Classifica fumettiblog febbraio

Ed ecco la solita anteprima della classifica Wikio “Fumetti e Illustrazioni”:

1 Fumettologicamente
2 -Dalla Parte di Asso Merrill-
3 Mamma! Satira e giornalismo
4 House of Mystery
5 comicsblog
6 Mauro Biani
7 Cartoonist Globale
8 Diegozilla
9 DonZauker.it
10 INSERTO SATIRICO
11 vukicblog
12 Nero_su_bianco
13 Flusso di coscienza
14 Storie, disegni e appunti del disegnatore Gipi
15 Mulholland Dave
16 Conversazioni sul Fumetto
17 Niente trucchi
18 Canemucco
19 Rizzoli Lizard
20 (sono io che ho aperto questo blog)

Classifica curata da Wikio

11 Risposte

  1. Questa la classifica, ma quanti sono i contatti unici dei vari blog?

    • Beh, questo è cosa nota: wikio non è nielsen. Ovvio. Ma tu lo sai quanti sono i contatti unici di minzolini rispetto a quelli di mentana? Siamo ancora a parlare di questo?😉

  2. Peró, con Google Analytics è facile saperli, almeno i propri. I miei sono 3500 al giorno di unici e 140.000 pagine al mese. Continuo a non capire perché il parametro sia ignorato dalle classifiche italiane (ma non da quelle straniere). Non dico che debba essere l’unico ma ci dovrebbe essere. Questa classifica non rappresenta nulla, basta vedere la posizione che occupano alcuni blog che fanno a stento 100 accessi al giorno. La raggione per cui nessuno protesta è che i parametri attuali fanno comodo a tutti (me compreso).

  3. è precisamente come dice Roberto: per misurare la frequentazione di un blog non serve molto la classifica relativa (chi è più o meno seguito) ma quella assoluta (quanto viene seguito questo e quello). Per quanto mi riguarda, come utente, è interessante saperlo per capire il reale volume di lettori dei blog, cioè per capire in quante persone consista la comunità di lettori di questo e quel blog; fermo restando che non è nemmeno possibile, dai conteggi dei contatti unici, risalire a quanti dei 140mila lettori di “Dalla parte di Asso Merrill” siano gli stessi dei 140mila + X di “Fumettologicamente”.
    Insomma i lettori di blog di fumettti sono sempre gli stessi 150-200mila che saltano da un blog all’altro durante il mese medio o costituiscono una readership più ampia? In fondo è la stessa domanda che ci si pone spesso riguardo ai lettori di fumetti che comprano gli albir e i libri in edicola e in libreria.

  4. Mi sono sbagliato con le cifre, non avevo letto che 140mila sono le pagine visitate al mese e gli utenti unici sono 3500 al giorno (e quanti al mese? Sono sempre quegli stessi 3500 del giorno medio o il numero si ingrossa?). Insomma, 3500 lettori al giorno sono moltissimi, ma 3500 al mese (sempre gli stessi del giorno, come numero e probabilmente come identità) sarebbero pochissimi, proprio perché nel giorno medio sono 3500. Questo è almeno come la vedo io.

  5. Al mese, di media, io ho 30.000 lettori unici.

  6. Sisì, daccordosututto, ma ogni volta si ripetono le stesse cose, e poi si finisce col semplificare e arrivare a fare dell’uno (i link) o dell’altro (i contatti) un mito. E allora chiedo scusa a chi ha gia letto, e mi ripetito:
    – sono il primo a dire che questi criteri sono parziali. L’ho scritto dal primo dì. Dunque questa discussione mi pare già superata da tempo: wikio e blogbabel non sono il Verbo, bensì una prospettiva specifica. Fondata sulla valore dei link (e qlcsina d’altro). Ma non ha senso ricordarlo ogni volta. Le metriche di audipress e quelle di Ads (per dire un esempio al volo) non sono le stesse, ma quando escono i dati nessuno si rimette ogni volta a dirlo.
    – il tema delle metriche per misurare la rete è molto più articolato della solita opposizione tra “quantitativi” e “qualitativi”. Se ne occupa spesso un collega come Davide Bennato (blog Tecnoetica).
    – Ovviamente il bello è che i criteri quantitativi come i contatti o i link sono e restano parziali entrambi. Perché nessuno misura nulla di “assoluto” (?) ma punti di vista specifici: misurare la copertura (ecco cosa misurano i contatti) non dice della influenza; la affidabilità non coincide con la visibilità; il successo non è sinonimo né solo dell’autorevolezza, né solo della visibilità. Gli operatori (e gli studi) della tv lo sanno da 50 anni: i contatti contano, ma poi l’efficacia, il successo e i listini per la vendita degli spazi non si fanno usando solo il criterio dei contatti, per quanto esteso (a campione), comprensibile più o o meno a tutti, e ormai tradizionale. Il mondo della pubblicità lo pratica tutti i giorni: ci sono ‘canali’ che hanno pochi contatti e valgono tantissimo, e canali che hanno tanti contatti e valgono pochissimo.

    Le metriche della rete ci impongono di ripensare la misurazione dei pubblici, dell’efficacia comunicativa, della circolazione sociale dei discorsi e dei contenuti, dell’influenza, della reputazione, della credibilità. Tutte cose che non possono essere rappresentate né misurando solo i link, né misurando solo i contatti, né misurando solo la circolazione nei social network (che è il vero dibattito, oggi: misurare la rete significa misurare la quantità e le forme dello sharing sui sn, innanzitutto. E questo pare ancora un bel casino…).

