[Angouleme 2011] Viva Italia: Fior (e Micheluzzi) vincitori!

La cerimonia dei premi di quest’anno è stata profondamente diversa dai toni teatrali e sarcastici che avevano caratterizzato l’edizione del 2010, grazie allo spettacolo voluto da Blutch con il gruppo di Les Requins Marteaux.

La cronaca di quanto avvenuto durante la cerimonia di premiazione 2011 al teatro di angouleme? Eccola qua, come si suol dire, momento per momento.

–> A luci ancora accese in sala, sullo schermo scorrono contributi video da vari luoghi del festival, soprattutto per descrivere mostre, eventi e la varia umanità festivaliera. Atmosfera dai toni rilassati: si prospetta una cerimonia in stile più di servizio, che spettacolare. E un po’ me ne dispiaccio.

–> Si inizia. Luci spente. E compare sul palco una band rock’n’roll, protagonista anche del concerto di disegno di ieri sera: si parte subito in stile Baru. Chicca: la presentatrice entra in scena su una Vespa supervintage

–> Mmmmh, la presentatrice (nota conduttrice radiofonica) è decisamente la scelta meno interessante degli ultimi anni. La affianca, peraltro, una specie di co-presentatore con ruolo da “spalla comica”, alquanto inutile se non in funzione puramente ritmica. Uff.

–> E siamo subito ai primi premi. Miglior fumetto alternativo: L’Arbitraire n.9. Una rivista libro collettiva molto interessante. Anche se la rivista cinese vincitrice l’anno scorso – presenti sul palco i suoi editors di Nanchino, a passare il testimone – sembra avere convinto i bédéphiles anche quest’anno.

–> Premio Patrimoine: Attilio Micheluzzi, Bab El Mandeb, edizioni Mosquito. L’avevo twittato ieri: i miei follower mi dovranno una cena (virtuale). Ah: poi vi dico chi è passato oggi a sfogliare i fumetti italiani allo stand Mosquito…

–> È il momento dei ‘coccodrilli’, in cui sullo schermo compaiono i volti di autori e personalità del fumetto che ci hanno lasciato quest’anno: Satoshi Kon, Victor De la Fuente, Antonio Parras, Patrick Cauvin, Marco Henniquioau, e il giornalista di Le Monde Yves-Marie Labé.

–> per consegnare il premio Revelation sale sul palco il grande maestro Fred – autore del geniale Philémon – visibilmente malato, e la sala finalmente esplode in un bellissimo applauso, e siamo quasi tutti in piedi. Vincitori a pari merito: Elodie Durand con La parenthèse, e Ulli Lust con Trop n’est pas assez, splendido on the road ambientato in Italia. Dolenti note: il libro è stato richiesto oltre un anno fa, e poi rifiutato, da ben due editori italiani. Speriamo che cambino idea. A febbraio potrete leggere un chiacchierata con Ulli su questo blog

–> Prix de L’Audace: Brecht Evens, per Les Noceurs. Un libro che vedremo presto in Italia (comma22, a quanto mi risulta), insieme all’autore, che sarà a Bologna per Bilbolbul

–> Non sono un cultore di rock’n’roll, e quando Baru mi ha spiegato tutta la selezione di brani per il suo spettacolo… non ne ho riconosciuto mezzo. Quindi sugli stacchetti musicali mi taccio.

–> momento cazzeggio: in video scorrono frasi improbabili montate su volti noti. Sono leader politici, con frammenti tratti da discorsi ufficiali. E allora ecco che vediamo parlare la Regina Elisabetta, che dice di amare molto il lavoro di Baru, Papa Ratzinger che afferma che il Fumetto è un miracolo, la Palin si lamenta dei fumetti con troppo sesso, Obama che si preoccupa per la sua immagine in quei fumetti troppo di sinistra, e poi la Merkel con Strauss-Kahnn, mister Putin, e poi…Berlusconi? No. Non conta nulla all’estero. Nemmeno qui.

–> Scorrono le 31 copertine immaginate da Baru e vari disegnatori, per la mostra-concept “Rock antidiluviano”

–> il premio Regards sur le monde lo consegna il bravissimo cinese Chihoi, e il vincitore è Joe Sacco, con Gaza 1956. Chihoi mi è anche molto, molto simpatico, e confesso che la “sua” mostra hongkongese è in fondo quella che mi ha più convinto.

–> La categoria più improbabile è arrivata: premio Intergenerazioni. Giuro, si chiama così. La parola è stata scelta come tattica – una evidente foglia di fico retorica – per includere un po’ più di prodotti mainstream, visto che il premio alla Migliore Serie suonava come un contentino… Vincitore: Pluto, di Naoki Urasawa.

