[Cinecomics OFF] Stigmate di Aliaga/Mattotti

Uno dei lavori più affascinanti dell’intera carriera di Lorenzo Mattotti, e certamente uno dei momenti più intensi del suo percorso artistico, è Stigmate. Un graphic novel realizzato insieme allo scrittore Claudio Piersanti, pubblicato nel 1994 e di recente – a 10 anni dalla prima edizione italiana per Einaudi – adattato per il cinema.

Il film si chiama Estigmas, è una produzione spagnola, ed è diretto dal regista Adàn Aliaga, già autore di film e documentari decisamente interessanti come La casa de mi abuela (dall’ottimo curriculum festivaliero, da Chicago ad Amsterdam a Madrid). Il quotidiano El Mundo ne ha parlato qui.  Una recensione più articolata, invece, la trovate qua. I toni dell’adattamento non sono gli stessi del libro, di cui offre una interpretazione più ‘fisica’ del tema cristologico, spingendo su elementi realistici (in primis, il corpo stesso dell’attore, elemento centrale del racconto) che modificano in modo interessante il clima simbolico del graphic novel.

In Italia di questo film si è parlato, finora, davvero poco. Presentato all’ultima edizione di Bilbolbul, è passato piuttosto inosservato (segnalato da Thomas Martinelli per il Manifesto, e da pochi altri). Eppure il lavoro di Aliaga è davvero molto buono. Difficilmente lo vedremo in sala, almeno in Italia. Anche in Spagna, a causa dei recenti problemi di alcune strutture di distribuzione di cinema indipendente, non è stato facile vederlo al di fuori del circuito festivaliero. Internet gli è venuto in soccorso, e in 3 giorni di streaming online (a pagamento: 2,95 euro) ha totalizzato 4250 spettatori. E ora aspetta una release in dvd. Cercatelo (sono certo che, in Rete…). Ne vale la pena.

Eccovi il trailer. Buona pre-visione:

Vi avevo promesso qualche rubrica. Cominciamo, in (dis)ordine sparso, da questa. In “Cinecomics off” proverò a segnalare o commentare alcuni fra i tanti esempi di “adattamenti” cinematografici di opere a fumetti. Attraverseremo dunque il benedetto/maledetto ‘cinecomics boom’ – ma guardando ai casi meno chiacchierati o meno visibili. Per vedere cosa si muove alla periferia, più che al centro – industriale – del fenomeno.

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