Scomparsa di un illustratore invisibile

Ai primi di Ottobre se n’è andato Giovanni Mulazzani. Uno dei maggiori professionisti dell’illustrazione italiana.

Di lui ha scritto, a mo’ di paradosso, Till Neuburg:

Giovanni non aveva uno stile. Ogni sua opera era un prototipo di un modo diverso di vedere – e di farsi guardare.

Era uno di quei silenziosi straordinari complici inventori/trasformatori della carta, della pellicola e infine anche dei pixel, che non incontravi ai vernissages, ai festival e alle prime. Lo incontravi sulle copertine dei libri, sui calendari, nelle riviste

Mulazzani era insomma uno stimato “stilista visivo invisibile”: un illustratore la cui presenza espressiva non finiva quasi mai in primo piano, ma sullo sfondo. E da lì riusciva a offrire solidità e tenuta grafica alle immagini, servendone l’obiettivo comunicativo (il contenuto di un libro, un poster, una scenografia) come un palco il suo attore.

Bruno Bozzetto, che proprio su tanti sfondi (scenografie dei suoi migliori film animati) lavorò con Mulazzani, ha scritto:

Pur sforzandomi, non riesco a valutare quanto grande sia stato il suo contributo artistico ai nostri più importanti lavori e al loro successo. So solo che senza di lui non avrei mai dato il via alla realizzazione di “West&Soda” e , successivamente, di “Vip mio fratello Superuomo”.

Era la sua mano quella che faceva la differenza. E mi colpiva sempre l’apparente facilità con cui creava questi piccoli capolavori. Anche la scenografia più banale diventava pura magia grazie al suo pennello, alle curiose e geniali tecniche che utilizzava (e spesso inventava), alla sua sensibilità artistica.

Su Mulazzani non resteranno dunque troppe parole, forse, ma di lui certamente resterà un ricordo: quello di complice invisibile della migliore illustrazione italiana:

2 Risposte

  1. non lo sapevo, accidenti. i suoi fondali per bozzetto sono stampati indelebilmente nel mio cervello.

  2. Anche a me era sfuggita la notizia. Che tristezza. Era un grande dell’illustrazione italiana. Un esempio al quale guardare con tanta curiosità. Le sue ultime cover per Guanda erano davvero dei gioielli.

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