Alan Moore is a superhero!

Nasce un nuovo genere: la docufiction fumettologica?

Muchachada Nui è uno show in onda sulla rete La 2, della televisione pubblica spagnola. Si tratta di un programma comico, composto da sketch e parodie ben realizzate, una delle quali vede protagonista proprio lui – quel capellone di Alan Moore:

Annunci

[Cinecomics OFF] In una lontana città by Jiro Taniguchi

Uno dei più noti manga di Jiro Taniguchi, In una lontana città, è anche un film, prodotto in Francia e diretto da Sam Gabarski, di prossima uscita nelle sale (forse anche in Italia?).

Da poche settimane è disponibile un primo trailer, anche se solo in lingua tedesca, qua sotto:

Qualche scena rubata dal set la trovate, invece, cliccando qui.

[Fumetto awards] Gli Eisner e le differenze Italia-Francia

Nell’eterno confronto tra Francia e Italia, un indicatore ‘classico’ sono i grandi Premi internazionali, dal cinema alla tv al fumetto. Diamo quindi un’occhiata ai fumettistici Eisner Awards, il principale premio fumettistico attribuito negli Stati Uniti, e uno tra i principali riconoscimenti per l’intero settore, a livello internazionale.

Nell’edizione di quest’anno la Francia (Belgio escluso) è presente con 4 opere, realizzate da 8 autori: Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre e Frédéric Lemercier per Le Photographe; Jacques Tardi per Le Petit Bleu de la côte Ouest, adattamento di Jean-Patrick Manchette ; Emile Bravo e Jean Regnaud per Ma maman est en Amérique, elle a rencontré Buffalo Bill ; Lewis Trondheim e Fabrice Parme per Le Roi Catastrophe #1 . Il totale delle nominations ricevute da questi è di 9 candidature.

E l’Italia? Nessuna – o meglio una, a patto di guardare non tra i fumetti ma tra la saggistica. E’ il caso di Annalisa Di Liddo, candidata in una delle categorie non artistiche né produttive: la saggistica, con il suo libro Alan Moore: Comics as Performance, Fiction as Scalpel (University Press of Mississippi) nominato nella categoria “Best Comics-Related Book”. Se proprio vogliamo fare un ragionamento “tirato per i capelli”, potremmo fare anche il tifo per un argentino di origini italiane, Mauro Cascioli, candidato come “Best Painter/Multimedia Artist (interior art)” per Justice League: Cry for Justice (DC).

La diagnosi è presto fatta:

– l’Italia del fumetto si conferma poco presente negli USA

– d’altro canto le opere italiane sono poco tradotte: sia perché la produzione seriale (leggi: Bonelli o Disney) è quasi da sempre assente dal mercato USA, sia perché le graphic novel italiane…idem

– la presenza italiana – accadde così l’anno scorso, con Alberto Ponticelli ed Enrico Casarosa – tende a non essere legata a opere di produzione nostrana, ma a committenze direttamente americane (per Cascioli e Ponticelli: DC Comics; per Casarosa: AdHouse ). Un discorso estendibile anche alla saggistica: il libro di Annalisa non è la traduzione di un lavoro pubblicato in Italia, ma un testo direttamente commissionato dagli USA. L’eccezione del 2007, dunque – la ‘storica’ nomination alla traduzione di Appunti per una storia di guerra di Gipi – non si è replicata nemmeno quest’anno.

Un buon motivo per continuare o aumentare gli investimenti in attività di promozione internazionale, come la presenza alle grandi vetrine commerciali (festival internazionali e Salone di Francoforte in primis).

Ma forse anche – più in generale – un monito al nostro sistema-fumetto. Se parlassimo di contenuti culturali (cinema o letteratura), qualcuno potrebbe dire: “la produzione italiana è troppo provinciale”. Se parlassimo invece di business culturale (moda, design), qualcun altro potrebbe dire: “i nostri creativi e le nostre teste pensanti sono credibili e richiesti, ma non abbiamo un vero approccio industriale”.

Siamo alle solite. Toccherà ammettere queste vecchie diagnosi anche per il fumetto?

Ecco una nuova rubrica: Fumetto Awards.

Resistenza: l’editoriale di Alberto Pagliaro

In occasione del 25 Aprile, una delle Storie Partigiane realizzate da Alberto Pagliaro.

Al poco (ex) onorevole Edmondo Cirielli auguriamo che, quando si sarà conclusa la sua stellare carriera politica, si possa godere una serena vecchiaia dedicata alla scrittura di narrativa fantastica: la fantasia non gli fa certo difetto.

Xenofobia: l’editoriale di Gianfranco Enrietto

Per Gianfranco Enrietto, creatore grafico dei Gormiti:

XENOFOBOX è il terrore degli xenofobi, potrebbe colpirli con un fendente di Kebab o atterrirli con il suo possente tappeto persiano, se poi le cose si mettono male può sempre chiamare rinforzi con il suo “piede-phone-center” o fuggire sul suo velocissimo carrellino.

Ci salveranno i Gormiti antirazzisti?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: