L’Eternauta bestseller passeggero (nonostante le tag) UPDATE

Ieri mattina, chi fosse passato per Amazon.it avrebbe potuto imbattersi in questa bestseller list:

Il volume de L’Eternauta pubblicato da 001 Edizioni è uscito in poche ore da quella classifica (già nel pomeriggio era scivolata fuori dai primi 10 – pur restandovi a ridosso). Ma constatare il piccolo successo di una buona operazione di ‘valorizzazione del patrimonio’ fumettistico – una redizione ‘di lusso’ di un caposaldo storico – è un’esperienza ancora troppo rara per non meritare una segnalazione.

Certo, che poi l’attribuzione agli autori sia “AA.VV.” e non a Oesterheld e Solano Lopez, beh, dice molto sulle difficoltà dell’editoria (e dei rivenditori online) a muoversi con piena consapevolezza delle regole del gioco del contesto digitale.

Distribuire e promuovere un fumetto significa anche, nell’ambiente del commercio online, fornire tag corrette e complete ai rivenditori: autore e artista in primis. Non sapere che (anche) questi aspetti determinano la visibilità online (la ricercabilità non solo nel negozio, ma anche nei motori di ricerca), è un errore purtroppo ancora molto comune a diversi editori di fumetto. Ma che sarebbe bene evitare.

UPDATE. Sorpresa: nelle ultime 24 ore L’Eternauta è rientrato nella top10. Mentre scrivo (lunedì mattina) è al 7° posto. Ma qualche ora fa ha toccato anche la 5a posizione. Diranno i più cinici: saranno 2 copie di differenza; sarà il passaparola di questo post che ha convinto 4 lettori in più; sarà che è superscontato. Sarà quel che sarà. Però poi ditemi: quanti altri fumetti, per ora, avete visto performare così su Amazon.it? E a corollario: siamo certi che una presenza organica di fumetti in libreria (che vuol dire politiche di scaffali, accordi tra distributori e catene, inclusione delle fumetterie nei panel di rilevazione vendite) non possa generare performance analoghe anche nelle classifiche ‘tradizionali’ (leggi: Nielsen) al di là di un rivenditore online “fumetto-friendly” come Amazon?

11 Risposte

  1. Ottima notizia che ancora oggi un’edizione de L’eternauta stia vendendo così tanto da “invadere”, anche se momentaneamente, la top10 di Amazon.it – e per diversi giorni la top100!
    Demoralizzante invece quel AAVV, tanto che per un attimo ho creduto fosse uno scherzo di cattivo gusto. E’ evidente che chi ha inserito il titolo lo ha fatto di fretta, senza attenzione, pensando “tanto è un fumetto”. E’ la stessa mentalità superficialotta che tende a dare più riconoscimento intellettuale a un romanzetto rosa (senza offesa per quelli scritti bene, ovviamente) che a un capolavoro magari di Pratt o Moebius.
    Posso dirlo? IMBECILLI! Ecco, l’ho detto.

    • Amazon è il responsabile finale, e quindi sempre il primo indiziato in casi come questo.

      Ma la prassi è che per inserire i dettagli/tag, i negozi online si basano sulle schede fornite (compilate) dai produttori-editori. Ergo: una scheda compilata male genera casini.
      Ne ho sentite di ogni. E potremmo anche aprire il capitolo delle copertine…

      Mettiamola così: visti già i rischi culturali eccetera, dovrebbero essere gli editori di fumetto i primi ad essere precisi e attenti a questi dettagli. Altrimenti si sconfina nello scaricabarile.

  2. Ho acquistato poco tempo fa la ristampa edita da Comma 22.
    Ero convinto di trovarmi davanti ai fumetti che leggevo da ragazzo su Lanciostory ma invece era un’altra edizione, la grafica era diversa ed anche dei personaggi mancavano. Ad esempio non vi è l’alieno dalle lunghe dita.
    Colpa mia forse che non ho letto attentamente le note su quell’edizione ma ho capito che intorno a L’Eternauta c’è un bel pasticcio editoriale.

    • Il fumetto che hai letto da ragazzo è quello di cui si parla in questo articolo. La grossa differenza fra l’edizione della Lanciostory (ristampata anche nei Classici di Repubblica) e quella della 001 è che nella prima le tavole erano rimontate mentre nella seconda sono integre.

  3. Le passate edizioni dell’Eternauta, a quanto pare, costituiscono, se messe in fila filologicamente (il bisticcio è voluto), un meraviglioso esempio di storia editoriale di un’opera. Alle difficoltà storiche dell’opera in sé per il suo vissuto, intrecciatosi con vicende di enorme portata, si uniscono incompetenze e superficialità editorial-redazionali di molti tipi, dovute per l’appunto a quella che era ed è ancor oggi (per questo e per molti altri fumetti) una buona volontà degli editori e degli editor/traduttori, ma una sostanziale carenza di attenzione, di competenze, di cultura generale.
    Mi viene in mente un mucchio di esempi… per esempio la pessima cura redazionale dei libri di Marjane satrapi nelle edizioni Lizard, i traduttori improvvisati di molti altri editori, che prendono spesso fischi per fiaschi… ma è meglio tacersi!
    E a proposito di linguaggio: Matteo, “ne ho sentite di ogni”? Brr! Quando ho letto per la prima volta questo tipo di espressione era nelle intercettazioni dei festini di Arcore, in bocca a Nicole Minetti… :-))

  4. bollito: quella di Comma22 è la versione disegnata da Breccia. Non quindi l’originale, ma una sorta di restyling voluto e curato dallo stesso Oesterheld. C’è a chi piace di più e a chi di meno; di certo, gli editori sono stati spesso vaghi sulle differenti versioni

    marco: condivido tutto. Tranne una: l’espressione “sentirne di ogni” mi piace. E quindi stai all’occhio, o ti faccio briffare dalla Minetti!😉

  5. cazzo! 26 euri?!
    potevi postarla un po’ prima ‘sta cosa qui. che risparmiavo.
    ti odio.

    • boris scusami,
      in effetti ieri ho trovato una chiamata di Jeff (Bezos) in segreteria, che mi avvisava della promozione. Ma ero a pranzo con Steve (Jobs), e mi son dimenticato di richiamarlo.😛

  6. Intervengo adesso e sottolineo che noi mandiamo ai vari distributori una scheda dettagliata con tutte le informazioni necessarie, ed è accaduto anche per L’Eternauta.
    001

    • grazie della precisazione, antonio.
      Questo caso ci ricorda che una volta inviate, le schede vanno poi seguite e controllate. Tanto più per un volume così importante. Dopo la submission, c’è la fase 2: follow up. In questo caso, con un bel paiolo da fare all’account di turno in Amazon.

  7. ventisei euro?

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