Pedagogia artistica mattioliana

La scarsa capacità del Giornalino di comunicare i propri contenuti, anche quando ne offre di interessanti, fa sì che solo pochi giorni fa, su indicazione di un’amica, abbia saputo di questo splendido divertissement pedagogico del sempreverde Pinky di Massimo Mattioli, pubblicato lo scorso settembre:

Per qualche bizzarro caso del destino, poche settimane fa era apparso un nuovo episodio one-shot de “La storia dell’arte di Topolino” (della saga scrissi qua), dedicato anch’esso all’arte contemporanea, con protagonista una Paperina in versione Peggy Guggenheim.

Tanto là erano chiari i riferimenti concettuali e precisi gli scimmiottamenti estetici (fino a una vignetta colorata con una tecnica disneyanamente ‘trasgressiva’: l’aerografo), tanto qui sono impliciti e, al contempo, sottolineati con enfasi. Un’enfasi che riesce però a conservare grande chiarezza comunicativa, e straordinaria semplicità di lettura.

La solita lezione di Mattioli: idee astratte, articolate in una limpidezza unica.

via corrierino-giornalino

2 Risposte

  1. Moolto carino, cioè il solito Mattioli. Guarda qui cosa disegnava per Vanity nel 1985.

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