Un contro-manifesto del graphic novel

Qualche mese fa, decisi di tradurre per questo blog il noto manifesto del graphic novel di Eddie Campbell. Un oggetto cuturale certamente interessante. Ma se ero perplesso di fronte quello, lo sono ancora di più dopo avere letto questo: “Eppur si muove. La novela gràfica: un manifesto post-Campbell”, steso dallo spagnolo Tebeobien.

Perplesso perché ha ragione Alvaro Pons: questo manifesto non riguarda il graphic novel. Riguarda il fumetto. E allora fallisce là dove prometteva di lavorare. Da un lato non riesce a fornire elementi per cogliere la specifica identità del graphic novel rispetto al linguaggio cui appartiene. Dall’altro, non risponde nel merito (a Campbell o chicchessìa) sul processo di assimilazione tra fumetto e graphic novel che ha portato tante opportunità (e non poche difficoltà) all’interno della cultura fumettistica degli anni 2000.

Passaggio concettuale più debole al #9 – la differenza risiederebbe nell’intima magia delle “intenzioni” (per la serie: il mito romantico dell’autore non muore mai):

En esencia, el alma del movimiento de la novela gráfica es su intención

Passaggio più divertente, perché (relativamente) intrigante al #7 – il fumetto come arte “senza nome”:

Al fin y al cabo, el ‘cómic’ nunca ha tenido un nombre oficial sino cambiante: siempre ha sido un arte sin nombre

Momento melodrammatico, sempre al #9 – “orgoglio fumettistico” (verrebbe da dire: Shazam!):

‘Orgullo’ es el verdadero lema del movimiento

6 Risposte

  1. […] This post was mentioned on Twitter by Álvaro Pons, Matteo Stefanelli. Matteo Stefanelli said: Un contro-manifesto del graphic novel: http://wp.me/pzGWE-1lE […]

  2. Ciao, buongiorno.

    Hai letto la totalità dei commenti? Che cosa pensi di essi? Il dibattito è stato molto interesante…

    Cordiali saluti e buon Natale.

    • piacere, albrech. No, letti pochi. Mi è parso di trovarci la canonica contrapposizione tra visione essenzialista (è un movimento, sono le intenzioni, ecc.) e quella storicistica (era una cosa…e ora è un’altra).
      Ci fai tu una sintesi (se vale la pena)?

      • Ciao Matteos. Il tuo riassunto è basicamente corretto: visione essenzialista (come tu dici) “versus” visione storicista (predominando in questa ultima l’idea seguente: la cosiddetta “novela gráfica”, graphic novel, ecc. è un formato essenzialmente).

        Di un”altra parte, quelli che difendevamo la seconda visione credevamo che il “Manifesto” di Tebeobien è fondamentalmente un manifesto per la libertà creativa dell’autor, ma non della “novela gráfica”.

        Nonostante, tutti coincidiamo in un preciso punto: l’apogeo della “novela gráfica” è stato molto positivo per i fumetti in generale.

        Saluti.

        Ti chiedo scuse per il mio italiano..

  3. grazie mille!

  4. […] Manifesti e contromanifesti proliferano, ne racconta oggi Matteo Stefanelli su Fumettologicamente. […]

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