Buttarla sul manga, in piena catastrofe: esotismo ed empatia

Era sabato, e navigando sul sito del Corriere ho trovato questo:

E se in home page la calma era “irreale”, in pagina interna diventa “disumana”:

Eh già, il “popolo dei manga”, strana gente.

Ovverossia: l’immagine del Giappone che sta circolando sui media nostrani, in questi drammatici giorni post-terremoto, è filtrata da una pesante dose di stereotipi.

E in un simile contesto il fumetto sta giocando un ruolo, emblematico e paradossale, da cavallo di Troia di (antichi) esotismi verso il Sol Levante. Accompagnato da un’attenzione del fandom fumettistico che oscilla tra superficialità, cinismo e straordinaria empatia.

Insomma, di questo ho voluto scrivere di là.

Violence Jack, Go Nagai

19 Risposte

    • grazie emanuele, non lo avevo visto (‘azz).
      E in effetti siamo in sintonia – anche se lui piega il discorso più sulla (scarsa) qualità dei nostri giornalisti, e non si interessa dei (pur contraddittori) comportamenti del fandom. E secondo me questo è invece un punto molto interessante. D’altra parte questo è un blog fumettologico e fumettocentrico😉

  1. Ciao Professore,

    la citazione di Goldrake in risposta a Nausicaa perchè il robot nagaiano sarebbe esempio in cui è la “natura ad essere indomabile e distruttiva” è errata.

    Trovi tutto qui:
    http://www.fumettodautore.com/magazine/moleskine/2308-terremoto-in-giappone-goldrake-e-lo-tsunami-giornalistico-e-citazionistico-di-matteo-stefanelli

    Cordiali saluti

    GM

    Ps: Il Giappone si rialza sempre anche quando la luna è rossa…

  2. […] giustamente  Matteo Bordone, per un verso, e Matteo Stefanelli, per un altro, denunciano quanto i media siano  pressappochisti  nel ridurre le reazioni di una intera società […]

  3. Caro Professore,

    mi sottolovaluti, avevo già trovato la tua fonte…basta leggere l’articolo…

    Eri andato per “picare” il giornalismo italiano che parla a sproposito di manga/anime e sei stato “picato” citando a sproposito Goldrake, omettendo tra l’altro la fonte da cui hai preso – sbagliando – la citazione contrapposta a Nausicaa. Succede.

    In Goldrake non c’è traccia di disastri naturali. Nell’episodio 15 sono i Vegani a cercare di provocare il terremoto.

    GM

    Ps: mi sbaglio o una volta il Post.it fece una campagna contro La Repubblica,it per l’omissione delle fonti e dei link di riferimento da altre testate?

    • Hai ragione, se sono i Vegani quell’episodio di Goldrake è un riferimento sbagliato: ben felice che qualcuno faccia fact-checking. Meglio limitarsi a Violence Jack. Ciao

  4. Sì, il fact-checking del fact-checking che cercavi tu di fare ad un articolo del Corriere della Sera…

    Se sono vegani??? Vabbè. Alzo le mani.

    Ti preferisco quando parli di fumetto francese…🙂

    Ciao Professore, alla prossima.

    • Finalmente ho capito quel mio amico che dice di essere Vegano….viene da Vega!
      Ecco un altro tema evidentissimo in Nagai: niente carne! Niente latticini! Viva la verdura! 😉

  5. Bene. Da buttarla sui manga siamo passati a buttarla in verdure.😀

    Fai bene, inoltre, a non rettificare il pezzo, caro Professore.

    E’ uno splendido esempio di “critica creativa” in cui l’articolista si riscrive la trama del fumetto/cartone animato per farla combaciare con la propria testi.😉

    Il pezzo così com’è va quindi assolutamente preservato per la prossima discussione sul giornalismo del settore fumetto. Imprenscindibile.🙂

  6. I nemici di Actarus & Co. sono i “Veghiani”, razza di ignoranti che non siete altro. Non i “Vegani”, che sono i fanatici che mangiano solo vegetali.

    Vi scrivo da Kobe (sono arrivato il 14 e rientro in Germania il 21). Confermo che i giornalisti italiani sono delle merde. Era questo il succo del vostro discorso, tradotto in termini diretti.

    La situazione qui, a 900 chilometri da Sendai, è normale.
    Condannerei a morte una ventina di giornalisti di Repubblica, a partire da Barbara Spinelli e Vittorio Zucconi, solo solo per le cazzate che hanno scritto in quesi giorni (avrebbero dovuto essere ammazzati a sangue freddo già anni fa).

    E prenderei a frustate sempre i mentecatti che su Repubblica hanno intervistato Hiroki Azuma (io mi sono già tagliato un orecchio per aver dato loro il suo numero di telefono, me idiota) accostando i temi del maremoto e della radioattività al cosplay. Come si fa a essere così meschini, stupidi, ignoranti, superficiali? Conosco Azuma e so che non c’entra nulla. Si tratta solo degli scopi assolutamente capziosi di questi sedicenti giornalisti. Sguazzano nella loro finta realtà fatta di stereotipi, di formule, di luoghi comuni, riproponendole all’infinito.

