Export 2: Igort ad Amburgo

Si diceva del mese di settembre ricco in eventi culturali che vedono la presenza del fumetto italiano all’estero. Dopo il Corriere dei piccoli a Madrid, eccone un altro: una mostra dedicata a Igort ad Amburgo, nell’ambito dell’ Internationaler Graphic Novel Salon, una nuova manifestazione che è parte del programma dell’HarbourFront Literaturfestival:

Questo vasto festival letterario è noto per una caratteristica particolarmente originale: essere collocato all’interno delle strutture del porto di Amburgo, uno dei 10 più trafficati al mondo. Seguendo una formula che ha già ispirato alcune efficaci iniziative negli ultimi anni (ne ricordo una particolarmente riuscita a New York, nel 2008), l’anima del festival è costituita dalla presenza di 4 autori provenienti da 4 Paesi, ognuno dei quali presente con un’ampia mostra personale di tavole originali. Il tutto prodotto col sostegno organizzativo ed economico degli Istituti di Cultura all’estero (tra cui quello italiano). Igort stesso, con la francese Nine Antico, lo spagnolo Angel de la Calle e il tedesco Reinhard Kleist, sarà oggi ad Amburgo per questa presentazione (UPDATE: ecco una foto direttamente da Amburgo):

Tenete presente che Amburgo è una città in cui la presenza del fumetto italiano si è resa in qualche misura crescente, grazie alla presenza e agli insegnamenti di un bravo autore come Stefano Ricci, compagno di Anke Feuchtenberger, vero punto di riferimento per gli studenti di arte e illustrazione della Università Hochschule für Angewandte Wissenschaften.

Peraltro, diciamolo: Amburgo è più interessante di Francoforte, abituale protagonista fumettistica, in autunno, grazie alla Buchmesse. E quest’anno tocca rinunciare alla Buchmesse per un convegno ad Amburgo negli stessi giorni. Ach. Inoltre Amburgo è l’ambientazione di uno dei graphic novel europei più attesi del 2010, il nuovo lavoro di Arne Bellstorf, dedicato alle peripezie del “quinto Beatle”, Stuart Sutcliffe. Morale: meglio un porto, che una Banca Centrale Europea.

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Una Risposta

  1. Ho avuto l’onore di avere Stefano Ricci come insegnante tanti- troppi- anni fa. Fu un’ esperienza breve ma intensa.
    Un grande artista e una bellissima persona.

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