Storia dei prezzi degli albi Bonelli, rivalutati

Nei giorni scorsi Sergio Bonelli Editore ha comunicato un aumento dei prezzi che investirà tutte le collane, a partire da giugno. Una notizia che ha suscitato reazioni diverse nel pubblico e negli operatori – ovviamente l’entusiasmo non mi è parso al top – che vanno dalla drammatica preoccupazione di certo fandom, alla serena accettazione. Fino a considerazioni più o meno controintuitive, sostenute da chi ha fatto notare come simili prezzi restino pur sempre equi, se misurati su aspetti tecnico-produttivi (la quantità di pagine) o contenutistici (la qualità del prodotto medio).

Quale che sia la percezione di ciascuno, peraltro influenzata da un clima economico poco favorevole al fumetto (e non solo), mi pare utile mettere in prospettiva questa scelta aziendale, proponendo una breve analisi storica sull’evoluzione dei prezzi degli albi bonelliani.

Per fare questo ho considerato due elementi: come dato-base ho scelto il prezzo negli anni di Tex, la serie più antica di casa Bonelli (potremmo chiamarlo “Tex index”); e come strumento per analizzare l’andamento storico ho scelto di affidarmi agli indici Istat, disponibili online qui, che permettono di misurare l’evoluzione del ‘valore’ monetario sulla base dell’inflazione e dell’andamento dei costi di alcuni beni di riferimento.

Sia chiaro: si tratta di un’analisi più indicativa che puntuale, vista la parzialità degli indicatori (peraltro mutati nel tempo). Ma il risultato mi pare comunque utile e interessante, perché indica una doppia tendenza:

– gli attuali prezzi degli albi Bonelli sono i più elevati mai raggiunti in oltre 50 anni di storia

– ma è anche vero che osservare il “Tex index” ci dice che la situazione attuale non è poi troppo lontana da quanto accaduto nei tardi anni Cinquanta, alle “origini” del modello bonelliano

L’andamento generale, misurato lungo una cadenza decennale, è il seguente:

Quel che mostra questa curva sono alcuni momenti chiave:

– una fase iniziale in cui l’albo di Tex rappresentò una versione “lussuosa” del formato striscia precedentemente dominante, nella logica di un prezzo ‘premium’ del tutto comprensibile

– una progressiva decrescita fino circa agli anni dell’allargamento dell’offerta (Martin Mystère nasce nel 1982)

– una crescita dei prezzi costante negli ultimi trenta anni, elevata negli anni precedenti il boom di Dylan Dog, e più contenuta negli ultimi dieci anni

Per chi volesse maggiore precisione, ecco l’andamento dei prezzi degli albi Bonelli misurato ogni cinque anni:

A questo livello di dettaglio emerge qualche tendenza ulteriore, ovvero:

– una fase di risalita dei prezzi, fra anni Sessanta e Settanta, che corrisponde grossomodo all’andamento inflattivo dei beni di consumo nell’Italia di quel periodo

– una relativa stabilizzazione che segue gli anni di maggiore successo di vendite a metà anni Novanta (Dylan Dog toccò 1 milione di copie/mese nel 1993)

– una relativa discesa negli anni zero, sull’onda di un fatturato aziendale integrato da altre iniziative editoriali (leggi: collane associati ai collaterali dei quotidiani)

 

4 Risposte

  1. Se i lettori diminuiscono (dato ormai acquisito) e il prezzo degli albi aumenta, il risultato è una ulteriore diminuzione dei lettori; in particolare, giovani e giovanissimi. Quali alternative?

  2. […] Road 7 – blog il cui nome cita, per chi non lo sapesse,l’indirizzo di casa di Dylan Dog; e altre considerazioni vengono espresse su Fumettologicamente, uno dei blog più noti e seguiti in merito alla critica […]

  3. […] popolare quanto lo è stato in passato. Come è sempre più evidente (due piccoli esempi: Francia e Italia), oggi i fumetti “costano di più” – e questo è dovuto in larga parte alla […]

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