, molto probabilmente, Chester Brown o Seth non sarebbero diventati quello che sono oggi.

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Doug Wright’s Family, 1949 (Doug Wright, Canada)

nipper1963

Seppur non famosissimo fuori dai confini del Canada, Doug Wright è amatissimo nel paese in cui ha trascorso tutta la sua vita adulta, al punto che in suo onore gli è stato dedicato un premio. La sua striscia apparsa sui quotidiani Nipper (poi rinominata Doug Wright’s Family) debuttò sul Montreal Standard nel 1949 e proseguì per oltre tre decenni. Durante quel periodo Wright illustrò la vita nei sobborghi canadesi attraverso le avventure di una ristretta cerchia familiare.

third

Dal punto di vista grafico Wright aveva delle peculiarità notevoli. Le sue linee erano asciutte, chiare e ricche di vita. I colori sporadici che usava attiravano con efficacia l’occhio del lettore, permettendogli di evitare ombreggiature e tratteggi che avrebbero reso il suo approccio meno diretto. Cosa ancor più importante, la striscia era interamente muta, con storie tenute insieme magistralmente dal solo uso delle immagini. L’assenza di testo donava maggior respiro alla striscia e permetteva a Wright di riservare spazio prezioso a quei dettagli che rendono l’opera più viva e mossa.

doug_wrights_family

La prima decade della striscia si concentrava sulle avventure di Nipper, il giovane figlio di una coppia di periferia. Nell’estate del 1960 nella famiglia nacque un secondo figlio, e tutti i pezzi del puzzle furono composti. Il picco di successo della striscia fu negli anni Sessanta, quando i rapporti tra genitori e figli, e tra i fratelli, acquistano un ruolo centrale. La striscia di Wright, per quanto ritraesse un certo numero di aspetti poco eccitanti della vita quotidiana, descrisse un mondo idilliaco di felicità familiare, tutto senza il bisogno di dire una parola.

Bart Beaty

3 Risposte

  1. Se non ricordo male avevi già parlato di questo fumetto in un post di qualche tempo fa.
    L’avevo trovato molto bello e ancor oggi mi incuriosisce e mi affascina molto.
    Vado a vedere dove poter acquistare il volumone della prima immagine!
    Un caro saluto
    O.

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