Watchmen, da adulto a “per adulti”

Del dibattito di mesi fa tra i delusi e gli entusiasti per l’operazione Before Watchmen, alla luce di quanto sta mostrando la “tanto attesa” saga, credo rimarrà ben poco. E quel poco che resterà, temo, non avrà un bell’aspetto.

Il numero 2 della miniserie Before Watchmen: Nite Owl è uscito nelle fumetterie qualche giorno fa, in modo abbastanza sorprendente: avvolto in una bustina di plastica. Contiene disegni realizzati, in parte, dal recentemente scomparso Joe Kubert. Ma soprattutto contiene scene (nudo + sadomaso) che spiegano la presenza del packaging:

C’era una volta Watchmen, il fumetto che aveva reso ‘adulto’ un filone fino ad allora ritenuto solo innocuo intrattenimento per ragazzini. C’è oggi Before Watchmen, che tenta di presentarsi come altrettanto adulto, cercando di riconvocare in libreria i lettori di quell’opera – nel frattempo, 25 anni dopo, diventati giocoforza ben più che adulti.

E quindi? Ci si lascia andare: scene di sesso sfrontate. Per poi frenarsi: meglio imbustare il fumetto. Meglio tenere gli occhi dei ragazzini lontani, da quelle scene.

Come ha giustamente notato Santiago Garcia, “non crederete mica che a un ragazzino possa interessare Before Watchmen? Credete davvero che in fumetteria, oggigiorno, entrino minorenni?”:

La parte più divertente è che l’argomento di un’altra miniserie di Before Watchmen, Minutemen, ruota proprio intorno alla tensione tra l’immagine commerciale dei supereroi come icone infantili e il suo collasso nel confronto con un approccio realistico. Così che in Minutemen, quello che sembrava un metacommento al Watchmen originale può ora essere inteso come un metacommento alla sua miniserie contemporanea, Nite Owl.

La consapevolezza della straordinaria, rivoluzionaria maturità di Watchmen, motivazione decisiva per la creazione – e la legittimazione sociale – di Before Watchmen, si scioglie quindi in una riaffermazione dell’identità infantile del fumetto. Eterogenesi dei fini. Esemplare.

Il paradosso è che, ormai, questa affermazione è poco più di un’illusione. Figlia di una coazione a ripetere (una certa visione del core della cultura fumettistica), presente persino nel territorio del fumetto revisionista.

Come in un assurdo gioco di specchi, la supposta riaffermazione della potenza trasformativa di Watchmen diventa il suo contrario: il sintomo della perdita della capacità di praticarla, la trasformazione. Come scrive Garcia:

Before Watchmen potrebbe finire per essere l’immagine più fedele e vivace della crisi (definitiva?) che vive oggi il fumetto di supereroi mainstream.

5 Risposte

  1. per fare cassa, la DC ha semplicemente sfruttato uno dei suoi più grandi “cult”. Ma per sfruttarlo ha tradito il target, creando miniserie carine ma semplici e canoniche. Perché? Forse perché non sapeva immaginare (in assenza di Moore…) qualcosa che potesse davvero essere un ribaltamento di prospettiva, come fu Watchmen all’epoca. O forse perché se fosse stato un nuovo ribaltamento dei canoni (di oggi), sarebbe stato un bel casino: l’avrebbero davvero capito o accettato tutti i lettori? Avrebbe potuto avere come obiettivo principale “fare cassa”?

  2. “non crederete mica che a un ragazzino possa interessare Before Watchmen? Credete davvero che in fumetteria, oggigiorno, entrino minorenni?”
    Sì che ci entrano, ma nel 99% dei casi o fanno per comprare manga.😉

    nda

  3. Si tratta dello stesso tragico malinteso del film: siccome Watchmen è per adulti, inseriamo un bel po’ di violenza gratuita.

  4. Così però non si capisce un granché: da ciò che leggo, si tratta di una mossa, anche abbastanza banalotta, per attirare lettori… Due bocce in bella mostra in un fumetto supereroistico, come già fece la ‘buonanima’ di Penthouse Comix, solo che stavolta a farlo non è una rivista per adulti, ma la casa editrice del boyscout con la tutina, il mantello e la ‘S’ sul petto (Ooooh di meraviglia dei non addetti ai lavori). L’operazione Before Watchmen l’attendevo con curiosità: certo è che se l’unica ‘idea’ degli autori per cercare di dare vita a un fumetto di ‘rottura’ che si avvicinasse all’originale, è stata quella di mostrare qualche seno al vento, mah, poca roba, veramente: come scrivi tu, l’unico modo che viene trovato per riproporre i personaggi di un fumetto adulto, è dare vita a un fumetto ‘per adulti’. Comunque, attenderò di leggerlo per capire se almeno ‘ste scene abbiano un minimo di ‘senso’ narrativo o siano buttate lì tanto per…

  5. P.S. Intendevo ‘non si capisce un granchè’, nel senso che appunto non si capisce se le scene ‘incriminate’ abbiano senso o siano messe lì giusto per attirare qualche ‘guardone’…

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