    Io non sono italiano, non posso esserlo. Non posso essere nato nello stesso posto che ha generato una caterva così corposa di minchioni che si definiscono “cronisti” e vengono pagati con uno stipendio regolare per promulgare la loro idiozia.

    Saluti dal Kansai.

    • ciao marco, non sapevo che repubblica avesse intervistato azumi, e che ne fosse venuta fuori la solita vagonata di stereotipi. Speravo che per una volta il virus dell’esotismo avesse colpito solo uno dei 2 quotidiani principali, e non entrambi. Marco Polo sulla Cina, Salgari sulla Malesia, e oggi tanti giornali sul Giappone: l’esotismo ci accompagna da tempo. In una sorta di crescendo.
      Il che dovrebbe farci riflettere sulle cause e le soluzioni. Per uscire dal mix letale di localismo, leghismo ed esotismo che hanno accresciuto esponenzialmente il nostro docile provincialismo (viva gli -ismi).

      Lascia però che mi incazzi en passant con te per avere utilizzato espressioni a dir poco fuori luogo: stai calmo.

      Ma soprattutto, una cosa: stammi bene. Un grande abbraccio.

  7. Ciao Marco,

    in italiano “vegani” si può usare benissimo nell’accezione di “abitanti del pianeta Vega”.

    Sarà il tuo rifiuto dell’italianità (giusto oggi 17 marzo 2011…) ad averti tratto in inganno su questa banale questione linguistica.

    I “cronisti” italiani in Giappone saranno anche minchioni, ma vorrei vedere come reagiresti tu (ma non solo tu) se quei cronisti minchioni scrivessero che gli accademici italiani che si occupano di fumetto sono dei minchioni pur essi.

    Questa prendila come una considerazione volutamente provocatoria da parte di un ignorante.

    Ci ribecchiamo.

    GM

  8. Se vuoi puoi cancellare le parolacce, io sono estremamente arrabbiato per come la situazione è descritta dai media italiani, non corrisponde affatto alla realtà, ovvero generalizza all’intero Giappone uno stato di cose che è localizzato a un’area molto ristretta, per il momento, e sono rimpatriati italiani (ed europei e americani) dall’intero Giappone, mentre qui i giapponesi fanno la loro vita, non per incoscienza o per la mostruosità che l’esotismo europeo attribuisce loro ma perché è il loro modo (più equilibrato) di affrontare le avversità. Te li immagini tecnici italiani a rischiare la vita rimanendo negli impianti nucleari invece di darsi al fuggi fuggi per la serie “non mi pagano abbastanza”, “chi me lo fa fare”, “ma andassero tutti a morire ammazzati tranne me”? Io no.

    E le idiozie scritte da Repubblica sono solo la dimostrazione di come il giornalismo italiano tratti argomenti di cui non si intende affatto, cioè tutti. Basta che tu confronti le notizie e i fatti forniti in situ dalla BBC e le fesserie scritte da Repubblica. Commenti pseudo filosofici che non poggiano su nulla.

    Io generalizzo, generalizzo eccome: la generalizzazione è un procedimento cognitivo estremamente importante, è lecito ed è indispensabile. Ogni volta che qualcuno dice “è normale” di qualcosa o qualcuno, sta generalizzando, perché assegna a un dato attributo lo statuto di normale (dove “norma” va inteso nella sua accezione tecnica, statistica).
    La mia rilevazione, personalissima, è che la maggior parte (quindi la norma) degli articoli che ho letto nella stampa italiana su questo argomento del Giappone sono idiozie disinformate, tendenti al panico e alla drammatizzazione, dunque la mia conclusione generalizzante è che i giornalisti italiani che si sono occupati di questo tema sono minchioni, e ancora più minchioni sono i loro caposervizio. Non c’è bisogno di contraddittorio, non riuscirei a cambiare idea dopo quanto ho letto sui giornali.

    Sui critici di fumetto italiani, puoi dire quello che vuoi. Non rientro nella categoria🙂

    Sull’esotismo, non si può mettere sullo stesso piano Marco Polo alle sparate di Repubblica. L’esotismo sarà pure un atteggiamento facile agli italiani, ma in questa situazione non stiamo parlando di semplice esotismo bensì di mostrificazione di un contesto culturale per la sola ragione che i suoi componenti reagiscono ai fatti in modo diverso da quello che presuntamente sarebbe il modo italiano.

    Sul tono generale del mio commento precedente e sul nervosismo che pervade anche questo: mi dispiace che te la sia presa. Intendevo solo mostrare con enfasi il punto di vista di un tuo connazionale che si trova in Giappone in questo momento storico e a cui cadono le braccia per terra nel leggere una sequela di esagerazioni e generalizzazioni, nonché di falsità. Il fatto che venga da Repubblica non giova alla causa ideologica che ha da anni intrapreso.

