I paradossi della sigaretta di Lucky Luke

Ci sono tre motivi per cui – tornato in possesso di un po’ di tempo per il blog – segnalo l’uscita della nuova serie a fumetti in allegato alla Gazzetta: Lucky Luke, in edicola da domani, per 44 settimane.

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Il primo è che, da sempre, la creazione di Morris (per molti anni affiancato ai testi da Goscinny) è un’eccellente lettura estiva. Tanto più nel paese che più di ogni altro, nel fumetto, sembra ancora credere al potere immaginifico del genere western. Sia Tex Willer che Lucky Luke, in fondo, fin dalle loro origini non sono che esercizi di immaginazione, più che racconti di un’epopea storica. E se ripenso a me lettore bambino, il West tutto caricatura, ritmo, stereotipi di Morris (e Goscinny) mi è sempre parso paradossalmente più affidabile: il West “reale” era quello dei film; al fumetto, la più sfrenata reimmaginazione.

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La seconda è che, vendite permettendo, questa occasione editoriale sarà la più completa mai pubblicata in Italia. Come già per altri classici del fumetto popolare francobelga, anche Lucky Luke ha avuto una vita frammentata tra più riviste, albi e editori. Vedremo così il primo album (secondo episodio) della serie, La Mine d’or de Dick Digger, con un protagonista lievemente diverso da quello consolidatosi negli anni successivi (l’influenza di Harvey Kurtzman, che motiverà Morris verso la vera e propria parodia, arriverà dopo). Soprattutto, finalmente, potrò disporre non tanto dell’ennesima riproposta di un classico, ma di una decente raccolta da archiviare.

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La terza è che Lucky Luke, oggi, porta con sé i segni di uno dei più profondi e paradossali effetti del politically correct nella storia del fumetto. Come è noto, Lucky Luke ha una silhouette – un character design – straordinariamente riconoscibile, grazie anche a un dettaglio: la sigaretta che gli pende dalle labbra. Eppure, nel corso degli anni, e in particolare a partire dall’adattamento tv firmato negli anni 80 da Hanna-Barbera, il cowboy sostituì la sigaretta con un filo d’erba. Per questo Morris si guadagnò un riconoscimento da parte dell’O.M.S. nella Giornata Mondiale senza Sigarette, il 7 aprile 1988. Ma non tutte – non sempre – le ristampe della serie hanno privato Lucky Luke della sigaretta, e il risultato ha generato una stratificazione editoriale bizzarra, con apparizioni marcate sia dal filo d’erba che dall’inconfondibile sigaretta. Un paradosso finito anche nelle copertine di questa collana con Gazzetta. Fateci caso: nel logo Lucky Luke ha in bocca l’erba, mentre nell’illustrazione principale fuma. Battuta (scontata): nel futuro di Lucky Luke, c’è il rischio di sovrapporre le due cose, in una spassosa eterogenesi dei fini: e se fosse proprio erba, quella nella sigaretta?

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