LeMonde e il fumetto, toujours là

LeMonde è un quotidiano un po’ sui generis, si sa. Che nel corso dei decenni è andato comportandosi da progressista nei contenuti, ma da conservatore nella forma.

Ha resistito alla ‘presa di potere delle immagini’ sulle parole; ha snobbato lo sport (fino al 2001); ha mantenuto la formula del “quotidiano serale”, ovvero esce alle 13 a Parigi e nel tardo pomeriggio altrove; ha investito con rara lentezza sul digitale; ha rifiutato la moltiplicazione dei dorsi, e limitato l’uso dei collaterali nelle politiche di marketing.

Ma il LeMonde “di una volta” è sempre più distante. La testata sta cambiando sempre più vistosamente, modernizzandosi anche nella forma, con un’accelerazione crescente che chiude anche sul piano del prodotto la drammatica crisi del 2007, il cui esito finanziario è stato nel recente (e piuttosto traumatico) cambio di proprietà (LeMonde, da sempre co-posseduta dai giornalisti, è ora decisamente in mano a un trio di imprenditori).

Del rapporto tra LeMonde e il fumetto si era detto a suo tempo, parlando di un ottimo speciale e commentando una scomparsa: quella del più bravo quotidianista di fumetto europe. Proprio un giornalista di LeMonde. Ma nonostante la morte di Yves-Marie Labé, il fumetto continua ad avere radici ben piantate in LeMonde. Lo dimostrano due scelte recenti, connesse anche a quella modernizzazione che ha ormai investito il rilancio della testata.

1) la prima scelta riguarda i nuovi dorsi. Da ieri “LeMonde Week-end” del venerdì (sera) si presenta dotato di magazine e 3 supplementi: “Science & techno”, “Culture & idées”, “Sports & forme”. Un LeMonde all’americana, per certi versi. Ad inaugurare la rubrica sul libro scientifico della settimana, nel dorso “Science & techno”, c’è la recente riedizione del fumetto Vue d’artiste dell’eccentrico Francis Masse.

2) e inoltre pochi giorni fa il sito del quotidiano ha iniziato a pubblicare – a puntate, ‘sfogliabili’ gratuitamente online – il nuovo fumetto-reportage di Guy Delisle, dedicato a Gerusalemme.

Il fumetto come ingrediente per il racconto dell’attualità, insomma. Ma mentre in Italia i quotidiani continuano a usare il fumetto per toccare le corde della nostalgia e della distrazione (classici di qua e di là, Tex così e cosà), l’idea tanto ovvia del giornale parigino continua a sembrare, vista da qui, la solita “exception française”.

3 Risposte

  1. eccentrico
    di tutti gli aggettivi stronzi… fratello, su quella singola parola ci facciamo la litigata dell’anno. Sappilo.
    Cmq, non sapevo fosse uscito…

  2. Amazon non ce l’ha… Non posso neanche litigare, se no quando vai ad angouleme non me lo compri.

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