Vedeva mostri dappertutto [anteprima: Buzzelli]

Guido Buzzelli aveva il potere ‘visionario’ di vedere mostri dappertutto. Nella società come dentro sé stesso.

Forse anche per questa dote, che rendeva i suoi lavori sia critici che perturbanti, la sua fama nella storia del fumetto è stata quella di un eccentrico e un marginale: difficile accostarlo ad altri autori, difficile incasellarlo nel solo registro del grottesco. Difficile fare tesoro della sua visione mostrificante.

Quello che la critica chiamò “Il Michelangelo dei mostri” (così il «Nouvel Observateur», nel 1974) o “le Goya italien” (così il giornalista Michel Bourgeois, nel 1978), fu un talento in qualche modo isolato, senza troppi modelli e senza troppo seguito. E questo nonostante suoi lavori come La Rivolta dei Racchi siano stati molto discussi nell’ambiente, diventando rapidamente delle opere di culto per autori e lettori fumettòfili, fino ad essere considerati tra i più influenti graphic novel degli anni 70.

Tra le tante mostre presenti alla imminente Lucca Comics 2011, è allora il momento di consigliare “Guido Buzzelli. Frammenti dall’assurdo”, presso il Museo del Fumetto di Lucca (accompagnata da un catalogo, pubblicato da Nicola Pesce Editore). Dal comunicato stampa:

La mostra, curata da Grazia De Stefani, vedova e a lungo collaboratrice dell’autore, rappresenta le varie anime dell’artista perché raccoglie per la prima volta insieme disegni, tavole, dipinti e originali mai visti prima, comprese le tavole de La rivolta dei Racchi.

In anteprima, ecco alcuni dei disegni e dipinti che troverete esposti:

Dépliant per un’esposizione a Parigi, 1981, china su cartoncino

"Metro", 1986, tecnica mista su carta

"HP", 1978, studi preparatori, china su carta

"L’Agnone", 1977, schema dei personaggi, china su carta

"Metamorphose Kafka", 1989, tecnica mista su cartoncino

"Cavalcavia", 1986, olio su tela

"Autoritratto incompiuto", senza data, carboncino e pastello su carta

Inoltre. Nella mostra saranno presenti, per la prima volta, due video creati da Alessandro Amaducci a partire da due opere del fumettista romano: Zil Zelub e Buzzelliades.

3 Risposte

  1. Che artista!!!
    E’ interessante la nota sul seguito, sul suo essere stato unico e difficile da segnalare come riferimento per qualche autore contemporaneo.

  2. grande buzzelli. Ma un edizione un po’ definitiva dei suoi lavori esiste?

  3. Mi è capitato di scriverlo a proposito del suo Tex, ma in definitiva vale per ogni suo disegno o fumetto: gli occhi.
    Gli occhi dei personaggi di Buzzelli sono inconfondibili. Irrequieti, mobilissimi, in fuga da qualsiasi prospettiva.
    Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, forse nei personaggi di Buzzelli, gli occhi sono lo specchio dell’anima dell’autore.

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