Fumetto e pirateria digitale: qualche cifra

L’osservatorio sul libro della regione parigina (Ile de France), Le Motif, ha svolto un’indagine sulla pirateria digitale connessa al fumetto. I dati sono relativi a prodotti presumibilmente francesi (non sono disponibili online dettagli più precisi), ma i risultati sono comunque interessanti.

1. Prima domanda: quali sono le dimensioni del fenomeno?

  • fumetti disponibili: 35.000 / 40.000
  • file effettivamente accessibili: 8/10.000
  • fonte: scansioni (no ‘crack’)

Su questo primo livello, non darei per scontato l’ultimo dato. Il fatto che i files di “fumetto piratato” siano per lo più scansioni dai libri/albi, e non dai file ‘esecutivi’, è indicativo della dinamica “dal basso” su cui si basa questo segmento di pirateria. Essa nasce cioé nel mondo del consumo, più che in quello della produzione: qui i “pirati” sono i lettori, più che i professionisti delle aziende produttrici. E inoltre solleva la centralità della “qualità digitale” della pirateria fumettistica, ovvero dei suoi limiti tecnologici: la qualità delle scansioni, come è ovvio, può essere imperfetta.

2. Seconda domanda: qual è la relazione tra offerta pirata e offerta legale di fumetto digitale?

Per sondare questo aspetto Le Motif ha individuato un panel di 50 titoli tra i bestseller fumettistici in Francia nel biennio 2010/2011, al cui interno ha “pesato” la presenza di titoli ‘pirata’ e di titoli in ‘offerta legale’:

  • 44% dei bestseller sono disponibili ‘pirata’
  • solo il 20% dei bestseller sono disponibili sulle piattaforme ‘ufficiali’ (Ave Comics, Digibidi, Izneo)

E qui il risultato parla chiaro: l’industria del fumetto digitale, in Francia, è ancora molto indietro rispetto al mercato della pirateria. Nemmeno i bestseller sono tutti reperibili in offerta ‘legale’. Per un lettore in cerca di supporti digitali, rivolgersi alla pirateria è l’unica risorsa, in diversi casi.

[Inciso: si accettano scommesse sulle percentuali di una simili analisi in Italia, con Disney presente a macchia di leopardo e Bonelli assente]

Infine, qualche dato relativo al traffico e all’offerta di pirata di manga (il fenomeno del manga scantrad, ovvero del trading di manga scansionati):

  • episodi di manga presenti sul principale portale di scanlation: 9.000
  • serie manga disponibili sul principale portale di scanlation: 800
  • traffico (cumulato annuale?) per un singolo manga bestseller: 3,5 visite

Davanti a questi dati, a ben vedere, verrebbe voglia di ribaltare il titolo di Livres Hebdo: “Il mondo del fumetto adora la pirateria”. E non viceversa.

7 Risposte

  1. ciao matteo, mi sembra davvero una giusta analisi la tua. In tal senso mi permetto di chiederti, come vedi la questione della totale assenza di crack proveniente dai fumetti con distribuzione digitale. E’ forse, ipotizzabile, che il cliente digitale non cracka? scusa la domanda ma è davvero semplice curiosità🙂

  2. Le interpretazioni delle statistiche son sempre una scommessa, pensa che a me sembra che il fenomeno sia piuttosto contenuto. Niente a che vedere con la musica o con il cinema, direi.

  3. hellpesman: intendi i lettori di comics digitali? Se i dati sono credibili, ci dicono che il cracking è pochssimo diffuso. La mia ipotesi è che nei prossimi anni diventerà più comune ‘crackare fumetti digitali’, ma che cmq questo prodotto sconta (nel bene e nel male) una condizione materiale (la carta) che privilegerà a lungo le scansioni. Solo un’ipotesi, ovviamente.

    Gio: sono daccordo. Forse. Perché qui c’è un nodo mica da poco: la visibilità sociale di questa pirateria è inferiore non solo per ragioni di ‘dimensioni’ (il mercato del fumetto è piccola cosa, rispetto a quello della musica), ma di percezione sociale del fumetto stesso. E quindi starei attento a definirlo ‘contenuto’: online si trovano praticamente tutti i manga e i comics USA esistenti, e il pubblico adolescente (con scarse capacità di spesa) lo sa bene. Non a caso, direi, la Marvel si schierata a favore del progetto SOPA (gli editori giapponesi, poi, sono in pieno allarme contro la manga-pirateria).

    • @matteos: ciao matteo si hai colto il mio pensiero. anche io credo che nei prossimi anni diventerà più comune ‘crackare fumetti digitali’. anzi credo che il fenomeno aumenterà fortemente appena ci saranno più fumetti digitali. Baso quest’analisi sull’incremento esponenziale della pirateria film e musica dall’introduzione dei supporti digitali (dvd e cd-audio).

  4. boh, di musica c’è tutto, proprio tutto, di qualsiasi epoca, a volte prima delle uscite ufficiali dei cd. Sarà anche che la musica non si traduce, per cui è più semplice. Io credo che più pirateria c’è meglio è, per cui non faccio testo.

  5. […] is the original post: Fumetto e pirateria digitale: qualche cifra « Fumettologicamente Segnala presso: Post CorrelatiPirateria in Somalia, i soldi dei riscatti finiscono nelle tasche […]

  6. […] in questo caso. Piuttosto, un semplice incrocio di fonti (tra cui quella di cui parlavo qui) che ha il pregio non solo della sintesi, ma di uno sguardo comparativo: ci offre dati sulla […]

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