Abbasso la contestazione

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B.C., by Johnny Hart

Futurismi (by Grant Snider)

Il solito Grant Snider, questa volta – per la nuova serie di onepagers pubblicata su Medium, Who needs art? – parla un po’ di Italia:

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La vera candidata

Della campagna elettorale di Zahra, in Iran, mi pare di capire che in Italia si sono occupati finora Repubblica Sera e Il Mondo, ma non il mondo del fumetto. Eppure Zahra è proprio un fumetto: è la protagonista di Zahra’s Paradise, un graphic novel di due autori iraniani che racconta la straziante vicenda – ispirata a fatti reali – di una madre in cerca del figlio, arrestato (e ucciso) dalla polizia del regime iraniano.

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Il graphic novel tornerà fra poche settimane in circolazione, nella collana Graphic Journalism del Corriere. Peraltro, non fatevi ingannare – come accadde a me, quando uscì la sua prima edizione – dallo stile realistico tradizionale, e dalle sue incertezze un po’ naif: Amir e Khalil, per quanto “fumettisti improvvisati”, giocano molto bene la loro partita creativa, sul filo di un’immaginazione poetica, nei testi e nelle metafore visive, tutt’altro che comune. Difficile non ritenerllo una lettura emozionante e commovente.

Vote4Zahra, invece, è la campagna elettorale immaginaria che vede Zahra candidata alle prossime presidenziali in Iran (14 giugno). Zahra è una candidata ideale in un doppio senso: perché eroina idealizzata del graphic novel iraniano più noto di sempre (dopo Persepolis, certo); ma anche perché simbolo femminile perfettamente contemporaneo, in un paese che impedisce alle donne tante, troppe cose. Incluso candidarsi e correre per la carica di Presidente della Repubblica.

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Per quanto fittizia, e con l’aggravante del fumetto – che di “candidati immaginari” ne sforna a ogni tornata elettorale (dagli USA all’Italia), ma quasi sempre in forme e toni tra il ludico, il nerd e l’infantile – la campagna di Zahra è costruita in modo serio e credibile. La madre dello scomparso Mehdi si presenta con una vera e propria piattaforma elettorale, un programma politico che mette al centro alcune questoni chiave: democrazia, abolizione della pena di morte, liberazione dei prigionieri politici, e parità fra uomini e donne.

Il risultato? Vedremo. Ma già ora, vedere tante ragazze, donne – e uomini, e ragazzi – postare proprie foto con in mano i “volantini elettorali immaginari” di Zahra, da Teheran agli Stati Uniti all’Europa, beh, è una di quelle piccole grandi cose nutrienti, che fanno risplendere la rete:

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La dichiarazione finale di Zahra, con richiesta di voto agli elettori:

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Per seguire la campagna, c’è anche Twitter.

Carosello Reloaded secondo Mafalda

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I disegnatori chiedono fatti

Avete presente la campagna di Obama contro la diffusione delle armi – quella che al momento pare stia perdendo?

Come scrive Internazionale:

In risposta alla paralisi politica, 23 grandi disegnatori statunitensi (tra cui Garry Trudeau, Art Spiegelman, Tom Tomorrow) hanno prodotto un video che chiede di unire le forze contro la lobby delle armi. Le voci narranti sono di Julianne Moore e Philip Seymour Hoffman.

I 23 sono:

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Lalo Alcaraz, Bill Amend, Ruben Bolling, Jim Borgman, Steve Brodner, Roz Chast, Jeff Keane, Rick Kirkman, Peter Kuper, Mike Luckovich, David Mazzucchelli, Stephan Pastis, Mike Peters, Lincoln Pierce, Dan Piraro, Ted Rall, Dave Roman, Jerry Scott, Art Spiegelman, Raina Telgemeier, Tom Tomorrow, Garry Trudeau, e Mo Willems.

E il video è qua:

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