Lucca versus Angouleme (1)

Da ormai diverse settimane, nella sua longeva rubrica per Lanciostory, ‘Nuvolette’, Luca Raffaelli sta sviluppando un discorso sulle relazioni e le differenze tra le due principali manifestazioni europee dedicate al fumetto.

Qualche settimana fa Luca ha coinvolto anche me, per chiarire alcune differenze giuridiche e gestionali tra le due. Ma quel che mi pare più interessante è che, intervistando protagonisti francesi e italiani, Raffaelli ha costruito una vera e propria “inchiesta leggera”. Pur nei limiti di obiettivi e di tono della rubrica, il suo racconto mi pare riesca a illuminare alcuni aspetti interessanti – e spesso dimenticati – sia sulla diversa identità dei due eventi, sia sullo stretto rapporto di scambi che, in passato, ha segnato la genealogia delle due fiere.

Per questo, sembrandomi una buona occasione per ripercorrere una traiettoria importante, e per tornare a fare il punto della situazione sul versante italiano, nei prossimi giorni posterò qui ampi stralci di questa serie di ‘Nuvolette’. Bonus track: ci troverete anche una ricostruzione completa e poco nota delle “origini” della manifestazione lucchese, precedente alla prima edizione del 1965, a Bordighera.

Dopo avere sottolineato alcune differenze più ovvie, ben note anche al pubblico (cosplayer e dédicaces su tutte), Raffaelli solleva un punto centrale:

Infine, la differenza forse più importante di tutte: il festival della bedé è finanziato dallo Stato. Potentemente. Si parla di duecentomila euro di finanziamento pubblico e di vari importanti sponsor privati, anche se quest’anno ci sono state defezioni importanti. Proprio ad Angoulême abbiamo incontrato Giovanni Russo, coordinatore di Lucca Comics, il quale ci ha confermato quello che era un nostro sospetto: e cioè che alla manifestazione toscana non vengono erogati finanziamenti pubblici. Anzi: Lucca Comics and Games deve pagare al Comune di Lucca anche l’occupazione di suolo pubblico.

Come avevo scritto a suo tempo, una differenza cruciale tra Angouleme e Lucca è che l’amministrazione pubblica – in primis quella locale – non contribuisce a fare sistema sotto diversi aspetti. Ma come nota giustamente Raffaelli, “fa ancora più rabbia quello che si legge su un libro appena stampato per i tipi (francesi) della PLG, una casa editrice che pubblica saggi fumettistici”.

Il libro è Au coin de ma mémoire, un testo autobiografico di Francis Groux, uno dei fondatori del festival di Angouleme:

A p. 27 del suo libro Groux, dopo aver raccontato la sua passione per i fumetti, ci racconta che nel 1973 partì per Lucca. Quasi una spedizione ufficiale per capire come si fa un festival di fumetto, visto che quello che era stato fatto in Italia dal 1965 (prima a Bordighera e poi a Lucca), era qualcosa che non aveva eguali al mondo. Quando parla degli “organizzatori”, in questo caso è un po’ impreciso perché, oltre all’italiano Traini, ci mette dentro anche il belga Leborgne, lo jugoslavo Rustemagic, lo statunitense Pascal, lo spagnolo Gasca e il prortoghese Granja che erano collaboratori di Lucca e di Traini, ma non facevano certo parte dell’organizzazione. Insomma: sotto la benedizione di Claude Moliterni, Groux andava a Lucca insieme a Jean Mandrikian (che sarà co-fondatore del festival di Angoulême) per prendere a modello quella manifestazione e riportarla in Francia pari pari. Che se fosse stato possibile registrare un festival come si fa per le trasmissioni televisive, insomma, avrebbe dovuto acquistare il format.

Groux non si nasconde affatto su questo, lo dice chiaramente (nella pagina successiva, la 28): “In questa bella e vecchia città, circondata da mura come Angoulême, ma pianeggiante, dove abbiamo mangiato tanto bene, abbiamo avuto la possibilità di incontrare per la prima volta autri italiani come Pratt, Bonvi, Crepax, ma anche americani come Eisner, Steranko, Mordillo, e francesi come Druillet, e anche Peyo e Franquin che avevamo già avuto modo di conoscere”. Non solo: Groux parla anche di un suo incontro con Joe Kubert, di un evento con Vaghn Bodé e di una conferenza di Pierre Couperie.

In sintesi, il ricordo di Groux è il seguente:

“A parte alcuni eventi fumettistici negli Stati Uniti, comunque di poco conto e riservato a un circolo ristretto, Lucca era probabilmente la sola manifestazione che esisteva allora in tutto il mondo”.

A questo punto, Raffaelli prosegue nella ricostruzione passando al versante italiano. E inizia intervistando Rinaldo Traini, già direttore del Salone Internazionale dei Comics di Lucca dal ’68 al ’92:

Ti ricordi l’arrivo al festival di Francis Groux?

«Certo. Arrivò a Lucca nel 1973 con due assistenti (ospiti del Salone). Noi demmo al gruppetto dei francesi che si apprestavano a realizzare un Salone la massima collaborazione. Troverai tutto ricercando su internet:  Angoulême  1974 Francis Groux  poi  Case Depart. Il manifesto che troverai nel sito fu appeso sul palco del Giglio alla conclusione della IX edizione del Salone. Il nostro Ufficio Stampa fu messo a disposizione di Groux, Moliterni e Mandrikian e i nostri ospiti ospiti più prestigiosi furono messi in contatto (indirizzi e quant’altro) con i francesi. Di fatto i delegati nazionali di Lucca e il Direttore (moi) furono inseriti d’ufficio nella prima giuria (ti allego foto scattata ad Angoulême )».

Insomma la prima edizione di Angoulême  fu in realtà una copia francese del Salone italiano.

«Proprio così. Non va dimenticato che, come diceva Groux, all’epoca Lucca aveva già acquisito una dimensione internazionale consolidata».

Che impressione ti fece Francis Groux ?

«Non mi sembrò un intellettuale, ma un appassionato vivacemente sostenuto da Moliterni, Couperie e da Mandrikian che, come sai, erano delle belle teste. Noi abbiamo dato loro la massima collaborazione perchè eravamo felici di qualsiasi iniziativa che portasse vantaggio alla causa del fumetto. Non scordiamoci poi che il fumetto d’autore, come lo consideravamo noi, stava affermandosi alla grande in Francia, e che la più avanzata giurisdizione sul diritto d’autore e sulla protezione delle opere a fumetti era stata realizzata proprio dai cugini d’oltralpe. Inoltre non va dimenticato che anche il Salone di Bordighera, precursore di Lucca, era nato da una collaborazione italo-francese».

(continua…)

3 Risposte

  1. Aspettiamo la 2a puntata di Luca Raffaelli. Poi vi fornirò notizie e indiscrezioni a valanga.

  2. […] Da ormai diverse settimane, nella sua longeva rubrica per Lanciostory, ‘Nuvolette’, Luca Raffaelli sta sviluppando un discorso sulle relazioni e le differenze tra le due principali manifestazioni europee dedicate al fumetto.  […]

  3. […] promesso, chiudo qua la serie di post dedicati (qui, qui e qui) alla ricostruzione delle “storie incrociate” delle manifestazioni di […]

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