Gen di Hiroshima: autobiografia di un’opera

Keiji Nakazawa pubblicò nel 1987 Hiroshima. The autobiography of Barefoot Gen, un libro di memorie che racconta la storia della creazione della sua celebre opera e, allo stesso tempo, è una vera e propria autobiografia dell’autore. Aggiornata e ripubblicata, sempre in Giappone, nel 1995, è stata finalmente tradotta in inglese nel 2010:

Oltre a raccontare la lunga e complessa – sia sul piano delle motivazioni dell’autore, sia su quello della traiettoria editoriale – vicenda di Gen, il volume racconta l’esperienza di Nakazawa affrontando sia le terribili condizioni di vita del pre- e del dopobomba, sia le lotte e le discriminazioni affrontate dai sopravvissuti e dai loro discendenti anche molti anni dopo il tragico evento.

Il primo episodio di Gen venne pubblicato nel 1973 su Weekly Shōnen Jump, che aveva già ospitato un racconto di Nakazawa dedicato a Hiroshima – I saw it – dove proseguì per un anno e mezzo. Una raccolta in volume di quella porzione di opera uscì quindi nel 1975. Ma la tragica epopea di Gen era ben lungi dall’essere conclusa. E da lì in poi iniziò il suo lungo percorso, insieme difficile e fortunato.

La sintesi delle sue tappe successive è raccontata nel libro che citavo. Il cui limite principale è nella scarsa qualità della traduzione (nomi di riviste scorretti, nipponismi bizzarri, sintassi claudicante). Ma che offre passaggi appassionanti, informativi, e inevitabilmente toccanti dedicati alla storia di uno dei fumetti più influenti degli ultimi 40 anni:

Maggio 1975. La versione in volume di Gen di Hiroshima uscì nelle librerie. L’articolo del giornalista Y. dedicato a Gen venne ampiamente rilanciato dalla stampa, nelle pagine culturali. Innescati da quell’articolo, gli altri mass media – tv, radio e il resto – si aggiunsero. Demolendo la convenzionale credenza che la roba sulla bomba atomica non fosse in grado di vendere, i quattro volumi di Gen di Hiroshima vendettero in un battibaleno. E il numero dei lettori di Gen si trovò moltiplicato di parecchio.

In seguito, consapevole del fatto che Gen era incompleto e che la struttura del resto dell’opera fosse sostanzialmente pronta, Y. mi presentò a un magazine che avrebbe voluto pubblicarlo a puntate. Era il mensile The People [forse la traduzione si riferisce a Shimin], una rivista che abitualmente pubblicava storie molto dure, e in cui mi sentivo fuori luogo. Ma fui grato a Y., e nel settembre del 1975 The People iniziò la pubblicazione a puntate della parte dedicata al dopoguerra. La pubblicazione su The People finì dopo un anno. La rivista chiuse a causa di una cattiva gestione. La parte di Gen dedicata al dopoguerra finì quindi sospesa a metà.

Sebbene fossi stupito per l’accoglienza tanto vasta riservata a Gen, cercai un magazine per completarne la serializzazione. L’editore S. un conoscente, mi presentò al mensile Literary Review [dovrebbe trattarsi di Bunka Hyōron], che prese a pubblicare la parte del dopoguerra per quasi tre anni e mezzo, finché il direttore non mi disse: “non posso più pagarla, quindi devo pregarla di interrompere”. Gen si dovette fermare ancora una volta. Mi venne chiesto dalla Education Review [Kyōiku Hyōron] se potevo realizzare un manga in otto parti. Proposi loro di pubblicare Gen, e così fecero, per tre anni e mezzo. Sebbene mi stessi ormai rovinando la salute, finalmente riuscii a completarlo. Dall’inizio della pubblicazione a puntate, mi ci vollero ben 14 anni.

Di certo, sono il primo a ritenere che si trattò di un tempo incredibilmente lungo. In forma di libro Gen divenne un’opera in dieci volumi, che in breve tempo fecero il giro tra il pubblico dei bambini. Nelle biblioteche, erano così letti che le copie divennero presto piene di orecchie e rovinate. Per un fumettista, fu il più grande degli onori. I manga sono abitualmente destinati ad essere letti una volta e gettati via. Fui davvero grato con i lettori che mi scrissero lettere per dirmi “l’ho letto venti volte”.

E dunque grazie a quella studentessa liceale di Akita che, dopo la lettura di Gen, ha deciso di entrare a far parte del movimento antinucleare.

Grazie a quella moglie di Sendai che disse che, se avessi continuato a scrivere Gen, avrebbe continuato a leggerlo senza timore di attendere tutti gli anni che sarebbero stati necessari.

Grazie alle tante ragazze che hanno visto la versione in animazione di Gen singhiozzando “sono terrorizzata!”. Mi avete dimostrato di avere capito, senza ombra di dubbio, l’orrore della guerra e della bomba atomica.

Grazie a tutti coloro hanno alimentato Gen, e che mi hanno supportato. Avete la mia sincera gratitudine.

Nel libro sulla Storia della Prefettura di Hiroshima si trova scritto: “prima della guerra, ci fu un movimento anti-bellico a Kanzaki”. Proprio Kanzaki era la località dove avevamo avuto la nostra casa. Il riferimento è alle attività contro la guerra di mio padre e degli altri. E proprio di recente, è stato eretto un monumento al “milite ignoto” presso il viale della Pace a Hiroshima. Su di esso sono elencati i nomi di tutti coloro che si dedicarono ad attività contro la guerra nonostante la repressione ufficiale, e che morirono durante il bombardamento atomico. I loro nomi sono elencati insieme, e insieme riposano. Le persone che hanno eretto il monumento mi hanno informato che in quella lista c’è anche il nome di Papà, Terumi Nakazawa.

La vita è breve – innamorati, giovane donna,
prima che il rosso sfumi via dalle tue labbra,
prima che il sangue caldo si raffreddi dentro di te,.
Non c’è un domani.
(Yoshii Takeshi)

La canzone del gondoliere che mi cantava Mamma è la mia canzone preferita. Dentro di me so che d’ora in poi, fino alla fine dei miei giorni, continuerò a realizzare disegni che possano riempire il vuoto di Hiroshima – anche se so che, per quanto io ci provi, non potrà mai essere riempito. E dico a me stesso che solo così potrò anch’io cantare a mia volta la Canzone del gondoliere come la cantava Mamma. Come figlio di Terumi Nakazawa e Kimiyo Nakazawa, giuro che non smetterò mai di cantarla.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: