Si aggira un Astérix leghista

O almeno così pare, secondo la notizia che dice di una cover per iPhone “personalizzata per leghisti”, realizzata nel bergamasco.

Ne nasce quindi una legittima domanda: l’azienda Timbri Poloni, “specializzata in accessori per il popolare telefono della Apple”, avrà richiesto il permesso ad Hachette, come detentori dei diritti di riproduzione di Astérix?

via Nonleggerlo

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Il Pinocchio dimenticato di Kurtzman

Delle tante, tantissime versioni a fumetti del Pinocchio di Collodi, una delle meno note – e chissà perché, meno ristampate – è quella di Harvey Kurtzman.

Il suo Pinocchio retold non è un adattamento completo, ma una rilettura del capitolo 30 del romanzo. Eppure, in queste poche pagine, Kurtzman riuscì a mettere a fuoco un tema tanto centrale in Pinocchio quanto, più generale, nella propria carriera personale: l’anticonformismo.

Come talvolta capita, questo fumetto è stato tolto all’oblìo da un blogger: Mr. Door Tree, che da anni gestisce l’ottimo e generoso (in termini di preziose scansioni dal passato) “Golden Age Comic Book Stories”, che l’ha postata per intero qui.

Pare che il fumetto fosse stato pubblicato nelle pagine del magazine Pageant. Una rivista di attualità ottimamente curata, anche se non troppo celebre (ed ecco forse spiegata anche la lunga ‘invisibilità’ di Pinocchio retold). Ma la relazione tra Pageant e Harvey Kurtzman è uno degli episodi leggendari nella storia del fumetto americano. E merita forse qualche parola in più.

Mentre era ancora impiegato presso la EC Comic, dove aveva già fondato il comic book antologico Mad, Kurtzman aveva già pubblicato sulle pagine di Pageant. Evidentemente apprezzato dall’editore di quest’ultimo, si trovò a ricevere un’offerta per co-dirigerlo. Erano gli anni della turbolenta “comics scare”, e la EC Comics rischiava di perdere Kurtzman, il suo editor più dotato.

Bill Gaines – l’editore della EC e di Mad – sapeva di dovere molto del suo successo editoriale a Kurtzman. E per trattenerlo decise di gettare il cuore oltre l’ostacolo, affidandogli una profonda revisione di Mad, tanto desiderata dall’autore quanto avversata dall’editore. Fu la trasformazione – non un semplice restyling, ma una vera riprogettazione – di Mad in “stile magazine”.

Un cambiamento editoriale che contribuì a rendere Mad uno dei magazine più creativi nella storia dell’editoria, e uno dei più straordinari turning point per la storia del fumetto.

David Bowie à la Steinberg

Una delle sorprese fumettistiche di questo inizio 2012, per me, si intitola Haddon Hall.

Si tratta del primo graphic novel di Néjib, grafico e illustratore per bambini, pubblicato in Francia da Gallimard. Racconta la storia – come da sottotitolo – di “quando David inventò Bowie”, ovvero dei circa due anni, 1969 e 1970, precedenti all’uscita di The man who sold the world.

A fronte di una narrazione estremamente semplice – la vita quotidiana nella casa, le difficili condizioni del fratello Terry e della famiglia, le fatiche e gli entusiasmi creativi, le turbolente relazioni con alcuni musicisti, i grandi incontri (Syd Barrett, John Lennon) – e di un disegno imperfetto come può essere un libro d’esordio, Haddon Hall è un fumetto ricco di energia. E di invenzioni visive. Con un debito particolare per Saul Steinberg, come si vede qui:

Anche i frontespizi dei capitoli, in Haddon Hall, sono brevi fumetti:

Immancabile la sequenza che segna la relazione tra Bowie e l’immaginario fumettistico, ovvero il concerto che viene abitualmente considerato la ‘nascita’ del glam rock, con la band travestita da sbrilluccicanti supereroi:

Uno dei momenti di climax narrativo e grafico:

L’ultima pagina, con i ringraziamenti – e un uso del lettering pienamente steinberghiano:

Infine, la copertina del libro:

La stima per David Bowie (presente!) aiuta, certo. Ma in fondo – e per fortuna, direi – conta poco.

Semplicemente: un fumetto vivamente consigliato.

[Arcifumetti] Pogum, by Wally Wood

Nella storia del fumetto se ne sono viste – e se ne vedono – di parodie giocate secondo le regole del “secondo grado” e della perfetta mimesi stilistica. Le pagine di MAD magazine ne sono state forse il contenitore più celebre e per certi versi sistematico, con una sorta di rubrica che proseguì per anni.

Qui le chiameremo “arcifumetti”, e ogni tanto – magari nei weekend – ne posterò qualcuna delle più memorabili. Come questa, realizzata dall’eclettico Wally Wood sul Pogo di Walt Kelly:

Altre info qui e qui.

Il Premio di Disegno 2011, Museo ABC (Madrid)

Il Museo del disegno e dell’illustrazione Museo ABC, a Madrid (creato dal gruppo del quotidiano ABC), è alla seconda edizione del suo premio di disegno.

Quest’anno il premio è andato a Martin Vitaliti, un 33enne argentino che ha realizzato diverse opere in cui oltre al disegno, la carta stessa diventa un elemento protagonista. Opere tra disegno e scultura di carta, in cui il fumetto è presente come “materia grafica” distintiva:

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