Pianificare Lucca (Comics&Games): l’editoriale dei Superamici

In un curioso cortocircuito tra intenzioni ed esperienze, trovo che una delle migliori sintesi sull’ultima Lucca Comics venga dal collettivo Superamici. Innanzitutto grazie all’editoriale della loro rivista Hobby Comics che, pochi mesi fa (n. 3), ospitava un commento a proposito delle aspettative fieristiche degli autori, nella forma di un editoriale/parodia del celebre racconto “L’esercito”, dal Cuore di Edmondo De Amicis:

Siamo andati alla fiera a veder la rassegna dei fumetti, che sfilarono davanti al Comandante dei Fumetti, in mezzo a due grandi ali di popolo. Via via che filavano, al suono delle fanfare e delle bande disegnate, mio padre mi accennava i giornaletti e le glorie delle grafiche novelle. – Com’è bello! – io esclamai. Ma mio padre mi fece quasi un rimprovero di quella parola, e mi disse: – Non considerare i fumetti come un bello spettacolo. Tutti questi giovani fumettisti pieni di forza e di speranze possono da un giorno all’altro esser chiamati a difendere la cultura del nostro paese, e in poche ore cader sfracellati dalle palle e dalla mitraglia. Ogni volta che senti gridare in una festa: Viva i fumetti, viva l’Italia, raffigurati, di là dagli albi che passano, una campagna coperta di cadaveri e allagata di sangue, e allora l’evviva ai fumetti t’escirà dal più profondo del cuore, e l’immagine dell’Italia t’apparirà più severa e più grande. (Edmondo De Superamicis)

Inoltre, Lrnz e TuonoPettinato hanno condiviso con me alcuni fra i più paradossali problemi di questa edizione: le difficoltà logistiche e organizzative. Ma non tanto quelle dell’evento “in sè”, quanto quelle della città di Lucca, le cui carenze di pianificazione hanno caricato la fiera di ulteriori affanni: l’insufficienza del piano parcheggi, l’inadeguatezza delle infrastutture di telecomunicazione (cellulari quasi inutilizzabili nel day-time), l’incresciosa indisponibilità di denaro in molti bancomat del centro (lunedì ne ho provati ben 6).

Non sono fra coloro che sostengono la tesi secondo cui Lucca sarebbe inadeguata a sopportare un evento di questa complessità (ne ha parlato il giornalista Michele Boroni, forte dell’esperienza organizzativa di eventi anche più complessi come l’Heineken Jammin’ Festival). Però un po’ più di impegno da parte dell’amministrazione pubblica è opportuno chiederlo. Anche perché, senza pioggia, ho la sensazione che Lucca Comics&Games possa aspettarsi di accogliere ancora più visitatori, in futuro.

Ecco perché ho chiesto a Tuono Pettinato e Lrnz di sintetizzare, con un disegno, la loro esperienza. A futura memoria, con sana ironia:

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3 Risposte

  1. buongiorno matteo.
    approfitto della presenza di questo articolo per farti/vi i complimenti per i comics talks.
    sono riuscito ad ascoltarne due su tre (venerdì ero ancora al lavoro) e li ho trovati eccellenti.
    proprio come dici in una delle video interviste a later(e) 🙂 sono un completamento a largo raggio (a mio modestissimo avviso anche piuttosto esaustivo) delle micro analisi specifiche che si svolgono altrove (leggi lo stesso palazzo ducale o la camera di commercio o l’ahimè soffocato (dai rumori molesti, benchè leciti, di chi compra :)) spazio showcase.
    se potessi incidere in qualche modo sulla kermesse 🙂 lucchese (e non vedo per quale motivo dovrei/potrei farlo (a parte irrompere con interventi ai limiti dell’imbarazzo durante i comics talks. imbarazzo più mio che altrui, btw :)) sarei felice che anche i momenti di incontro con gli autori avvenissero nella quiete (e negli ampi saloni) di palazzo ducale.
    così come gradirei di molto che i comics talks si potessero svolgere dalle tipo 19.00 alle 20.30 (con ampie possibilità di sfociare in prime time :)) di modo che gli appassionati spendaccioni come il sottoscritto abbiano ancora un’oretta buona (quella dalle 18.00 alle 19.00 per l’appunto) per fare onerosi acquisti senza essere travolti, presumibilmente, da una decina di cosplayer di ambo i sessi. che peraltro rispetto tantissimo (sia i sessi che i cosplayer).
    grazie tante insomma. è già tanto così quello che fai/fate.
    alberto choukhadarian
    p.s.: puoi dirmi qui o in sede diversa se esiste versione in dvd o scaricabile dell’antistoria? io l’ho registrata assutempo su un paio o tre di vhs ma temo il logorio del tempo (che di solito è tiranno, btw :)).
    p.p.s.: posso osare domandarti se, lavorando in cattolica, ti sei mai imbattuto nel mio caro amico (nonchè coinquilino per un lustro pavese) rocco moccagatta? anche lui lavora lì, direi.
    scusa il prolissismo. non succederà più. parola di (boy) scout (tutto Vero, peraltro).

  2. alberto: grazie davvero. Sugli orari, grazie del suggerimento: ci rifletteremo.
    Antistoria: non esiste dvd (purtroppo). Su Youtube si trova qualche frammento. Rocco? Certo che sì 😉

  3. e lucca rise!

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