[FumettoTravel]: Malaysia report – parte 1

Malaysia boleh = la Malaysia può farcela

Se tutto va bene, dovrei farcela anche io. Almeno a postare il primo travel report di questo blog. Sarà un racconto – con molte immagini – da Malesia e Singapore. In più tappe. Un report che non vuole essere né un diario né un’analisi ‘mascherata’: non un racconto sistematico, ma nemmeno un taccuino di viaggio. Sarà solo una raccolta di frammenti “fumettologicamente ispirati” da qualche settimana spesa in un paio di Paesi che sì, meritano – e non solo sul versante fumettistico.

Malaysia boleh, dunque. Così scrive il disegnatore-artista Charles Cham su una delle sue tshirt, nel gettonatissimo negozio e galleria “Orangutan” che ha aperto da qualche anno a Malacca, città storica per eccellenza della Malesia, dove vende le sue opere e magliette amate soprattutto da spagnoli, italiani e singaporegni (così ci dice il commesso):

E in effetti la Malaysia non è certo un Paese cui mancano risorse e capacità per farcela – anche nel fumetto. Quel che ho potuto constatare, infatti, non è solo la grande vitalità di una nazione vasta, dinamica e sviluppata, ben lontana dall’esotico ritratto pauperistico che immagina l’italiano medio pensando a fantasiose avventure salgariane. E di Emilio Salgari nemmeno l’ombra, sia chiaro, nella “sua” Malesia (cari Ministri Italiani della Cultura e del Turismo, dove siete?). A meno di non volerlo cercare a tutti i costi in simil-Akim locali:

La Malesia – pillole da Wikipedia – è una nazione di quasi 40 milioni di abitanti, grande più o meno come l’Italia (è circa il 10% più vasta), tra i 17 Paesi megadiversi (ovvero: uno spettacolare concentrato di biodiversità), tra i primi 30 Paesi al mondo per PIL a parità di potere d’acquisto (per capirci: più di Svezia, Danimarca, Belgio, Svizzera, Marocco…), con un reddito medio pro capite tra i primi 60 Paesi (meglio di Brasile, Turchia, Messico; anche se pur sempre meno della metà di quello italiano), e con un coefficiente di Gini analogo a quello statunitense (in sostanza: le diseguaglianze tra ricchi e poveri sono un po’ superiori all’Europa continentale).

Una nazione composta di malesi (metà), cinesi (1/4), indiani (un po’), aborigeni (un altro po’) e un bel tot di altri popoli che la rendono un territorio autenticamente multietnico, in cui circa il 60% è musulmano praticante, e vive in un contesto di coabitazione culturale e religiosa che pare – concedetemi la semplificazione – piuttosto ben riuscito.

Non lo si racconta spesso, eppure è un fatto: la Malesia è certamente tra i Paesi più importanti per la cultura fumettistica del Sud-Est asiatico. Per certi versi persino più dei vicini India e Cina, a lungo nazioni “dormienti”, fumettisticamente parlando. In Malesia, invece, il fumetto contemporaneo si è sviluppato storicamente intorno a tre matrici – cartooning satirico, importazioni USA e manga piratati – che hanno generato una fertile evoluzione culturale e artistica. Solo le Filippine e l’Indonesia possono vantare una simile ricchezza storico-culturale in questa area dell’Asia. E il bello è che si vede – senza esagerare (non è né il Giappone né il Belgio), ma si vede. Soprattutto nei centri urbani.

Si può dire che là dove c’è dibattito sociale e/o là dove ci sono consumi culturali giovanili, il fumetto trova il suo spazio, con naturalezza. Che non vuol dire facilità: il mercato malese non è certo vastissimo (e il Sud-Est asiatico resta distante dalla pervasività del fumetto nel Far East). Ma l’offferta mostra una tipica situazione consolidata: tradizione e innovazione, scuole differenti e pubblici distinti, personalità artistiche di spicco, iniziative imprenditoriali efficaci, un fandom attivo e capace. E in trasformazione rispetto al passato:

Un vero e proprio ‘gigante’ svetta su tutto questo. Si chiama Lat (vero nome: Datuk Mohammad Nor Khalid), ed è uno degli autori di ‘autobiografie a fumetti’ più bravi al mondo. Il suo dittico di graphic novel Kampung Boy (1979) e Town Boy (1981) – in cui racconta la propria traiettoria esistenziale, dalla nascita in un tradizionale villaggio rurale alla vita di studente in una grande città – è un autentico gioiello per affabulazione, recitazione, stile e grande sensibilità umana. Un prodotto di successo, longseller da 30 anni, adattato nel 1999 in una serie animata e al centro di una fortunata serie di licenze e merchandising (ebbene sì: McDonald’s lanciò dei “Kampung burgers”). Ma soprattutto un lavoro che sarebbe ora di collocare ai vertici della storia del fumetto del secondo dopoguerra, come merita. Un fumetto che tutti potrebbero leggere (bambini&adulti, orientali&occidentali) e che tutti – a partire dai più attenti fumettofili – dovrebbero leggere:

Ha scritto Seth, a proposito dello stile di Lat:

è basato su una stilizzazione del tutto eccentrica, ma è anche ancorato ad uno sguardo capace di osservare il mondo reale con meravigliosa precisione

Passeggiando tra alcuni luoghi della stagione coloniale britannica in Malesia, è facile finire a prendersi un caffè in un piccolo hotel e locale leggendario e un po’ sfatto, il Coliseum, frequentato negli anni ’20 dallo scrittore-viaggiatore Somerset Maugham. Incorniciate ai muri, ci ho trovato parecchie caricature e disegni di un avventore ‘celebre’. Lat, appunto:

E poi, guardandomi intorno, ho visto anche un altro disegno. Un omaggio al locale, disegnato al volo e lì lasciato da un cartoonist in viaggio qualche anno fa, finito come me a contemplare qualche frammento del grande Lat. Il cartoonist-viaggiatore è il canadese David Collier:

E poi… E poi c’è molto altro.

(continua…)

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6 Risposte

  1. Bravo! Bellissimo reportage!
    Io aspetto ancora un tuo allegato, grazie!
    Marco

  2. bel post matteo, oltretutto non conoscevo questo lat e ho subito ordinato Kampung Boy, che è ho visto pubblicato recentemente dalla first second.
    aspetto i prossimi post,
    ciao,

    andrea.

  3. marco: grazie (e ci sentiamo nel mondo offline..)

    andrea: ebbene sì, Lat è inedito in Italia, ma non in USA (recente) o in Francia (6/7 anni fa). Fai bene a colmare la lacuna. E di lui riparleremo.

  4. Interessantissimo!!!

  5. Non vorrei aggiungere le ennesime lodi a questo post, dico solo: grazie 🙂
    Interessantissimo Lat, ma temo che in Italia rimarrà inedito per sempre.

  6. […] il 22/09/2010 da matteos Prosegue il quasi-reportage fumettologico dalla Malesia, dopo la parte 1 e la parte […]

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