Pseudogiornalismo del giorno

Sole24Ore, 7 ottobre 2010, Dario Ceccarelli scrive di Storia personaggi e numeri di Bonelli Editore:

Attingendo copiosamente da quello americano, il fumetto italiano nasce negli anni Trenta e con esso si sviluppa una scuola di sceneggiatori e disegnatori nazionali alla ricerca di una propria identità espressiva. Nel dopoguerra alcune case editrici italiane artigianali danno il via a una vasta produzione a fumetti che, in breve tempo, supera e soppianta quella nord-americana.

Caro Dario, con rispetto: mai sentito parlare non dico di Casimiro Teja o Yambo, ma almeno del Corriere dei Piccoli? Caro Dario, con rispetto: lo sai che il Corriere della Sera è un noto quotidiano che 100 anni fa pubblicava fumetto italiano? Caro Dario, con rispetto: ti spiacerebbe informarti, prima di scrivere quando è ‘nato’ il fumetto italiano?

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10 Risposte

  1. Pennivendoli… Il bello è che qualunque argomento tocchino fanno così.

  2. Volendo tacere sul fatto che Nathan Never NON è degli anni ’80. E quali siano le strane motivazioni che spingono l’autore dell’articolo a citare Gregory Hunter e non serie e miniserie molto più importanti di quella, proprio non le comprendo.

    Sarebbe curioso poi capire come ha reperito dati di vendita così precisi. Mah.

  3. Talvolta viene da pensare che esista un equivalente della “maledizione di Montezuma”, nel giornalismo sul fumetto: uno spasmo che mescola cazzate ed elementi precisi. Insieme.

  4. A proposito di “maledizione di Montezuma”. Quella che c’è sul resoconto economico del Comics Day quando decade? A Lucca?

    • Conte, tocchi un nervo scoperto: vorrei tanto anche io che questo report fosse pronto. E non sono il solo ad averlo sollecitato.
      La sua stesura non dipende dal Comitato Organizzatore (nel cui ambito abbiamo definito cosa sarebbe opportuno contenesse) ma alla Segreteria del Comics Day.
      Il che – lo riconosco – non è una vera risposta al tuo giusto sarcasmo. Ma tant’è.

      • Mettiamola così: l’Italia (anche del fumetto) a volte è davvero sorprendente.
        Come faccia dopo sei mesi la segreteria di un evento a non rilasciare un report di 80.000 euro già spesi (di cui esistono quindi fatture e quietanze) va – sinceramente – al di là della mia comprensione.

  5. Che tristezza, e dire che bastava un giro su wikipedia…

  6. Ciao,
    francamente non mi sorprendo per niente del ritardo.
    Spero pero’ che questo ritardo non danneggi nessuno.
    Ciao.
    Luca

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