Di un fumetto che non si era notato

Come sapete, in questo blog raramente trovate “recensioni”. Per diversi motivi. Un po’ perché sono un genere poco consono alla forma-blog (così in prima persona, informale, conversazionale). Un po’ perché esistono numerosi spazi (anche online) specificamente deputati. E un po’ – direi soprattutto – perché in questo blog desidero parlare di Fumetto, più che di fumetti.

Oggi però ve ne segnalo una. Si tratta di una recensione che ho scritto ‘su richiesta’. Una piacevole sollecitazione che mi è arrivata da Federico Novaro, giornalista collaboratore de L’Indice e blogger instancabile.

Destino vuole che un paio di mesi fa, a distanza di poche settimane, abbia ricevuto due libri che incrociano lo stesso tema: Acqua Storta di Valerio Bindi e Mariapia Cinque (Meridiano Zero) e Non ti avevo nemmeno notato di Sandro Campani e Daniele Coppi (Playground) raccontano due relazioni tra giovani omosessuali. Lo fanno in modo molto diverso, assecondando focalizzazioni tematiche quasi opposte, e seguendo stili distantissimi.

Di Acqua Storta riparlaremo più avanti. Federico mi ha invece chiesto di leggere e recensire per il suo blog Non ti avevo nemmeno notato, fumetto di Sandro Campani e Daniele Coppi (Playground). La recensione è qui.

Due sole note. La prima è che, tra i pregi di Federico nel suo modo di presentare i libri, c’è una sensibilità visiva delicata e originale: fotografare ‘dettagli’ e pagine (inclusi passaggi, parole, elementi grafici) è una risorsa splendidamente sottovalutata, che andrebbe praticata più spesso, e non solo dai designer di professione. La seconda è che dei due libri che ho citato, provenienti da editori letterari poco avvezzi al fumetto, il comicdom italiano ha parlato ancora poco o niente (al di là di qualche rilancio dei comunicati): pigrizia e miopia sono difetti umani, ma insomma, suvvia.

3 Risposte

  1. Io “non ti avevo nemmeno notato” l’avevo notato da qualche parte, mi ero ripromessa in seguito di riguardarlo con calma in libreria ma poi non m’è più capitato sott’occhio.
    Vorrei poi leggere il lavoro grafico della bravissima Mp5, ma confesso che tutto ciò che riguarda mafia e camorra mi sucita un’allergia inspiegabile.
    Comunque grazie per avermi fatto scoprire l’interessante blog di Federico Novaro.

  2. grazie Matteo

  3. @patrizia: che molte narrazioni su mafia e camorra suscitino allergie, beh, ti capisco (sebbene non vorrei che Berlusconi – che immagino stia ancora seguendo le ripetizioni di disneyologia che gli abbiamo preparato nei mesi scorsi su questo blog – si illuda che sono le stesse sue, di allergie…).
    Posso però dire che Acqua Storta non è né un polpettone sociologico, né un bozzetto folkloristico. Mp5 è brava. E può persino crescere. Ma molti meriti – forse persino più sorprendenti – vanno anche a Bindi: non ho letto il romanzo, ma trovo che in questo graphic novel ci sia un bell’equilibrio tra ritmo fumettistico e un sapore tutto letterario.

    @federico: sia messo agli atti che è stato un vero piacere 😉

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