[Angouleme 2012] Segnali da un festival (1 di 2)

Ovvero, un foto-post di soli dettagli segnaletici: cartelli, insegne, affiches, etichette. E copertine, naturalmente. Per raccontare senza troppe parole l’esperienza di un festival – e un viaggio – ad Angouleme.

Inizio con l’insegna dello stand di un piccolo editore, a mo’ di sintesi – “même pas pal”, direi – di questa edizione:

Ma l’insegna più bella, tra tutte quelle relative alle iniziative del festival, rimane quella della mostra dedicata a Fred:

L’arte (digitale) di arrangiarsi, in uno stand di giovani autori taiwanesi:

Un segnale inequivocabile del clima da “gita in torpedone”, il primo giorno, per i cinque blogger in viaggio tra Angouleme e Cognac:

Un autore italiano impegnato nelle dediche, Paolo Bacilieri, disegna sotto gli auspici delle copertine di Tintin:

Un altro fumettista italiano, Francesco Cattani, dietro alla copertina del suo primo libro in edizione francese:

Altro italiano – Stefano Ricci – riflesso sulla copertina del suo ultimo lavoro, una co-produzione con un gruppo di ex (suoi/nostri) allievi del Master BD all’EESI di Angouleme:

La spilletta di riconoscimento dello “sceneggiatore di ferro” Paul Karasik:

L’insegna più antica che ho visto è l’inquietante emblema medievale di re Francesco I (per capirci, quello che amò l’arte italiana invitando Leonardo da Vinci a stabilirsi in Francia; ma anche quello dell’espansione a tutti i costi nel Nord Italia, fino alla sanguinosa battaglia di Pavia), una salamandra immaginaria, dotata di spaventosi poteri (sputafuoco). Praticamente un drago in miniatura:

Il cartello che indica preziose damigiane di cognac invecchiato quasi due secoli, conservate nei sotterranei dell’ex-castello di Francesco I, e collocate nella straordinaria cantina detta “Le Paradis” della sede storica del produttore Baron Otard, che acquistò il Castello di Cognac negli anni della Rivoluzione Francese (1795)

La copertina della fresca, prima edizione russa del Grande Male di David B., tradotto e pubblicato da Dmitry Yakovlev:

La copertina di una antologia di fumetti finlandesi (ebbene sì: finanziata da istituzioni pubbliche):

Visitare produttori e musei di cognac significa anche fare un tour nella storia delle affiches pubblicitarie, alcune delle quali davvero splendide e inventive:

Una delle illustrazioni più note e spettacolari è questa proprio per Otard, realizzata da Leonetto Cappiello, maestro italiano del cartellonismo pubblicitario, all’epoca molto richiesto dai produttori di alcolici:

Un dettaglio da un altro manifesto:

E una vecchia pubblicità Otard puramente tipografica:

La prova di quanto siano piaciute queste affiches ad almeno un paio dei blogger-fumettòfili (Rrobe a sinistra, Bloggokin a destra) con cui stavo bevendo passeggiando in zona:

Una delle mostre di Angouleme con il migliore cartello d’ingresso, e più “off” (anche perché dopo essermici imbattuto all’arrivo, non son più riuscito a capire dov’era) è stata quella dedicata a Tachdjian:

Il centro di Angouleme, e la segnaletica del festival, visto dall’alto di una delle due torri della fortezza medievale, oggi parte del complesso del Municipio:

Stessa piazza, vista però dal basso, e popolata di palloncini pubblicitari:

Ecco da dove provenivano i palloncini: da un’attività della marca di chewingum Malabar, tra gli sponsor del festival:

Uno dei logotipi che ho più ammirato, nelle diverse copie della testata ottocentesca The Graphic portate al Plat-lunch da Thierry Smolderen, che ci ha fatto toccare con mano la sua più recente ‘scoperta’:

Il critico e giornalista Paul Gravett, mentre mostra la copertina dell’edizione francese del suo (e un po’ anche mio) “1001 Comics”:

Uno dei tanti fumettologi che chiacchierano in sala stampa, mostrando le bozze di nuovi progetti editoriali:

Brochures di produttori di cognac vecchie di un secolo, esposte al Museo delle Arti del cognac (M.A.C.O.):

Una lista dei cognac (da tempo assimilato al brandy, negli USA) importati a New York a fine 800:

Altre foto in arrivo, domani.

Una Risposta

  1. […] prima parte è qui. E in questa seconda parte vorrei partire dalla maggiore novità di questa edizione del festival. […]

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