Angouleme 2012 warm-up in 6 mosse (2): mostre parigine

Delle tante attività parallele nella settimana del festival di Angouleme, alcune si svolgono a Parigi. Un po’ perché la capitale è un’inevitabile – o quasi – tappa di viaggio, per chi si sposta in aereo o in treno. E un po’ perché, approfittando del periodo, a Parigi si concentrano altri eventi interessanti per il pubblico del fumetto. Fra queste, un rituale canonico riguarda la:

2 > Visita di mostre parigine

Sebbene non si tratti di un’opportunità costante negli anni, a Parigi è spesso possibile visitare in gennaio mostre dedicate al fumetto. Nessun dubbio, d’altronde, che sia la città europea con il migliore track record di grandi eventi espositivi sulla bédé.

Tra le tante che ho visitato negli ultimi dieci anni, ricordo quelle su Miyazaki&Moebius, De Superman au Chat du rabbin, la vasta Hergé e la piccola BD Reporters al Centre Pompidou o, l’anno scorso (al di là della – bizzarra – chiusura di Archi & BD tre settimane prima del festival), la splendida retrospettiva ‘Transe-Forme’ dedicata a Moebius dalla Fondation Cartier.

Quest’anno, invece, ne ho visitate un paio.

In realtà dire ‘due’ significa barare assai. Una era dedicata a contenuti ben poco fumettistici, ma interessante tuttavia per gli amanti della caricatura e dell’illustrazione: Le peuple de Paris au XIXe siècle (al museo Carnavalet), ricca di fotografie, stampe, litografie sulla vita e il lavoro nell’800 parigino. Tra questi, diversi materiali di un gigante della storia del disegno come Honoré Daumier:

Ma la tappa espositiva propriamente fumettistica, quest’anno, ha riguardato una mostra dedicata al fumetto italiano contemporaneo: Graphicnovel.it – le roman graphique italien, organizzata presso il Centro Culturale Italiano di Parigi. Una mostra certo di minore cabotaggio rispetto alle grandi macchine espositive che abbiamo visto negli anni scorsi. Ma interessante per due ovvie ragioni: per me, come fumettologo attento alla circolazione internazionale del fumetto italiano; e per questo ambito espressivo nostrano, che registra un segnale di rinnovata visibilità in Francia.

Le opere presenti sono un ritratto parziale, ma assai credibile, della scena italiana implicata negli ultimi anni nella forma del graphic novel: Lorenzo Mattotti (Stigmate), Gabriella Giandelli (Interiorae), Manuele Fior (5000 chilometri al secondo), Davide Toffolo (Pasolini), Sara Colaone (In Italia sono tutti maschi), Giacomo Nanni (Cronachette), Francesco Cattani (Barcazza), Stefano Ricci (Humus vertebra), Igort (Quaderni russi), Piero Macola (Fuori Bordo), Gipi (LMVDM), Alessandro Tota (Fratelli), Leila Marzocchi (Niger), Vittorio Giardino (Max Fridman).

In Francia, come ha ricordato il rapporto 2011 dell’ACBD, sono stati pubblicati 63 fumettisti italiani solo nell’ultimo anno. E una buona parte sono autori di graphic novel, molti dei quali qui rappresentati. Il sito di informazione ActuaBD ha osservato il dato ponendo una domanda: “chi si ricorda l’ultima mostra collettiva di disegnatori italiani a Parigi?”

Naturalmente la selezione è discutibile su alcuni piani, come quello storico-diacronico, quello del ‘Canone’, e l’estrazione editoriale da cui provengono (tra editori italiani e francesi) le opere individuate. E i limiti della struttura non sono pochi: l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, un tempo fiore all’occhiello dei nostri Istituti culturali all’estero, non è esattamente un luogo di pimpante modernità o di esemplare organizzazione (e comunicazione) culturale.

Ma il solo fatto di essere una pur piccola e organica risposta alla domanda ricordata da ActuaBD, unita all’attenzione per i dettagli da parte della curatrice Paola Bristot, mi porta a fare pesare la bilancia dal lato positivo.

E guardando ai dettagli, ne ho apprezzati in particolare due:

La produzione di un piccolo catalogo, che oltre alle schede-autore offre in un testo bilingue italiano/francese un utile bignamino, ovvero un saggio dedicato a fornire alcune coordinate storiche sul “graphic novel italiano”. Un supporto piccino, ma certamente efficace per quei giornalisti ed operatori che, proprio a Parigi, sono interessati a ricostruire la genealogia di una presenza italiana sempre più visibile, e ancora così poco storicizzata.

E inoltre che piacere, nell’allestimento, trovare abbinati disegni originali e libri. Accanto, a portata di consultazione immediata, per reperire il contesto della/e sequenza/e (selezionate peraltro con grande cura). Con tanto di linguette per indicare con precisione:

Nelle prossime settimane, l’Istituto ospiterà anche alcuni eventi: un dialogo Nanni/Tota, e uno spettacolo di Davide Toffolo sul suo Pasolini.

PS A quelli del Centre Pompidou, quest’anno, è venuta la pensata di aprire la grande mostra Planète Manga l’11 Febbraio. Capisco che Parigi val (sempre) bene una messa. Ma parbleu, ecco.

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