Il primo manga tradotto in inglese: 1971

Per anni si è scritto – dal ‘pioniere’ Fred Schodt in poi – che il primo manga ad essere stato tradotto in lingua inglese fosse stato Gen di Hiroshima, nel 1978. In realtà non è così. Ma la riscoperta è recentissima. E il fatto interessante è che non si tratta di un ritrovamento di un frammento secondario, né la predatazione si limita a un pugno di mesi o anni.

Il bravo manganauta Ryan Sands ha infatti riportato alla luce Concerned Theatre Journal (CTJ), una rivista di critica teatrale militante ormai dimenticata, giapponese di origine ma interamente anglofona, nata nel 1969 (e chiusa nel ’73 dopo 9 uscite), che nel 1971 pubblicò un numero fuoriserie chiamato “cartoon special”. Lungo 116 pagine, lo speciale conteneva ben tre manga all’epoca assai recenti:

  • Sakura Illustrated (“Sakura Gaho”), di Akasegawa Genpei [opera del 1971]
  • Red Eye (“Akame”), di Shirato Sampei [1969]
  • The Stopcock (“Nejishiki”), di Tsuge Yoshiharu [1969]

Questa scoperta anticipa quindi di 7 anni la data precedentemente ritenuta ‘canonica’ della prima pubblicazione di manga in lingua inglese. Un signor debutto, peraltro, visti i pezzi da novanta: l’artista Akasegawa; Shirato, creatore di Kamui e tra i padri del gekiga manga; e Tsuge, uno dei maggiori artisti del manga di sempre.

Akasegawa – la prima tavola

Lo stesso Schodt ha dovuto riconoscerlo:

It definitely predates Gen by nearly 10 years. Whether it’s the first manga translated or not, I’m not sure, because it depends on how you define manga. Short manga were being translated in Tokyo Puck at the beginning of the 20th Century, and even in Maru Maru Chinbun at the end of the 19th Century. But I’ve never seen these pseudo story-manga done so early. And they’re all great favorites of mine. In fact, it reminded me how powerful manga were in that period. More powerful than most today, I venture, simply because of the political intensity of the period, and the radical-ness of using manga to transmit such sophisticated ideas.

In buona sostanza, come avevo scritto a proposito di una riscoperta-con-predatazione avvenuta di recente in Francia:

i testi che raccontano la storia della penetrazione del manga in Occidente andranno aggiornati. Di nuovo.

A questo punto, mangca solo l’Italia.

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