Auto, marketing, disegno: Nissan e Lancia

Sarà un segno del destino, una tendenza stagionale – o semplicemente un caso. Sta di fatto che nell’arco di questo stesso mese di marzo, ben due campagne di comunicazione provenienti dal mondo dell’auto, in Italia, hanno chiamato in causa fumetto e illustrazione.

La prima è stata Lancia, che ha promosso la creazione di un vero e proprio character seriale, Maschera Gialla, protagonista di una action comedy supereroistica, realizzata da Dado. La meccanica della campagna non era niente male, articolata tra offline e online: albo stampato free press (anche scaricabile online), gallery Flickr, ‘performance’ di customizzazione dell’auto (disegno sulla carrozzeria) dal vivo, sito web dedicato, conferenza stampa istituzionale congiunta Lancia/giovanefumettista. Peccato per un dettaglio non irrilevante: la qualità mediocre del fumetto. Una strategia dotata forse di eccessiva prosopopea, quella di Lancia, che pare giocare sullo stesso terreno – promozione di giovani talenti creativi – delle recenti campagne Eni, ma senza raggiungere la stessa qualità. Ah: l’automobile oggetto della campagna era la Lancia Ypsilon.

La seconda è invece Nissan, che promuove proprio a partire da oggi la propria campagna. Anche qui la meccanica è interessante, sebbene diversa: invece che spingere sulla dimensione editoriale (la centralità del prodotto-fumetto), sollecita la dimensione decorativo-spettacolare e la partecipazione degli utenti. Il disegnatore chiamato in causa è l’emergente francese McBess, i cui disegni avevano già caratterizzato gli spot tv di Nissan dello scorso inverno. Il coinvolgimento del pubblico è nella forma di una (molto) limitata interazione con submission: tramite una App su Facebook, gli utenti potranno creare un poster selezionando alcune illustrazioni di McBess, e componendole per costruire lo ‘sfondo’ intorno alla vettura. La app produce un video di 30 secondi che verrà proiettato su una spettacolare maxi affissione in via De Amicis, nel centro di Milano, e il ‘puzzle’ apparirà con la firma dell’utente stesso. Ah: l’automobile oggetto della campagna è la Nissan Qashqai.

Nel panorama del rapporto tra fumetto e pubblicità, che in Italia pare vivere una fase non proprio entusiasmante (ritorneremo a parlarne) – queste due campagne mi sembrano:

  • un buon segnale, dal punto di vista dell’attenzione e degli investimenti
  • e al contempo una conferma della fatica, da parte di brand e agenzie creative, nell’offrire un uso efficace e compiuto del disegno/fumetto, che eviti il rischio di apparire superficiale (nella qualità) e capzioso (nell’opportunità), o persino distante dai valori stessi del brand (non starò qui a citare troppo l’esempio delle poste francesi, tra i più riusciti degli ultimi tempi)

Infine, una domanda a latere: d’accordo lavorare su aspetti collaterali – editoriali o decorativi/urbani – ma perché non lavorare anche sull’oggetto stesso della campagna? Perché non mettere le auto stesse al centro delle attività di disegno?

 

3 Risposte

  1. […] diceva proprio oggi di alcune campagne di comunicazione promosse, in Italia, da marchi automobilistici e con al centro […]

  2. […] bandwagon. Sta di fatto che per l’ennesima volta, in questo 2012 (prima accadde a Lancia e poi a Nissan) un produttore di auto usa il fumetto tra gli strumenti di comunicazione per il lancio di un nuovo […]

  3. […] nicchia. Tra le campagne italiane più consistenti degli ultimi anni, mi vengono in mente quelle di Lancia (co-creata da Shockdom) o di Moncler. Quest’ultima, Monduck story (creata da Marco […]

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