Il mercato del fumetto in Francia: altri dati (2012)

Con tempismo discutibile, riporto alcuni dati sull’andamento del mercato del fumetto in Francia nel 2012. Si tratta dei dati di GfK, la seconda fonte che, da ormai parecchi anni, si affianca – alterna – a Ipsos/LivresHebdo (i cui dati ho già riferito qui) offrendo un monitoraggio analogo (sempre a campione) sebbene con qualche differenza.

Nella sua sintesi GfK non si sofferma sui dati di produzione, già ampiamente confermati dalle altre fonti, e offre il dato principale:

  • 37 milioni di copie vendute, ovvero -2,9% sul 2011

Venti di crisi insomma, allineati alla tendenza rilevata anche da Ipsos, sebbene la contrazione delle copie si basi su cifre assolute piuttosto differenti: 32 milioni di copie secondo Ipsos, ovvero ben 5 milioni di copie in meno. Effetti collaterali di metodologie non proprio a prova di bomba.

L’industria del fumetto tiene però botta, sul piano economico, se guardiamo al fatturato:

  • 412 milioni di €, ovvero +0,7% sul 2011

Ovvero, come è autoevidente, la diminuzione delle vendite è compensata dall’aumento dei prezzi medi dei prodotti immessi sul mercato. Anche qui, la differenza con la rilevazione Ipsos non è nella tendenza ma nelle cifre assolute: oltre i 400 qui, poco sopra i 350 là.

I dati di GfK offrono però un livello di dettaglio interessante sui canali distributivi, i cui dati (a valore) sono:

  • GDO alimentare in forte calo: -6,1% sul 2011
  • GDO culturale in lieve crescita: +1,7%
  • librerie in crescita più marcata: +2,5%

La contrazione del mercato, quindi, è determinata soprattutto da quanto accaduto presso Carrefour, Auchan et similia. Il che è pur sempre un dato importante: il fumetto è forte nei suoi canali ‘forti’ (librerie e grandi catene culturali/multimedia), ma si mostra debole rispetto al più ampio perimetro dei consumi di massa. Detto in modo brutale: i lettori forti lo sostengono, ma il pubblico (ultra)occasionale sta tornando a sbnobbarlo.

GfK non si sofferma in dettaglio sul declino del “prodotto francese” (le grandi serie popolari), sottolineato altrove. Sulla ‘bédé’ si limita a registrare i successi dell’anno, suonando la fanfara del “ritorno oltre la soglia delle 300.000 copie” per due titoli, Blake et Mortimer, Le serment des cinq lords e Titeuf, A la folie!, finiti 10° e 11° nella classifica generale dei bestseller editoriali del 2012. I primi 10, peraltro:

  1. LES AVENTURES DE BLAKE ET MORTIMER. VOLUME 21, LE SERMENT DES CINQ LORDS
  2. TITEUF. VOLUME 13, A LA FOLIE !
  3. LARGO WINCH. VOLUME 18, COLERE ROUGE
  4. LOU ! VOLUME 6, L’AGE DE CRISTAL
  5. LE CHAT. VOLUME 17, LE CHAT ERECTUS
  6. XIII. VOLUME 21, L’APPAT
  7. LES AVENTURES DE LUCKY LUKE D’APRES MORRIS. VOLUME 5, CAVALIER SEUL
  8. LES BIDOCHON. VOLUME 21, LES BIDOCHON SAUVENT LA PLANETE
  9. CHRONIQUES DE JERUSALEM
  10. LES LEGENDAIRES. VOLUME 15, AMOUR MORTEL

Tuttavia la sintetica analisi delle vendite permette di osservare quali sono le tipologie di prodotti stranieri che soffrono di più, e quali di meno. A quanto pare la produzione nordamericana, grazie soprattutto a The Walking Dead, progredisce; i manga, invece, continuano a perdere terreno:

  • categoria ‘comics’: +23% (a volume, ovvero copie vendute)
  • categoria ‘manga’: -3,8% (a valore)

Il dato più interessante, in quest’ultimo caso, lo offre la distinzione dei manga per target:

  • shojo: -7,1%
  • shonen:  -2,8%

Ovvero: sono le lettrici, le ragazze consumatrici di manga sentimentali, ad abbandonare sempre più il fumetto. Il che mi pare un segnale piuttosto preoccupante. Soprattutto se indicasse una tendenza complessiva, e non solo francese.

Il successo dell’industria del fumetto negli ultimi venti anni deve molto all’ingresso di nuovi pubblici, adulti in generale (graphic novel in libreria, per dirla un po’ a spanne), ma soprattutto di giovanissime lettrici di prodotti popolari (shojo manga, sempre per capirci). Se questi pubblici si contraggono… quali rimedi?

Commento italiano-centrico: no, Davvero non appartiene a questi rimedi.

 

3 Risposte

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