Cattelan e Mendini, a fumetti, per Domus

In edicola da oggi, l’ultimo numero di Domus diretto da Alessandro Mendini è un numero con qualche sorpresa. Che vale la pena gustare, anche fumettologicamente parlando.

Il piatto forte è costituito da uno speciale di 32 pagine interamente curato da Maurizio Cattelan, artista chiamato da Mendini a contribuire come guest editor – e a gigioneggiare e/o “fare casino” (talvolta più la prima, talaltra la seconda).

Di certo mi pare una ennesima dimostrazione dello spirito vivace, naturalmente interdisciplinare – e indubbiamente allegro – di Mendini, uno degli autentici maestri del design e dell’architettura italiana. Forse una delle massime figure del professionista “curioso” (chissà cosa ne avrebbe detto Barthes) in questo nostro ingessato paese, che per 12 mesi si è dedicato a una linea editoriale parecchio lunare rispetto all’agenda dei media: esplorare le Nuove Utopie.

Peraltro, dei ritratti di copertina realizzati da Lorenzo Mattotti – e i cui originali erano esposti in mostra nella sede della conferenza stampa – si era già detto qui:

Tra il serio e il faceto, Cattelan ha messo in piedi un one-man show composito, fatto di interviste, rubriche e scelte editoriali – come dedicare la copertina allo stesso Mendini, disegnandola in uno stile elementare. Su tutto una ridanciana minaccia: “Mi viene in mente quando Alberto Sordi fu fatto Sindaco di Roma per un giorno: eliminò tutte le multe. Io eliminerò tutte le discipline“.

Nella sezione Opinioni, per dire, Elio e l’architetto Mangoni propongono uno sciocco & divertente Antidecalogo dell’architetto, ovvero 10 motivi per NON esercitare la professione di architetto.

E poi c’è anche un fumetto. Una breve storia muta e ipercromatica, realizzata dal fumettista e designer Massimo Giacon.

A lui il compito di raccontare un’improbabile versione dell’incontro tra gli stessi Mendini e Cattelan, all’insegna di un rapporto con le forme fatto di invenzione e di gioco:

Per finire, i fatti. Giusto per ricordare di che prodotto stiamo parlando.

Totalmente bilingue (italiano e inglese), Domus è uno dei prodotti editoriali italiani più “internazionali”, perché lo è sia per contenuti (non si parla certo solo di Italia/Europa o di Occidente) che per forma (bilingue) e per diffusione: oltre il 45% delle 51.000 copie mensili vendute è diffuso in 88 Paesi. Ne esistono inoltre edizioni in lingua russa, araba, israeliana, cinese, e nel 2011 dovrebbe debuttare in India e America Centrale.

Con la direzione di Mendini il fumetto ha trovato diverse occasioni di inserirsi nel dibattito sull’architettura. Una frontiera di scambi tutt’altro che peregrina, ben rappresentata da un bell’articolo di pochi mesi fa scritto da Paolo Bacilieri. Un discorso da proseguire e continuare ad alimentare.

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