    Google analytics va benissimo e la installerò anche io prima o poi. Ma non crediamo che sia un metro “assoluto”. Come non lo è auditel, come non lo è audipress, eccetera. Non sono strumenti assoluti nemmeno mashable o wikio, certo. Ma invocare strumenti parziali per integrarne altri va benissimo. Invocarli credendo che siano “assoluti” e gli altri “relativi”, no, questa è una pia illusione.

    Ci sarebbe poi il discorso di Marco sulla ipotetica omogeneità del pubblico della blogosfera fumttistica: sono sempre gli stessi eccetera? Non ho risposte. Tendo solo a dire che i pubblici che si materializzano intorno a interessi specifici offrono sempre questa sensazione agli operatori: così dicono molti blogger di tv e di cinema, e così mi dicono giornalisti anche di testate generalista di tv, checché si possa pensare….
    dunque mi pare un dibattito anche questo un po’ viziato, e molto tradizionale, tipico di discorsi auto-reverenziali del vecchio fandom fumttistico. Posso dire una cosa: in un anno di blog, ho ricevuto commenti, mail e citazioni da lettori che mi paiono chiaramenti non appartenere al questo “insieme chiuso e autoreferenziale”. Il che mi fa pensare che la readership sia più ampia – magari di poco, ma più ampia.

    [sorry per i refusi e toni da lezioncina].

  7. Spetta, Matteo, non è un metro assoluto ma i numeri sono numeri.
    Le classifiche, di solito, misurano la popolarità, non la qualità. I parametri di Wikio e Blogbabel sono deliranti e servono esclusivamente la “cricchetta” del circolo dei blog (di cui io e te, volenti o nolenti, facciamo parte). Basti vedere come un blog davvero popolare come Bad Taste, non risulti in nessuna delle due classifiche generali.

    Ma poi, quello che irrita, è che gli strumenti ci sono e il non volerli usare è solo malizia da parte di chi, da queste classifiche, ci ottiene qualcosa.

    Guarda qui:http://www.alexa.com/siteinfo/fumettologicamente.wordpress.com#
    La comparazione delle prime quattro posizioni della nostra classifica, valutata da Alexa, uno strumento usato ovunque (tranne che in Italia) che non tiene conto solo dei link ma anche del traffico.

    • Hehe, no robe. Ecco cosa fanno di lavoro quei rompiballe dei mediologi in giro per il mondo: spiegano che i numeri non sono mai neutrali. E che i contatti non indicano la popolarità ma sono uno strumento tecnico che misura una cosa ben più specifica: la copertura. La popolarità si spiega a volte con i soli contatti, e per comodità (la più facile e rapida utilizzabilità di questo tipo di dato) in molti casi va benissimo per rappresentarla, ma spesso no.

      Le classifiche di contatti misurano i contatti. Quelle di link misurano i link. Quelle di sharing lo sharing. La “qualità”, in realtà, è una cosa ancora diversa…. Una volta la Rai faceva indagini per valutare il gradimento, e le chiamava Verifica Qualitativa Programmi Trasmessi. E la qualità non si misura quasi mai coi numeri.
      Dunque sfatiamo un altro piccolo mito: anche wikio ecc è roba quantitativa. Misura non i contatti ma un’altra cosa rilevante assai per l’ambiente della rete: i link eccetera.

      Poi se vi stanno sulle balle wikio e blogbabel ditelo😉 Dopo un anno per me si può anche quasi smettere (pero Alexa no, eh? Chiedi in giro alle aziende di misurazione del web: Alexa non ha una metodologia seria, e le aziende tendono a non usarla mai e comprano i dati da altri. La usano i singoli blogger perché è aggratis, ma non funzica).

      Poi mi chiedo: perché di queste classifiche non ne parlate anche con la buona Lipperini? O volete che ci parli io, dannati scansafatiche?

      Anyway, la mia personale strategia: usare questi strumenti (wikio blogbabel) per un paio di anni, per contribuire a dare corpo, strutturare e consolidare la blogosfera del settore. Che in questo anno mi pare sia peraltro dventata più ricca e complessa. Poi si molla.

  8. Sì, scusa, è ovvio che si parla sempre di strumenti parziali. Ma la comunicazione di questo aspetto non è mai chiarissima e per l’utente medio, quelle sono classifiche (come le classifiche di Tv Sorrisi e Canzoni).
    Anzi, non solo per l’utente medio, ma anche per tante aziende e testate giornalistiche che più di Wikio e Blogbabel non guardano (e manco si chiedono come funzionano). Tu mi dice: Alexa non è affidabile. Vero. Ma rispetto agli strumenti attuali presi in considerazione, è quasi il vangelo.

    Poi, sul fatto che siano utili o meno: hai in parte ragione e in parte torto. Perché sì, alla fine son cazzate, ma è pur vero che, come dici tu, la blogosfera (anche quella fumettistica) si è evoluta molto negli ultimi tempi, e i due parametri principali per valutarla, in Italia, sono aberrati.

  9. verissima, rob, la questione della percezione dell’idea di ‘classifica’.
    Mi sembra che poi, alla fine, il nodo sia questo: le competenze e lo spirito critico di chi usa&legge queste misurazioni. Ché di vangeli non ce n’è mai, nell’industria culturale😉

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