Granta licensing

L’edizione italiana di una delle riviste culturali – letteratura e non-fiction – più celebri e rispettate degli ultimi decenni, è una bella notizia: arriva Granta.

Granta Italia ospita Salman Rushdie, Column McCann, ma anche contributi italiani come quelli di Walter Siti o Francesco Piccolo. E un racconto sull’Ortomercato di Milano di Giuseppe Catozzella che, nella mia incompetenza sul tema (pescherie e ‘ciclo di vita’ del pescato) ho trovato interessante.

E’ una buona notizia, peraltro, osservare che la copertina del primo numero è stata realizzata da un fumettista di talento come Paolo Bacilieri:

All’interno ci sono anche le prime tavole di American Widow, drammatica graphic novel sul lutto personale di Alissa Torres durante l’11 settembre (in programma per Rizzoli Lizard nei prossimi mesi).

Eppure. Non è tutto qui. Anche i dettagli, dicono qualcosa:

  • tra l’elenco – e le schede bio – degli autori, manca il disegnatore del graphic novel, Sungyoon Choi. Come a dire: conta il narratore, non il ‘mero’ illustratore.
  • l’impaginazione delle tavole (così come delle foto di Berengo Gardin) lascia così tanto spazio bianco ai margini, da mortificare un po’ le immagini. Come a dire: conta più la gabbia grafica che l’opera.
  • la carta è così spessa e la rilegatura così rigida da rendere la rivista *legnosa* e, in termini di bookdesign, decisamente standard. Un oggetto insomma assai ‘formattato’: un’antologia di prepubblicazione – estratti da libri in divenire – più che un organico progetto, ben diverso dalla più vivace – e maneggevole – versione originale della rivista.

E mi sono ritrovato a pensare: più che un progetto curato in ogni aspetto, pare un’iniziativa di licensing. Una brand extension – localisation – di Granta.

Googlando, trovo che Tiziano Scarpa ne ha scritto così:

una grande casa editrice italiana fa un atto di coraggio e avvia una nuova rivista letteraria. Ottima notizia. Come la concepisce? Come una filiale. Apre da noi lo sportello di una rivista inglese.  […] MORALE: gli italiani, uniti dacentocinquant’anni e alfabetizzati da mille, non sono capaci di fare una rivista letteraria. Devono farselo insegnare dagli stranieri, ricevere un format inglese, riproporlo pari pari. Colonialismo puro.

Insomma, è arrivata Granta Italia. Una notizia, certo. Bella, forse, un po’ meno.

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