Il digitale facilita la pirateria (del fumetto)?

Il sito/magazine francese di fumetti digitali BDZ.Mag ha intervistato uno dei principali operatori del fumetto digitale in Francia, AVE Comics. Tra le domande, una poneva, in sintesi, la seguente questione: “avete scelto il modello esclusivo della lettura in ‘streaming’, piuttosto che lo scaricamento di files pdf/cbr, verosimilmente per evitare la redistribuzione illegale dei files. Ma come vi ponete di fronte al crescente fenomeno della pirateria via webrip?”

La riposta di AVE Comics si chiudeva con questo passaggio:

Non bisogna dimenticare che il modo più semplice di piratare un fumetto consiste sfortunatamente nello scansionare una copia cartacea.

La replica di BDZ.Mag mi è parsa quanto mai utile e azzeccata:

la invito a provarci. Due ore come minimo semplicemente per eseguire la scansione, poi il tempo di editare/ritoccare, e fanno quattro ore buone… e questo solo se stiamo parlando di una copia in buone condizioni!

Il modo più semplice è in realtà mettere le mani su un fumetto digitale, e farne una copia, che sia con un computer o con un tablet: con la risoluzione dei migliori tablet, il risultato è più che accettabile (per non dire praticamente identico all’originale) e non richiede alcuna conoscenza particolare. […]

Finché la condivisione di fumetti si è basata sulla scansione di una copia cartacea, che rappresenta un lavoro lungo e noioso, era necessario possedere una qualche competenza, del tempo, e un sacco di motivazioni per utilizzare questo metodo. Una delle consequenze indirette di questo metodo è stata il limitare la diffusione delle scansioni. Ma ora che è diventata disponibile un’offerta virtuale, è arrivato il momento del webrip, e fare copie è alla portata di tutti. In sintesi: il webrip ha completamente democratizzato la pirateria dei fumetti.

Non c’è molto da aggiungere. Perché la tesi – corroborata dai tanti esempi di siti ‘pirata’ – è corretta ed evidente: la lentezza e la fatica della pirateria analogica, anche nel fumetto, è facilmente superata dalla rapidità e semplicità della pirateria digitale.

In una fase in cui gli editori continuano a ricercare modelli di fruizione/lettura soddisfacenti per il pubblico, e insieme provano a elaborare modelli di business ad essi associati, vale la pena ri-sottolineare questo tema. Perché come si diceva ieri su Twitter, chiacchierando con autori ed esperti, il punto è che l’accesso (rendere disponibili) i prodotti non è la sola sfida.

Ridurre il tutto alla sola dialettica accesso / protezione rischia di circoscrivere, e di molto, le possibilità di sviluppo del fumetto digitale. Dimenticando quanto contino, nell’ambiente della rete, la dimensione delle relazioni sociali, della fiducia/credibilità, dei servizi ‘intorno al prodotto’, e della partecipazione degli utenti. Tutti temi sempre più chiari. Ma di cui il fumetto digitale fatica ancora a mettere a fuoco in un ‘proprio’ mix.

Una Risposta

  1. […] Il sito/magazine francese di fumetti digitali BDZ.Mag ha intervistato uno dei principali operatori del fumetto digitale in Francia, AVE Comics.  […]

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