Bloccati nell’infinito (by Marc-Antoine Mathieu)

Il supplemento estivo del periodico francese Philosophie magazine, quest’anno dedicato al fumetto, mi è parso un prodotto editoriale mediocre. Aneddotico più di quanto già non mi fosse parso quello di qualche tempo fa, dedicato a Tintin.

Si tratta di una antologia di testi sul fumetto scritti da filosofi, o da giornalisti, su temi di ordine filosofico-antropologico (-sociologico, -storico). Alcuni sono testi ‘sempreverdi’, come la riflessione di Umberto Eco sui Peanuts, che apre la raccolta. Ma per chi, come me, si attendeva una sorta di reader dedicato ai philosophes e teorici francesi che si sono occupati di fumetto – da Edgar Morin a Roland Barthes a Michel Serres – magari accompagnato da analisi di opere contemporanee ‘sfidanti’ per la filosofia – da Moebius a Francis Masse a Dominique Gobelet – beh, poteva andare meglio. Da un lato ho trovato firme come Julian Baggini, Pascal Bruckner, Boris Cyrulnik, Pascal Ory, Elie During, Martin Winckler, Tristan Garcia, Fréderic Worms, Paul Clavier, Bruno Latour, Agnès Gayraud, Serge Tisseron, Roland Jaccard. Dall’altro fumetti come Calvin e Hobbes, Manara, Franquin, Crumb, Maus, Gen di Hiroshima, Superman, Spiderman, Asterix, Lucky Luke, Gaston Lagaffe, Tintin, Little Nemo, Gemma Bovery.

L’aggettivo che mi viene da usare, a qualche amico francese suonerà irritante: mi è parso una “americanata”. Un’operazione nella stessa direzione in cui prospera il filone editoriale dei vari La filosofia dei Simpsons  o La filosofia dei supereroi e simili. Libri che partono da oggetti della popular culture di successo – sia eccellenti che mediocri – per proporre spunti di riflessione filosofici insieme a voli pindarici pseudo-filosofici. Un intero filone che temo abbia un destino segnato: ingrossare le fila di quella produzione critica che proprio lo stesso Eco, decenni fa, descriveva sarcasticamente come schierata al grido di “Ogni fumetto è l’Iliade”:

È accaduto che molti (…) fans si sono messi a scrivere sull’oggetto del proprio amore come se ogni fumetto fosse un’opera d’arte. Spesso i risultati sono stati patetici. (…) Certo, nell’Iliade, nella serie di Flash Gordon, come nel più disgustoso prodotto di una terza mano, si possono trovare il signifiant e il signifié, le situazioni archetipe, le strutture del mito. Come i cattivi greimasiani che trovano quadrati anche nell’orario ferroviario: arrivo vs partenza, non-partenza vs non-arrivo. È ovvio che il quadrato c’è anche nell’orario, il guaio è che non c’interessa saperlo perché lo sappiamo già.

In questa occasione, a tenere alto il livello dei contenuti, ho trovato un pezzo dello storico Pascal Ory (a mio avviso, tra i più bravi storici della cultura cui sia capitato di incrociare il fumetto), e un pezzo di Bruno Latour. Quest’ultimo particolarmente intrigante, dedicato al suo tema prediletto – la dimensione sociologica della tecnica – attraverso l’analisi puntigliosa delle gag in una tavola di Gaston Lagaffe; un testo di cui non avevo mai sentito parlare (e infatti mi par di capire sia inedito in italiano).

Soprattutto, però, ho trovato un fumetto di Marc Antoine Mathieu. Un lavoro di gran lunga superiore alle brevi storielle d’occasione realizzate da altri fumettisti presenti nello speciale: Lewis Trondheim, Aurélie Aurita, Jul. Una breve narrazione paradossale, per riflettere con alcuni strumenti del fumetto – la finzione dei personaggi, la causalità narrativa, e il conflitto tra carta e inchiostro – sul tema del senso. Un divertissement, certo. Ma giocato con tutta la classe che è propria di questo fumettista decisamente fuori dall’ordinario (suggerimento di lettura: Le dessin; suggerimento para-informativo: il suo cameo nel recente Les ignorants di Etienne Davodeau). Fin dalla prima, splendida didascalia:

Riassunto degli episodi precedenti. Sfilati dalla sceneggiatura, i nostri eroi hanno perso il filo della storia. Persi nel nulla, senza intrigo, senza demiurgo, si sono votati a loro stessi. Non attendono più nulla, nemmeno Godot…

In Italia Mathieu continua ad essere tra lo sconosciuto, il poco tradotto e l’invendibile (confermato dagli editori). Anche per questo, quindi, ecco qua le 6 tavole:

Una Risposta

  1. per una volta completamente d’accordo avec toi

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