Anime tour-ism: il marketing urbano secondo Tokyo

Welcome to Tokyo! Il Governo Metropolitano di Tokyo – in effetti “Comune” non renderebbe l’idea – ha presentato pochi giorni fa un nuovo sito web dedicato alla promozione turistica della città. Oggetto di questa iniziativa di marketing urbano è l’animazione: dopo ormai 3 decenni di esportazioni, le istituzioni locali dimostrano di capire che gli anime non sono un generico “simbolo” dell’industria dei contenuti giapponese, ma un elemento di identità culturale in grado di attrarre turismo.

Per questo il governo della capitale ha prodotto Honey Tokyo, un cortometraggio che racconta la città attraverso l’incontro/scontro di un ragazzo con un’aliena e il suo “robottino” kawaii. E lo ha affidato non a un produttore a caso, bensì a quello Studio 4°C (realizzatori, fra gli altri, di Animatrix e di Tekkon Kinkreet del bravissimo Koji Morimoto) che rappresenta l’avanguardia dell’animazione giapponese anni 2000, un po’ come Studio Gainax era stato per gli anni ’90. L’anime è disponibile sul sito stesso, gratuitamente e con sottotitoli, in giapponese, inglese, cinese (semplificato e tradizionale), coreano, tedesco, italiano, spagnolo e francese. Ovvero: tutti i principali mercati di esportazione per manga e anime. Il sito ospita inoltre una mappa interattiva e dei quiz per individuare le attrazioni turistiche dei diversi quartieri.

Il progetto è stato finanziato dal governo nazionale (non solo Tokyo, quindi), tramite un budget di circa 50 milioni di yen (intorno ai 550.000 dollari US). Una chiara dimostrazione della visione secondo cui anime e manga sono risorse strategiche per il Paese, su cui investire in modo coordinato tra realtà locali e governo centrale, e coinvolgendo le più innovative risorse creative.

In un progetto parallelo, la sala cinema Warner Mycal Cinema Hanyu nella prefettura di Saitama proietterà nei prossimi giorni il cortometraggio live-action Washimiya Monogatari ~ Shōkōkai no Chosen, dal 10 al 16 aprile. Il Santuario di Washimiya e la zona circostante sono diventati negli ultimi anni celebri attrazioni per anime-fan, dopo essere stati citati nel manga e anime Lucky Star. Vale la pena citare la trama: uno studente universitario sta producendo un film promozionale per la città, in cui racconta il proprio romanzo di formazione individuale… Nel corto appaiono sia gli abitanti del quartiere che diversi anime-fans.

Insomma, un cortocircuito produzione-consumo che rappresenta davvero qualcosa di speciale, nella storia dell’animazione. E che potrebbe valere la pena non dimenticare. Quantomeno come auspicio: che possa diventare il benchmark di una politica culturale possibile.

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