Farlo in pubblico: leggere fumetti

Domani, 28 agosto, prende il via una nuova e originale iniziativa di promozione della cultura (lettura) fumettistica. Si tratta di Read Comics in Public, il primo “International read comics in public day”, promosso da Brian Heater e Sarah Morean del webmagazine Daily Cross Hatch.

Datevi da fare, dunque: domani sarà un buon giorno (in più) per leggere fumetti, ovunque voi siate. Linkate, twitterate, statusupdate-ate. Fate come loro:

Vi chiederete: perché il 28 Agosto? Semplice: è (fu) il compleanno di Jack Kirby.

Buona lettura.

Annunci

The Subway Time

Un altro studente di animazione, un altro cortometraggio di eccellente livello:

Italieni: ActuaBD e Du9 su Necron di Magnus

La riedizione integrale del celebre fumetto porno di Magnus, Necron, ha suscitato negli ultimi anni un costante interesse da parte della critica francese. Due esempi:

Chabon racconta il fumetto >3

Proseguiamo con un altro estratto dall’eccellente Uomini si diventa di Michael Chabon. Dal capitolo “Teoria dell’ipocrisia”:

Io lo detesto, Capitan Mutanda. Non dico che i libri della popolare serie, incentrati sulle avventure di due bambini delle elementari dai gusti scatologici, scritti e illustrati da Dav Pilkey, non siano brillanti, ben congegnati e vivaci. E neppure sto dicendo che l’estetica del libro, quasi da sindrome di Tourette, fatta di popò, caccole e gabinetti, non abbia radici in un momento autentico dell’infanzia, o quanotmeno di quella dei maschi. Dico solo che li detesto. Mi sento in dovere di detestarli, anche se detestarli fa di me un ipocrita. Sono un padre. L’ipocrisia è il mio mestiere.

Prova della mia ipocrisia si può rintracciare nella mia antica devozione per il culto delle figurine Wacky Packages. Le Wacky Packages sono state una delle grandi manie consumistiche della mia infanzia, subito dopo le Hot Wheels e subito prima dei Pet Rocks, i sassolini con gli occhi. Per un annetto, come tutti i miei amici, anch’io ho collezionato le Wacky Packages, scambiandole, attaccandole nell’apposito raccoglitore ad anelli, dentro il mio armadietto a scuola, sul cestino sotto la scrivania. Erano così popolari e onnipresenti che la Topps Chewing Gum Inc., la ditt che le produceva, più di una volta esaurì la carta su cui venivano stampate. Poco prima che passassero di moda, le Wacky Packages finirono sulla copertina del New York Magazine (i miei genitori erano abbonati), che si servì di quella mania per bollare la mia generazione come cinica, smaliziata e scettica.

La classica figurina Wacky Packages rappresentava la parodia, nell’aspetto e nel nome, di un noto prodotto alimentare, per la pulizia della casa o per l’igiene personale. […] L’illustratore della Topps, Art Spiegelman, e i suoi colleghi (tra cui il grande autore di copertine di riviste pulp Norman Saunders e gli storici fumettisti underground Kim Deitch, Bill Griffith, Jay Lynch e Bhob Stewart) dilatarono così tanto i confini della parodia che la quarta serie arrivò a comprendere un adesivo raffigurante le Wormy Packages, delle figurine infestate dai vermi (worms), ideate (come le Wacky Packages stesse e come tutti i prodotti e le pubblicità su cui ironizzavano, e implicitamente come tutto ciò che potevi vedere, sentire o notare in ogni momento della tua giovane vita satura di media) per cavarti dalle tasche qualche spicciolo.

Qualunque ragazzino, a cui nel corso dei vent’anni precedenti fosse capitata in mano una copia della rivista Mad, non avrebbe colto alcun elemento di novità o di cambiamento generazionale nel tipo di parodia a cui le Wacky Packages sottoponevano il paesaggio commerciale americano. La novità di rilievo delle Wacky Packages non era l’irriverenza verso i cliché da copywriter o la sovversione dell’ineluttabilità di marchi e loghi, bensì l’utilizzo libero, e per l’epoca sorprendente, che facevano di un umorismo “disgustoso”.

[Continua…]

Italieni: Jog su GGStudio e SkyDoll in USA

Non è certo solo la fumettologia francese ad occuparsi di fumetto italiano all’estero. E non solo di fumetto “d’autore”.

Di recente, negli USA, il brillante Joe McCulloch ha segnalato la traduzione di alcuni tra i prodotti popolari italiani più “cool”, citando GGStudio – con diverse serie disponibili anche in versione digitale per ComiXology, tra cui l’ottimamente disegnata Skeleton Story di Rak&Scoppetta- e una nuova miniserie dello Sky Doll di Barbucci&Canepa, pubblicata da Marvel (e anch’essa disponibile presso ComiXology).

Il link è questo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: