[Salone del Mobile 2010] In libreria: Domus

Si è aperto oggi a Milano il Salone del Mobile 2010. E’ il più importante evento internazionale dedicato al design, amato e odiato dalla città per l’enorme quantità di visitatori che porta in 1 settimana, e per la bolgia creativa che si spalma lungo le centinaia di eventi della rete del Fuorisalone. <<E a noi?>> dirà qualche lettore di questo blog. Ebbene, sappiatelo: anche il fumetto gioca la sua partita, nel contesto ‘tritatutto’ di un evento che, senza alcun dubbio, è la principale vetrina dal made in Italy.

Dove e come è presente, il fumetto, nel Salone 2010? Nessuna occasione di presenza strutturale – lanci di prodotti o specifici eventi culturali – bensì un ruolo “laterale”, come ingrediente espressivo che passa per alcuni oggetti&progetti, stili&estetiche, artisti&creativi che al fumetto attingono, o che da esso provengono. Prodotti, negozi, musei, gallerie, installazioni, ma anche illustratori, grafici, designer impegnati – con esplicita consapevolezza per il linguaggio del fumetto – secondo un’idea di design diffuso che attinge anche alla Nona Arte per realizzare gli oggetti che abitano i nostri spazi e le nostre vite.

Iniziamo dunque, da oggi e fino a domenica, una rassegna quotidiana di casi di interesse fumettistico tratti dal Salone 2010. Il gran finale – diciamo – sarà per domenica (no: non vi anticipo il tema del post). In questi giorni parleremo di librerie, bagni, cucine, mobili e complementi d’arredo per la casa, e vedremo disegnatori, artisti, designer, illustratori i cui lavori gravitano intorno al design. Perché raccontare la presenza del fumetto nel nostro tempo non può ridursi ai resoconti dei “festival fumettistici” – e perché in fondo, per tutti i suoi lettori, il fumetto è qualcosa che appartiene alla vita di tutti i giorni : un oggetto di design per il (nostro) quotidiano.

Cominciano oggi, partendo – in tono ‘minore’ – da un piccolo oggetto. Se pensiamo alle abitazioni dei lettori di fumetto, invase da librerie e piene di oggetti editoriali, capirete perché partire da qui: da una rivista. Non una rivista qualsiasi, però, bensì la più antica, nobile e diffusa tra quelle che si occupano di design&architettura, la milanese (bilingue italiano/inglese) Domus. Dal numero in edicola in questi giorni, Domus si rinnova e, come sempre, chiama alla direzione uno dei maggiori architetti viventi. Questa volta si tratta di Alessandro Mendini, architetto e designer italiano lontano dalla figura dell’archistar, eppure apprezzato in tutto il mondo per il gusto eclettico, l’autentica curiosità e un’inesausta vitalità pop. Mendini aveva già diretto Domus circa 30 anni fa, abbandonandola nel 1985 dopo un duro scontro culturale con l’editore dell’epoca. Tra le più belle parole di questo architetto amante del disegno, ricordo queste, tratte proprio dal suo polemico congedo dell’85:

Credo sempre di più che si debba “disegnare” invece che “progettare”. Disegnare vuole dire, semplicemente, emettere dei segni, svolgere un libero e continuo movimento del pensiero visivo. Il disegno è una cosa molto diversa dal progetto, perché non comporta ipotesi di previsione, di organizzazione e di uso. Anche l’architettura o l’oggetto tridimensionale possono essere intesi come disegno, come pittura, come attrezzo scenografico, come pura quinta visiva

Per il suo ritorno a Domus – resterà solo un anno – Mendini ha scelto un tema interessante e quasi controintuitivo: “La Nuova Utopia”. Ma al di là delle questioni di “cultura del progetto”, mi interessa fare notare alcuni statement fumettistici piuttosto “forti”. Il primo è in copertina: Mendini ha chiesto al fumettista e illustratore Lorenzo Mattotti di disegnare un ritratto di Tomas Maldonado, storico docente del Politecnico e teorico del design tra i più influenti della storia italiana.

Il secondo è che al centro della rivista – le 4 pagine che costituiscono il ‘quaderno centrale’ con il colophon, il “timone disegnato” da Mendini, e il breve “diario” mensile del direttore – la 4a pagina è interamente dedicata a un grande ritratto della Torre Velasca realizzata dal fumettista Paolo Bacilieri:

Infine, le pagine interne dedicate a un breve intervento teorico di Emilio Ambasz, sono corredate da illustrazioni del fumettista David B., tratte dal suo recente Journal d’Italie.

Insomma: Mendini imprime a Domus, l’ammiragilia dell’architettura internazionale, una nuova forza creativa che mette in risonanza design, fumetto, spazi e ambienti architettonici.

Buona lettura di Domus, dunque.

Da domani, qui si abbandona del tutto la “carta” e si prende il largo – fumettologicamente – per il mare del design. Venite a farvi un giro?

2 Risposte

  1. ottimo!

  2. […] Peraltro, dei ritratti di copertina realizzati da Lorenzo Mattotti si era già detto qui: […]

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