Fumetti per l’Unità d’Italia: vita di un garibaldino sconosciuto

I racconti più interessanti che compongono l’affresco storico noto come “narrazione dell’unificazione italiana” – lo si diceva qualche giorno fa a proposito di Otto regine – sono le numerose microstorie locali e individuali.

Una di queste è Vittoria! Malinconica e avventurosa vita di Pietro Rossi garibaldino, scritta da Antonello Ricci e disegnata da Alfonso Prota (Davide Ghaleb editore). Un fumetto di cui gli autori, con apprezzabile schiettezza, dichiarano tutti i limiti legati alla propria inesperienza: “siamo due neofiti”, mi ha scritto Alfonso – “lettori assidui ma mai produttori”, dice. “I disegni hanno molti limiti (e sono io ad averli fatti…)”, aggiunge, “ma la storia a me pare molto bella”, e la sintetizza così:

Rossi era un garibaldino viterbese sconosciuto ai molti (viterbesi intendo…), che ha partecipato alla spedizione dei mille. In realtà uno sfigato. Nessuna foto nell’album dei mille. Niente pensione. Nessun riconoscimento.

I due autori un po’ hanno inventato, un po’ hanno fatto ricerche. E alla fine ne hanno tratto un racconto un po’ sbilenco, retto da un finale melodrammatico (una sorta di agnizione della figlia). Ma che in parte funziona.

Da un lato perché non è una mera agiografia da album delle figurine (storiche, s’intende): il Rossi appare in effetti come qualcuno di cui non c’è niente di eroico da dire, perché non  svolse ruoli o azioni particolari in battaglia, e non lasciò nemmeno eredità simboliche a Viterbo, quasi ‘scomparendo’.

Poi perché la parte di ricostruzione è ben incorniciata da una curiosa meta-narrazione degli autori, che letteralmente descrivono il loro “dare vita” a un personaggio di cui si sa poco, pochissimo.

E infine perché sebbene impreciso e incerto sul piano figurativo, il disegno sviluppa soluzioni plastiche e grafiche tutt’altro che banali, in grado di cogliere un aspetto che non tutti i fumettisti – nemmeno quelli più allenati – riescono a mettere a fuoco: la dimensione metaforica delle creazioni visive. Come in questo bianco a bordo vignetta che allude, fuori campo – ovvero fuori tavola – a un conflitto che c’è, ma che non è il nodo della narrazione

In sostanza, una microstoria molto più interessante del previsto. Che il gruppo Banda del Racconto ha portato anche a teatro:

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