Topolino: prima in Italia o in Francia?

Si avvicina l’uscita di una eccellente storia del fumetto negli anni Trenta in Italia, Eccetto Topolino (di Gadducci, Gori, Lama). E allora è tempo di domande da telequiz. Anche per proseguire – e deviare da – un dibattito sull’evoluzione dell’identità del ‘topo’, in Francia, di cui ho accennato l’altro giorno.

La domanda è allora questa: le strip di Mickey Mouse (disegnate da Ub Iwerks) nate nel gennaio 1930, iniziarono ad apparire in Europa con grande rapidità, ma apparvero prima in Italia o in Francia?

In Italia, Topolino apparve il 30 marzo 1930, ne “L’Illustrazione del Popolo” (n.13), supplemento illustrato del quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo”, così:

In Francia, Mickey apparve invece il 7 ottobre 1930, nelle pagine del quotidiano “Le Petit Parisien” (qui l’annuncio, il giorno precedente), cosà:

Eh già, in disneyologia è così sin dalle origini: Italia batte Francia.

Ma in termini di disponibilità digitale degli archivi, avete appena assistito alla differenza:

Per non parlare, a questo punto, di digitalizzazione specifica dei fondi fumettistici: in Francia la Cité di Angouleme ha appena annunciato la ormai ottava tranche della sua politica di digitalizzazione (filo XIX / earlyXX secolo), tra periodici e altri materiali (fondo Alain Saint-Ogan; produzione Maison Quantin; “Le Rire”; “Lisette”; “American Illustré”; “Le Pierrot”; fondo Caran d’Ache; “Pierrot”). In Italia, siamo a zerovirgola. E quella virgola sono più annunci che sostanza: promesse di operazioni mai avviate. Che rendono i singoli collezionisti più seri (come Gadducci, Gori, Lama) preziosi quasi quanto un archivio ‘pubblico’.

In mancanza di un buon servizio pubblico (archivi sulla storia di Topolino), ritorna il vecchio ricorso alle ‘conoscenze’ (i collezionisti). Non mi dite: una storia già sentita?

3 Risposte

  1. ma è legale mostrare (tutte) le pagine delle storie del sorcio disneiano sul web? nessun problema di (c)?

  2. Non sono così aggiornata sui processi francesi (anche perché non lo parlo né capisco), però mi sembra di aver capito che la digitalizzazione dei fondi sia favorita e in qualche modo portata avanti da un solo ente promotore. L’Italia, ahimè, è terra di decentramenti, checché se ne dica, quindi non mi stupisce che il passaggio al digitale sia piuttosto fermo. Qualcosa è presente nel centro APICE della Statale di Milano, ma non sempre è consultabile online (le annate di Topolino presenti, per fare un esempio, non lo sono). Insomma, andrebbero riviste molte cose.
    Il libro “Eccetto Topolino” mi sembra assai interessante, penso che lo acquisterò!

  3. Ancora qualche giorno e giungeranno le sorprese….

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