Reprint boom: il meglio del 2009

Siamo a febbraio, eppure le best of lists sul ‘meglio del 2009’ non finiscono. Nemmeno quelle sul fumetto.

Il giornalista inglese Paul Gravett ne ha compilate ormai 5:  migliori fumetti internazionali (ne ho scritto qui), francesi, graphic novel, manga e – per finire – “Best Classic Comic Reprints“.

Prima la notizia. Tra le le 18 Best Reprints del 2009 (in inglese, francese o tedesco) Gravett ne ha inserite due che riguardano opere italiane. Uno è Poema a fumetti di Dino Buzzati, tradotto in inglese per la prima volta a quarant’anni dall’uscita.

L’altro è l’antologia Antonio Rubino, il maggiore fumettista italiano della prima metà del ‘900, protagonista della più splendida stagione del Corriere dei piccoli. Gadducci e Stefanelli, curatori dell’antologia co-edita da Black Velvet (Italia) e ActesSud/ L’An2 (Francia) sentitamente ringraziano. Thanks, Paul.

Al di là della notizia, credo che scorrere una selezione come questa (pensando anche ai Premi ‘Patrimoine‘ di Angouleme o agli Eisner ‘Archive/Reprint‘ Awards) continui a fare un certa impressione. Solo 10 o 20 anni fa, sarebbe stata una categoria lillipuziana. E spesso poco interessante, piena com’era di mediocri repackaging di prodotti visti&rivisti, o di opere mal-trattate da pessime curatele e da un triste design amatoriale. Nell’ultimo decennio, invece, il segmento delle riedizioni sta vivendo un vero e proprio boom. Un po’ dappertutto per il mondo, dalla Corea all’Italia.

Intendiamoci : la parola corretta è riedizioni, e non “ristampe”. Nel 90% dei casi si tratta infatti di lavorazioni del tutto nuove sia sui contenuti (selezione, curatela) che sull’oggetto (formati, carta, colori): nuove scansioni dai disegni originali, recuperi e integrazioni di elementi ‘dispersi’ (incluso il restauro di tavole), trattamenti per la prima volta pienamente filologici (anche per sistemazione cronologica), e persino scoperte ‘archeologiche’ di materiali a lungo dimenticati, assenti dal mercato da decenni e decenni.

Causa ed effetto di questo boom, la riconquista da parte del fumetto di un’identità più completa e articolata. Sul piano storico ma anche artistico. Già, perché questo filone non è solo pane per gli storici: i primi a restare colpiti dai antichi&sconosciuti fumetti, risorti dall’oblio, sono spesso i giovani artisti e i giovani lettori. Penso alle reazioni, per esempio davanti a Rubino, che mi hanno posto quest’anno i vari giovani studenti/autori che ho incontrato in aula, in Italia o Francia che fossero.

Non solo nostalgia canaglia, dunque. Ma anche nuova linfa per creazioni future. Roba tosta, queste “Classic Comic Reprints”.

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