–> il premio alla Migliore Serie lo consegna nientepopodimenoche Jean Van Hamme, che fa il piacione con la presentatrice… Voilà: vince Il etait une fois en France, di Fabien Nury e Sylvain Allée. Grandi applausi in sala.

–> Sale Jean Solé, e consegna il premio Speciale della Giuria ad Asterios Polyp di David Mazzucchelli, ritirato dalla silenziosa Nadia Gibert di Casterman. E qui si spiazza il totopremi: ma se Mazzucchelli ha vinto questo…chi mai avrà vinto come libro dell’anno?

–> Prix du public, degli sponsor Fnac/SNCF. Passerella doverosa per i responsabili comunicazione dei partner economici. Vince: Le bleu est une couleur chaude, la cui autrice si prende una bella dose di applausi davvero sentiti. Brava.

–> Intermezzo video. Scorrono frammenti dai vari spettacoli, gli eventi e gli incontri con alcuni autori (Moebius, Ikeda, Baru). Il top: bimbi che giocano a baseball in scenografie ispirate ai Peanuts. Mentre un grande Snoopy si aggira per le strade, fino a incontrare…l’ambasciatore USA in Francia, accompagnato dalla vedova Schulz.

–> torna in scena, dopo il debutto dell’anno scorso, il Ministro della Cultura Frederic Mitterand. Che dice di sapere che al momento il mercato ha subito una lieve battuta d’arresto, ma che sul piano della creatività c’è ancora una grande energia, fatto che lo rende felice come ministro. E poi la chicca: “sono rimasto in particolare colpito dalla qualità degli artisti italiani, che ho visto molto presenti”. Umiliazione e gratificazione insieme, per noi, dai vicini francesi. Roba da pazzi.

–> Momento storico: premio al Migliore Fumetto all’italiano Manuele Fior, per Cinquemila kilometri al secondo. Che stringe la mano al Ministro della Cultura francese. Il sottoscritto esulta platealmente – seduto al centro della platea – un grande BRAVO !!!

–> Sale finalmente sul palco il Presidente Baru. E annuncia il suo successore, Grand Prix 2011. Sarà Art Spiegelman. Il suo storico editor francese sale allora sul palco: Benoit Peeters dice che Spiegelman non è solo un autore immenso, ma anche uno dei pochi che hanno cambiato il volto del fumetto. Coup de theatre: cellulare in mano (credo a Thierry Bellefroid) squilla il telefono in Connecticut …risponde Spiegelman: “pronto”? Supermega applauso – immaginate il boato. Pasticci tecnici però, e Art dice che non sente nulla. Si riprova. Suspense, imbarazzo e… finalmente ci siamo. Art dice che è un onore essere premiati dalla capitale mondiale del fumetto. Che ha sempre amato, letto ed editato fumetto francese, e che per lui, povero disegnatore di modeste capacita, è come per Obama avere vinto il Nobel per la Pace.

–> finale: tutti i premiati sul palco. Manuele bacia Baru. Ora si va a festeggiare!

Viva Italia, dunque? Sìsì: VIVA!

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22 Risposte

  1. Yeah… voglio essere il primo a congratularmi con Manuele! Fantastico!

  2. […] This post was mentioned on Twitter by Patrizia Mandanici and Matteo Stefanelli, Matteo Stefanelli. Matteo Stefanelli said: [Angouleme 2011] Viva Italia: Fior (e Micheluzzi) vincitori!: http://wp.me/pzGWE-1sk […]

  3. patriottico?!🙂

    premio meritatissimo, quello di manuele.

    h.

  4. Giornalisti, studiosi, direttori di festival, autori e persino lo stesso staff del festival, tutti già a dire, ammiccanti: “e dunque quest’anno Viva Italia”? Risposta a quelli antipatici: ovvio, ve l’avevo detto. A quelli simpatici: grazie, l’attenzione delle istituzioni francesi supera quella nostrana.

    Non sono sicuro di sapere cosa sia il patriottismo, ma forseforse.

    Mi dispiace una sola cosa: dovevate esserci anche voi (e anche tu, Gipi: ci sei mancato). Davvero.

  5. il libro di Fior è molto bello quindi questo mio commento esula dalle qualità dell’autore: non mi è sembrato molto trasparente avere Igort in giuria e un suo autore in conconcorso.

  6. Ma sì, un po’ di patriottismo ogni tanto ci vuole.
    Le affermazioni di Gipi e, oggi, di Manuele, ci rendono orgogliosi.

