David Bowie à la Steinberg

Una delle sorprese fumettistiche di questo inizio 2012, per me, si intitola Haddon Hall.

Si tratta del primo graphic novel di Néjib, grafico e illustratore per bambini, pubblicato in Francia da Gallimard. Racconta la storia – come da sottotitolo – di “quando David inventò Bowie”, ovvero dei circa due anni, 1969 e 1970, precedenti all’uscita di The man who sold the world.

A fronte di una narrazione estremamente semplice – la vita quotidiana nella casa, le difficili condizioni del fratello Terry e della famiglia, le fatiche e gli entusiasmi creativi, le turbolente relazioni con alcuni musicisti, i grandi incontri (Syd Barrett, John Lennon) – e di un disegno imperfetto come può essere un libro d’esordio, Haddon Hall è un fumetto ricco di energia. E di invenzioni visive. Con un debito particolare per Saul Steinberg, come si vede qui:

Anche i frontespizi dei capitoli, in Haddon Hall, sono brevi fumetti:

Immancabile la sequenza che segna la relazione tra Bowie e l’immaginario fumettistico, ovvero il concerto che viene abitualmente considerato la ‘nascita’ del glam rock, con la band travestita da sbrilluccicanti supereroi:

Uno dei momenti di climax narrativo e grafico:

L’ultima pagina, con i ringraziamenti – e un uso del lettering pienamente steinberghiano:

Infine, la copertina del libro:

La stima per David Bowie (presente!) aiuta, certo. Ma in fondo – e per fortuna, direi – conta poco.

Semplicemente: un fumetto vivamente consigliato.

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