Rita Levi Montalcini, by Bacilieri

Solo un ritratto, una volta tanto. Realizzato dal fumettista Paolo Bacilieri, e dedicato alla Montalcini. Per una occasione di quelle che nascono nella provincia (Cavriago [RE]), e sono occasioni per riflettere su questioni centrali: l’unità d’Italia, il ricordo di un territorio e l’immaginazione del suo futuro, un volto e la sua valenza di icona del “passare del tempo”.

Il lavoro di Bacilieri – intitolato “Dopo e dopo” – è apparso nel catalogo della mostra/concorso Primo fuoco (dedicata a illustratori esordienti, impegnati sul tema del ‘sentirsi italiani’) inaugurata sabato scorso a Cavriago(RE). E la copertina è questo bel ritratto, corrugato come un foglio di carta stropicciato:

via Sweet Salgari

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Il film mai realizzato da l’Incal: trailer

Anni fa – a metà anni 80 – la celebre serie di Jodorowsky e Moebius L’Incal fu opzionata dall’animatore canades Pascal Blais, con l’obiettivo di trarne un lungometraggio.

Il progetto non andò in porto, e ne rimase solo un breve segmento, realizzato per sollecitare l’attenzione di co-produttori e finanziatori.

Dopo parecchi anni Blais, il cui Studio nel frattempo ha realizzato eccellenti opere in animazione come The Old Lady and the Pigeons, e Old Man and the Sea (regia di Alexander Petrov, vincitore anche di un Oscar come miglior corto animato nel 2000), ha pensato di farne un restyling digitale, mettendo online la nuova versione:

Per i più curiosi, ecco come appariva la versione precedente:

Akira, il film: pasticciaccio hollywoodiano

Nel mare dei progetti cinematografici tratti da fumetti, Akira è da tempo uno dei più attesi e chiacchierati. Anche perché i continui stop-and-go e cambiamenti lo hanno reso un caso su cui è ormai difficile non fare ironia.

L’ultima notizia è l’ennesimo cambio alla regia, con il carneade Jaume Collet-Serra a tentare di portare a casa un progetto dal budget nuovamente tagliato, ora a 90 milioni di $.

E al Guardian si sono scatenati: una “caricatura”, ha scritto il quotidiano inglese.

Link review: medicina e scultura, Portogallo e Libano, e il cane Carlo

Consueta aperiodica rassegna di buone letture fumettologiche.

  • Sul sito Comics Forum, una ricca rassegna di interventi sul tema delle relazioni tra fumetto e rappresentazione della malattia
  • Sul blog Comicsmetropolis, Andrea Alberghini propone una lettura comparata di due fumetti che lavorano sul tema dello spazio grafico: Travelling Square District (di Greg Shaw, Sarbacane, 2010) e 3 Secondes (di Marc-Antoine Mathieu, Delcourt, 2011), qui.
  • Eddie Campbell scrive di Alex Toth, ma su un aspetto spesso ritenuto secondario: i suoi fumetti ‘rosa’.
  • Il fumettista Gianluca Costantini, invitato a Beirut per un progetto condiviso tra autori italiani e libanesi, ha postato numerosi schizzi dedicati a interessanti squarci della città.
  • In Portogallo è tempo del principale festival di fumetto. Una breve presentazione di AmadoraBD 2011 è qui.
  • Carlo. Proprio così, con un nome italiano – ai tempi dell’immigrazione nostrana in USA – si chiamava il cane protagonista di un fumetto del maestro AB Frost, realizzato nel 1913, leggibile interamente online qui (via John Adcock).
  • Sempre su Comics Forum, un’altra serie di approfondimenti sulle relazioni tra fumetto e scultura

La Settimana Enigmistica secondo Topolino

Sia messo agli atti. Nel numero attualmente in edicola – Topolino 2917 – c’è una storia che rappresenta un caso più unico che raro: è ampiamente basata su un gioco grafico. Un fake della Settimana Enigmistica.

 

La storia si intitola “Paperino, Paperoga e l’enigmatico Skiantosh” (testi Roberto Gagnor, disegni Claudio Sciarrone). E parte da una gag – un equivoco dei redattori Paperino e Paperoga, che inventano informazioni false… senza sapere che sono reali – piuttosto divertente, che si sviluppa poi senza troppe sorprese.

Narrativamente parlando, dunque, nulla di nuovo sotto il sole. Ma che una storia di Topolino strizzi l’occhio agli amanti della grafica editoriale, beh, pare proprio una prima volta. E siccome i giochetti grafici azzeccati piacciono soprattutto ai lettori adulti (una bella fetta del target di Topolino), io qui lo dico: #nevoglioancora #seciriuscite.

Peraltro, questo episodio mi costringe anche a terminare un post abbozzato da mesi. Per parlare di una tendenza più generale del Topolino recente – “direzione De Poli” diciamo – in cui rientra questo singolo caso. Ne riparliamo a breve.

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