    Sui Veghiani: alleggerisco un po’ ma faccio notare che io ho ragione e tu hai torto, Cagliostro o Alessandro. Il doppiaggio storico e i libri della Eri-Giunti di Goldrake recitano solo e soltanto “Veghiani”, per questo non si deve dire “Vegani”. Il veganismo fu fondato, come termine, negli anni Quaranta. Era già noto in Italia nei Settanta. Forse per questo gli adattatori italiani della serie scelsero Veghiani, per evitare confusioni grottesche.
    Nell’errore, ma stavolta voluto e ironico, è caduto anche Claudio Morici, che in un suo romanzo che usa i personaggi di Goldrake in modo originale chiama i Veghiani addirittura, se non ricordo male, “Veganiani”.

    Saluti non radioattivi (per lo meno non ancora)…

  9. Eh, avevi scritto “accademici italiani che si occupano di fumetto”, pensavo di averti fregato… scrivi pure che sono minchioni… non mi offendo.🙂

  10. Marco, in italiano la parola “vegani” si usa per indicare gli abitanti di Vega già dalla protofantascienza italiana.

    Quindi, non è che se sui libri ERI o nel doppiaggio storico, vengono chiamati “veghiani” non è corretto chiamarli “vegani” quando se ne scrive perchè gli adattatori nel caso di Goldrake non usarono questa etimologia.

    Prova ne è il fatto che nell’episodio “Vega” di Spazio 1999 (trasmesso nel 1979) gli abitanti di Vega vengono chiamati “vegani” dagli adattatori di quella serie,

    Nota a margine. Mi diverte osservare come hai notato il mio “presunto” utilizzo etimologico errato ma di come tu non abbia notato la citazione sbagliata di Goldrake da parte di Stefanelli che poi è l’aspetto principale di tutto il mio intervento in questa sede.

    GM

    Ps: se mi firmo GM, posso mai essere Alessandro?

    • Conte, ma vedi che allora l’errore sul termine vegani si spiega…. con il complotto plurisecolare – persino nella scifi classica – della lobby dei vegetali!

      Al di la delle battute, non sapevo della storia del termine vegani. Bravo. Chiediamo anche aiuto a un esperto di scifi e di storia della lingua italiana? Ne conosco uno (giuro). Così poi smettiamo, però, e magari passiamo ad altro, che non vorrei passare il tempo solo sulla rete infinita dei riferimenti intertestuali.

      Sia chiaro, un seminario su questi riferimenti te lo assegno d’ufficio, nippo-professore😉

  11. Sono d’accordo su tutta la linea. La tua arrabbiatura è la mia. Il mio pezzo, scritto di getto il giorno dopo la vicenda, è li per questo. Solo ho trovato smisurato quel ‘condannare a morte’ da parte tua. Sono un ometto all’antica: certe cose non si dicono nemmeno per scherzo. Tutto qui.

    Rispetto ai tuoi argomenti: condivido anche il tuo distinguo sui miei esempi: il fatto che all’esotismo qui si è aggiunto davvero qualcosa d’altro. Leggevo ieri sera che però anche i media Usa e Francesi hanno ospitato varie tesi strampalate in articoli di toni enfatici, esotizzanti e distorti (i soliti otaku hanno raccolto alcuni riferimenti – se trovo il link ti scrivo). E questo non per assolvere repubblica e corriere, ma per sottolineare che l’estensione dei casi è sintomo di un problema che è davvero profondo. Ovvero, complesso.

    Il tema dell’alterità del Giappone allo sguardo occidentale (orientalismo, techno-orientalismo eccetera) come ben sai, resta complicatissimo. La globalizzazione lo sta facendo esplodere in tutta la sua pericolositá. Spero che questa tragedia possa essere anche una occasione per tornare a riflettere sui confini di questo sguardo, di cui siamo tutti partecipi.

    Ps Sui vegani ovviamente si scherzava con umorismo dell’asilo. Però se qui si insiste sulla filologia, ho una domanda: perché nella traduzione scelsero veghiani invece che vegani? Per non confondere i termini? Dannata lobby vegetariana!😉

  12. Certo, dannati vegetariani giapponesi!

    Quale che fosse stata la ragione della scelta di “veghiani” in Goldrake, se ci si deve riferire agli invasori di Vega in Atlas Ufo Robot è più corretto parlare di Veghiani, Giorgio, tutto qui…

    Matteo, hai ragione sull’eccessiva iperbole con cui condannavo a morte i pseudo giornalisti, era davvero solo uno sfogo che, come si capisce, non troverebbe mai riscontro nella realtà, nemmeno se mi dessero una pistola carica e mi mettessero Zucconi di fronte. gli farei solo una carezza sulla guancia con la manina e lo manderei a quel paese🙂

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