Il (primo) fumettista che calcò la scena

Anche nel fumetto, ci sono delle prime volte che vale la pena ricordare:

New York. “Silas”, o – come era conosciuto quando ancora era povero ma pieno di orgoglio – Winsor McCay, ha infine ceduto all’inevitabile – inevitabile per coloro che guadagnano la celebrità e, a volte, anche per coloro che non hanno ancora conquistato alcuna fama – è andato in scena. E’ infatti apparso per la prima volta la scorsa notte al teatro Keith-Proctor sulla Quattordicesima strada. Ed è stato ricevuto con entusiasmo dal pubblico.

Era il giugno del 1906, e Winsor McCay, allora noto con lo pseudonimo Silas, aveva appena debuttato con le sue performance di “disegno dal vivo”.

Performance quasi leggendarie, in grado di produrre entusiasmi quasi ipnotici nella platea. Spettacoli d’altri tempi – la magia del disegnare – ma che oggi riemergono, soprattutto in occasione di molti festival fumettistici, come ingrediente imprenscindibile di una compiuta esperienza evenemenziale del fumetto.

Di queste performance esiste purtroppo scarsa documentazione – in particolare video – sebbene si sia a conoscenza di qualche foto e resoconto scritto. Come questo, tratto dal quotidiano Manitoba Free Press del 16 Giugno 1906, recuperato e trascritto dal benemerito John Adcock. Che prosegue così:

Mr McCay non ha però svolto una conferenza, ma è apparso in qualità di normale essere umano – un impiegato, un cassiere, o un gentiluomo semplice – e nei quindici o venti minuti in cui è rimasto sul palco ha fatto parlare la sua matita per lui. E ha disegnato una serie di 25 immagini nella sua nota maniera, raffiguranti i personaggi di “Dream of the Rarebit Fiend” “Little Nemo in Slumberland” “Dull Care”, “Mr. Bunion” e “Hungry Henrietta.”
Dopo avere mostrato al pubblico di poter disegnare un “Dream of the Rarebit Fiend” in qualcosa come quaranta secondi, o un fumetto completo in sei vignette di “Sammy Sneeze” in un minuto e un quarto, ha pescato dal pubblico qualche persona a caso che colpiva la sua fantasia, e con alcuni colpi sulla lavagna che utilizzava ha disegnato le sembianze della persona selezionata. Questa è stata una delle parti più divertenti dello spettacolo.

Gran finale, infine, con un piccolo ma splendido virtuosismo:

Una delle cose più sorprendenti fatte dal Sig. McCay è stata alla fine dell’atto, dopo aver scelto una persona tra il pubblico indicando che l’avrebbe disegnata, le luci si sono spente, e il teatro è diventato completamente buio. In meno di un minuto le luci erano accese, e il signor McCay aveva disegnato l’immagine della persona indicata, mentre il palcoscenico e il teatro erano nelle tenebre. Questo ultimo gesto è stato quello che ha più stupito il pubblico.

Il successo di questa performance fu tale da convincere il teatro ad aumentare i posti a sedere per le repliche successive. McCay lo ripeterà una gran quantità di volte, iniziando subito dopo un tour degli States attraverso le principali città in cui erano pubblicati – nelle Comics Sections dei quotidiani – i suoi fumetti.

Pochi anni dopo, consolidato il successo del suo Little Nemo, McCay realizzerà infine opere audiovisive come questa, in cui lo spettacolo del disegno che ‘nasce’ dalla mano dell’autore, è messa in scena in una sorta di (auto)celebrazione della performance stessa, all’interno di un piccolo racconto in animazione:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...