Il vizietto (pubblicitario) del fumetto (plagiato)

Non è la prima volta, e con ogni probabilità non sarà l’ultima.

Per promuovere i propri prodotti, un’azienda (di materassi) ha pensato di utilizzare un disegno di un fumettista (nome d’arte: The Sparker) senza alcuna richiesta o proposta di accordo. Il risultato è stata la paradossale scoperta, da parte del disegnatore, di trovare la propria illustrazione inserita in una campagna pubblicitaria apparsa su alcuni quotidiani nazionali, nei loro dorsi regionali.

Il disegno originale era qui, e la pubblicità che ne ha fatto uso è questa:

In casi simili – ne ricordo ad esempio uno con protagonista Vanna Vinci, che si trovò ad affrontare l’utilizzo improprio di suoi disegni da parte di un produttore di t-shirt e accessori – non è certo difficile, potendo dimostrare la proprietà del disegno di partenza, ottenere un risarcimento (o un accordo extragiudiziale).

Un esempio di malcostume che però, in questo caso, vale la pena segnalare soprattutto per un fatto: coinvolge un autore ‘amatoriale’ e non affermato, sprovvisto sia del supporto di un editore che di esperienza nella tutela legale di illustrazioni/fumetti. E in Italia, purtroppo, in assenza di strutture come l’americano Comic Book Legal Defense Fund, per difendersi tocca faticare un po’ di più.

via Lospaziobianco

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