Antica satira (e propaganda) elettorale, disegnata

Mentre preparo qualche lezione per gli studenti all’EESI di Angouleme, spulciando fumetti di un secolo fa, capita anche di imbattermi in testate dimenticate. Come Il Bastone, settimanale clericale e antisocialista, nato (nel 1907) per contrastare fogli più fortunati – e schierati a sinistra – a partire da L’Asino.

In una copertina datata 100 anni fa, Il Bastone metteva una gag in due vignette – senza troppa arte – che paiono funzionare ancora oggi. Un po’ perché la satira efficace, ancorché mediocre, resiste al tempo; o forse perché le campagne elettorali italiane continuano a presentare alcuni elementi e temi ricorrenti, non smettendo mai, almeno in parte, di somigliarsi.

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Tuttavia, qualcosa pare invece irrimediabilmente lontano. Il disegno. Me lo ha ricordato un libretto di pochi anni fa, che mi è ricapitato in mano in questi giorni un po’ per caso, ma che credo andrebbe riguardato a ogni elezione politica nostrana. Insieme naturalmente allo splendido progetto Manifesti politici della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, che ho compulsato con piacere. Anche semplicemente per scavare nell’archeologia dell’illustrazione (di propaganda) italiana, e ricordarsi – come è accaduto a me – dei diversi usi dell’immagine disegnata anche nella comunicazione politico-elettorale in Italia.

Penso ad alcune forme comunicative propriamente cartoonistiche (qui con un certo character assai rosso, barbuto e pop):

1948 - Manifesto Fronte democratico popolare_aqa_2_op_15
garibaldi

manifesto

piffero

O ad altre soluzioni, più enfatiche e monumentali, su temi – talvolta – identici a quelli attuali (e qui penso a Vendola o Casini):

gesubigpriv

Penso anche ad alcune belle trovate grafiche:

iger_1953_190votodisperso

Ma anche a più dimesse invettive e libelli:

amicodelrelib1lib2

Per non dire di fumetti e pseudo-fumetti. Come questo, datato 1951):

demo-comuniO questo Jacovitti del 1953:

jac_1953

E su tutte, un classico a fumetti: Pinocchio. Ma non uno qualsiasi. Un Pinocchio arruolato nel 1948 in funzione anti-comunista e, allo stesso tempo, anti-capitalista. Opera di un Comitato Civico milanese che all’epoca si voleva catolico e quasi “terzista”. L’intera pubblicazione è disponibile, nelle sue 6 kitschosissime tavole, qui.

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3 Risposte

  1. […] Mentre preparo qualche lezione per gli studenti all’EESI di Angouleme, spulciando fumetti di un secolo fa, capita anche di imbattermi in testate dimenticate.  […]

  2. Bellissima documentazione! Davvero incredibile che si tratti di materiale vecchio addirittura di cento anni. Dove si possono reperire sul web altri esempi di propaganda elettorale d’epoca?

  3. Post interessantissimo che leggo solo ora, purtroppo!
    Tra i vari argomenti che mi erano balzati in mente per la mia tesi di laurea c’era quello dei fumetti di propaganda (se avessi scelto come relatrice la mia professoressa di Storia Contemporanea). Alla fine ho scelto i fumetti nelle biblioteche di pubblica lettura, ma quello della propaganda resta sempre un pallino a cui mi piacerebbe dedicare del tempo!🙂

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