Dall’Iran all’Egitto, fino a qui

Questo fine settimana è tempo di Komikazen, il festival del fumetto di realtà.

Della qualità di questo piccolo festival ho scritto un anno fa. E il programma di quest’anno mi sembra confermarla, perlomeno sul piano della visione [dal comunicato]:

L’edizione di quest’anno getta uno sguardo particolare sulla produzione a fumetti del mondo arabo  e mediorientale, alla luce degli eventi e dei movimenti sociali e politici che hanno interessato negli ultimi mesi questa parte del Mondo.

Sono quindi particolarmente curioso di incontrare (i lavori di) protagonisti del fumetto *arabo* contemporaneo come Amir e Khalil (gli autori iraniani di Zahra’s Paradise), Magdy El Shafee (creatore del “primo graphic novel egiziano”, Metro), Ganzeer (il giovane graffitista più attivo al Cairo). O di ritrovare alcuni tra i migliori interpreti del fumetto politico occidentale, come Morvandiau, Seth Tobocman, Olivier Deprez e Frédéric Coché. E infine, di scoprire qualche talento (a me) sconosciuto: la croata Helena Klakočar, il libanese Barrak Rima, o il giovane disegnatore emiliano Fabio Sera.

Da buon meneghino, mi porterò da casa una chiacchierata: sabato 12 (ore 16, al MAR) sarò a discutere di Milano con Matteo Guarnaccia e Giancarlo Ascari, co-autori dell’ottimo Quelli che Milano (ne scrissi qui).

In una mostra di qualche mese fa, Egitto senza piramidi (qui il catalogo), che presentava per la prima volta in Italia le tavole di Magdy El Shafee, la curatrice Elettra Stamboulis scriveva:

Il fumetto nel mondo arabo, e in particolare in Egitto, ha una storia travagliata e strettamente connessa al clima politico. […]

La prima pubblicazione illustrata, ovviamente per bambini, nasce comunque in Egitto nel 1893, Al-Samir Al-Saghir, seguita poi negli anni ’40 da altre due pubblicazioni sempre per l’infanzia e esempre nate in Egitto.

Curioso notare che pochi mesi prima del colpo di stato di Nasser nasce sempre in Egitto il primo giornalino a fumetti propriamente detto, Sindabad. Curioso notare la simmetria geografica e storica di eventi di per sé così diversi e lontani: la nascita di una rivista a fumetti per bambini e l’uscita di Metro, primo romanzo grafico del mondo arabo, sono entrambi strettamente connessi a cambiamenti politici in corso, come se l’immagine e la retina percepissero in anticipo l’arrivo del terremoto.

E l’ampia vicenda storica di questa area di produzione fumettistica, come testimoniano sempre più articoli e libri, vive oggi tempi particolarmente interessanti. Un giro a Komikazen 2011 vale la pena anche per questo.

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