  7. Non capisco bene, Matteo, perché “umiliazione e gratificazione” insieme se il ministro della cultura francese dice che è rimasto colpito dalla qualità degli autori italiani. Forse lo intendi come “to’, chi se l’aspettava, bravi questi italiani, almeno a fare fumetti”, ma io penso solo che il complimento provenisse da qualcuno che non conosce molto bene la storia e il contributo del fumetto italiano. Considera inoltre che per molti francesi l’Italia è un rimosso grosso come una casa: i francesi hanno nei confronti dell’Italia, spesso, un complesso di inferiorità travestito da senso di superiorità. Te ne sarai accorto in mille occasioni. Ma ad ogni modo Mitterand mi è sembrato solo naïf (l’uso di una parola francese è voluto), non snob o che altro.

  8. Flaviano: capisco il tuo punto di vista, ma manuele non è pubblcato da igort, in francia. E inoltre ritengo impossibile credere che le relazioni tra autori siano aggirabili, in giurie grosse e iperstratificate (casi di implicazioni indirette sono quasi inevitabili, da sempre). E comunque: nei casi in cui sia motivata e opportuna, la lobbying culturale per me resta una risorsa, e non un demerito. Infine: igort era solo uno tra i sei, e non il presidente. Una tesi magari l’avrà sostenuta, ma poi bisogna sapere convincere. E li si vince solo se gli altri concordano.

    Marco: non hai capito. L’umiliazione non è in Mitterand, ma nella comparazione tra lui e gli omologhi italiani. Che paiono lontani anni luce. E questo lo trovo umiliante: siamo italiani, e non dovremmo essere secondi a nessuno nel celebrare i nostri talenti.

    • Non sono io che non ho capito: TU non ti sei spiegato. ABC della buona dialettica.

      Ad ogni modo gli omologhi italiani che tu denigri come fonte di umiliazione lo scorso fine ottobre hanno premiato a Lucca Manuele Fior come miglior autore.

      • Marco! Ma quanti film ti fai? Il paragone è tra Mitterand e Bondi! Cosa c’entra il premio lucchese a fior??? In quel passaggio si parla di un Ministro… un tot diverso dal nostro. Non si parla di giurie! E direi che non servivano spieghe ulteriori: chi ha orecchie per intendere intenda. Tutti gli altri, in camper.

        Faccio disegnino?😉

        • Ah, ora capisco cosa intendevi per omologhi. Non mi risultava chiaro da come la frase era posta, visto che si parlava del premio a Fior dato dalla giuria di Angoulême.

  9. il valore di manuele fior è assoluto. il libro premiato per me è uno dei più belli usciti in questi anni. la francia, come altre volte, sa anche dare il premio più importante ad un piccolo editore come Atrabile, appunto l’editore di Fior.

  10. vespa 150special. e la conduttrice aveva una voce bellissima!

  11. sulla qualità del fumetto “italiano” non si discute.
    sull’assenza istituzione italiana, neppure.

    mi chiedo solo… fior vive in francia, è pubblicato in primis in francese, poi in italiano. è un autore “italiano”? chi “investe” sul suo talento (posto che il termine “investire” abbia qualche senso)?

    harry

    • Harry, concordo così così. esempio dal cinema. Wong Kar Wai è un regista cinese. Spesso premiato in Francia. Chi investe su di lui? Produttori cinesi? No, francesi.

      E quindi?😉

  12. ma infatti, matteo, è una domanda che mi pongo. non ho una risposta.
    mi chiedo appunto se ha senso porsela come questione. e, di nuovo, mi chiedo se non fosse “emigrato” se le cose sarebbero le stesse, sia in termini di visibilità che di opportunità.

    h.

    • Io direi di no. L’unica modo per autori del calibro di Manuele di affermarsi a livello internazionale e sopratutto di campare facendo fumetti è lasciare l’Italia, ma questo lo aveva già dimostrato Gipi qualche anno fa. Manuele quest’anno ha anche vinto a Lucca ma non mi sembra che quel premio gli abbia permesso di acquisire maggiore visibilità in Italia.
      Comunque Atrabile (l’editore della versione francofona di 5000) è svizzero.

      • corretto. editore svizzero in lingua francese.
        grazie per la precisazione.

        tocchi un punto fondamentale: la funzione dei premi in italia e in francia. un tema che è, per molti versi, il cuore della questione, qui.

        h.

      • perchè, si danno ancora dei premi a lucca? una cena da U Giancu ormai ha molto più valore di un Gran Guinigi.

  13. Ma state esaltando gli stessi francesi che hanno fatto di Uderzo un “semplice” illustratore?

  14. Ne approfitto per segnalare anche qui una videointervista a proposito di 5000 chilometri al secondo che ho realizzato con Manuele un paio di mesi fa :

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